scenic route 65 000« Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. » (Alessandro Manzoni, I promessi sposi, 1840)

Un semplice itinerario ad anello per scoprire un ramo del lago di Renzo e Lucia, e la sua parte nascosta, la Valsassina, bellissima terra incastrata tra la Grigna e le Orobie dove le sorprese per noi #rider, sono molte .
Partiamo da Lecco, raggiungiamo l'ospedale Manzoni e invece di prendere la “nuova” via di accesso alla Valsassina, fatta di km inutili tra gallerie e falsi piani, prendiamo la “vecchia” via che si inerpica per una stretta strada che taglia in due l'abitato, attenzione agli incroci di chi giunge dalla parte opposta.
Superato l'abitato ecco la prima possibile deviazione Morterone, per alcuni il piccolo Stelvio, per altri una strada bellissima che porta al secondo comune più piccolo d'Italia.
La strada che porta a Murterun, come si dice da queste parti, è molto simile ai passi alpini, tra tornanti e panorami mozzafiato dove ad accompagnare i viaggiatori su due ruote c'è pure una bellissima vista sui laghi.
Raggiunto il rondò, dove sbuca la famosa “nuova” strada si prende la seconda deviazione e salire ai Pian dei Resinelli (vedi video), un altro piccolo Stelvio.

Pian dei Resinelli                                                                       

Saliamo tra altri tornanti verso una delle porte per ammirare e scoprire la Grigna.
Pian dei Resinelli deve il suo nome alla famiglia Resinelli, i primi a costruire un roccolo per la caccia, i primi rifugi e la diffusione dell'alpinismo nonche del turismo montano l'hanno trasformato in un luogo molto conosciuto dagli appasionati, per raggiungere e scalare la Grigna e la Grignetta. Sulla Grignetta hanno scalato personaggi del calibro di Emilio Comici, Riccardo Cassin e Walter Bonatti.
Proseguiamo per tutta la Valsassina, una strada di per sé panoramica e bella. All'altezza di Introbio potrà incuriosirvi il cartello Valbiandino/Cascata, indica la bellissima Cascata della Troggia raggiungibile con un sentiero di 1 km circa che parte dietro il capannone della “Formaggi Ciresa”.
La cascata è visibile pure dalla strada.
Iniziamo poi la Scenic Route 65 del Passo Agueglio, (clicca qui per l'articolo dedicato), seguendo le indicazioni per Esino Lario.
La strada si inerpica tra boschi e monti ma attenzione agli ultimi km prima di raggiungere il passo, l'asfalto non è il massimo. La vista dal passo è veramente incantevole soprattutto nelle giornate con cielo terso.
Iniziamo la discesa verso il lago raggiungendo Perledo, attraversando tutta la Val d'Esino, di seguito costeggiamo il lago fino a Dervio dove dovremo seguire le indicazioni per Valvarrone.
Prima un suggerimento, durante la discesa da Esino non sarà passato inosservato il Castello di Vezio, una visita è consigliata non solo per scoprire un luogo di storia che risale ai romani, ma perchè la vista sul territorio circostante è molto suggestiva.
Il castello è proprietà privata, ma visitabile gran parte dell'anno grazie all'associazione turistica castello di Vezio, meglio visitare il sito (vedi in fondo) prima di decidere la visita.
Altra sosta interessante, anzi molto ! Interessante è la visita all'orrido di Bellano. Una gola/ canyon formatosi 15 milioni di anni fa causato dal torrente Pioverna. L'ingresso all'orrido avviene dalla porta del Diavolo ! Volete sapere perchè si chiama così ? Andate a visitarla...
Dopo la porta del Diavolo... l'acqua santa, si riparte direzione Abbazia di Piona costeggiando il lago fino all'Olgiasca e seguire le indicazioni per l'abbazia e Olgiasca.

“...L’abbazia di Piona, o più esattamente, il Priorato di Piona, tipico edificio dell’arte comacina in pietra squadrata a vista, raggiungibile anche dal lago con il battello, costituisce un raro gioiello dell’architettura romanica lombarda.
Posta sulla penisola di Olgiasca, di fronte a Gravedona sulla punta estrema del ramo di Lecco, offre una splendida vista panoramica sulla costa occidenrale del Lario, oltre alla possibilità di assaporare la tranquillità e la pace di cui godono i monaci cistercensi che ancora oggi vi abitano.
Consacrata nel 1138 e intitolata alla Vergine, la prima menzione del monastero cluniacense risale al 1169 con l’intitolazione a San Nicolò...” tratto dal sito https://www.abbaziadipiona.it/

L'abbazia merita assolutamente una visita, un luogo bellissimo da visitare in rigoroso silenzio l'ultimo tratto di strada è in ciottolato, quindi prudenza.
Da qui si riparte e si torna indietro, sulla stessa strada per pochi km fino a raggiungere Dervio ad un semaforo si seguono le indicazioni per la stazione, proseguiamo dritti fino alla fine della strada, di seguito svoltiamo a destra e proseguiamo per pochi metri, attenzione al pavè e soprattutto alle indicazioni per Introzzo/ Tremenico una curva ad L secca verso destra, inizia così la strada verso l'incredibile Valvarrone.
Questo luogo Vi lascerà senza parole perchè poco conosciuta da noi #rider.
All'ingresso della Valle fa bella mostra di se il castello di Orezia, costruito in epoca medioevale per sbarrare la strada verso la valle.
Bastano pochi km per capire cosa vi aspetta, tornanti, curve a non finire incastonato in un territorio montano molto suggestivo. Tranquilli anche se la strada invoglia al teppismo l'asfalto vi farà cambiare idea molto velocemente. Fate molta attenzione.
Accompagnati dal torrente Varrone a destra e dal monte Legnone a sinistra risaliamo la valle. Superiamo Premana per raggiungere Taceno.
Premana, ovvero il “Distretto delle forbici e degli articoli da taglio”, qui nacque una fiorente industria siderurgica specializzandosi negli anni nella produzione di forbici di altissima qualità.
Superata Premana ci sono due opzioni, entrambi hanno lo stesso fine, tornare verso il lago.
Prima opzione. Seguiamo le indicazioni per Vendrogno e l'alpe Giumello, siamo sulla SP66 l'ultimo tratto è magico, tra curve e un panorama incantevole sul lago e la sponda comasca, con il piccolo borgo di Pradello, frazione di Bellano, la chiesa all'ingresso della frazione è in una posizione strategica per foto sul lago. Proseguendo dritti si raggiunge il lago.
Seconda Opzione si raggiunge Taceno e da qui si seguono le indicazioni per Bellano, questo tratto di strada è più trafficato, la strada è messa peggio e attraversa alcune gallerie, corte, senza illuminazione. Personalmente consiglio la prima opzione perchè più godibile in moto. A Voi la scelta, l'itinerario proposto prevede la prima opzione.

Giunti a Bellano si seguono le indicazioni per Lecco/Sondrio e Valsassina. L'obiettivo non è rifare la Valsassina ma raggiungere l'ingresso della statale che prenderemo direzione Lecco.
A questo punto dovremo tornare indietro direzione Lecco per poi tornare in su per visitare Mandello del Lario, patria della Moto Guzzi e Varenna, un borgo da favola, per farlo più velocemente si percorre la SS36 fino a Lecco.
Se avete scelto la seconda opzione, ovvero da Premana raggiungere Taceno per poi raggiungere Bellano alla fine della Strada sarete a questo punto, all'ingresso della statale 36, SS36.
Ripercorsa tutta la SS36, presa l'uscita Lecco/Malgrate/Bellagio, raggiunta la fine della strada, all'altezza del cartello “Ristorante Orsa Maggiore”, si svolta subito a destra si prosegue e si seguono le indicazioni per Abbadia Lariana, seguendo le indicazioni si ritorna sulla SS36, da qui si prende l'uscita Mandello e si prosegue fino al paese della Moto Guzzi.
Della fabbrica storica della Guzzi è visitabile il Museo con il bookshop, visitabile dal lunedì al venerdì 15.00 – 16.00, e nel mese di luglio dalle 14:30 alle 16:30.
Ma se volete gustarVi il mondo Guzzi visitate la fabbrica durante il week-end dell'Open House, uno spettacolo.
Da qui si raggiunge la meta del viaggio per scoprire un ramo del lago di Como e Lecco. Varenna.
Borgo di pescatori, da visitare lasciando la moto all'allogio trovare e visitare a piedi con calma e lentezza, passeggiando sul lungolago, per ammirare le facciate delle case di vario colore, si potrebbe dire che ricorda i borghi delle cinque terre in liguria.
Da visitare la parrocchiale di San Giorgio con la facciata arricchita da un affresco raffigurante San Cristoforo, basilica a tre navate, consacrata nel 1313. L'opera più preziosa è la Deposizione della Croce in sasso colorato. Dalla chiesa di San Giorgio, si può raggiungere Villa Isimbrandi o dei Cipressi, proprietà privata ora è un hotel, all'interno del giardino e sulle terrazze vivono piante bellissime. Senza dimenticare Villa Monastero, una vera perla!
“... Nata dalla trasformazione di un antico monastero femminile di fondazione cistercense ad opera della famiglia Mornico, Villa Monastero è oggi di proprietà della Provincia di Lecco.
Il nucleo centrale della Villa è rappresentato dalla Casa Museo che si sviluppa attraverso un percorso espositivo in 14 sale, interamente arredate, dalla Sala del Biliardo a quella della Musica, dal salottino Mornico alla camera padronale, per rivivere in prima persona i tempi passati, ammirando la raffinatezza delle decorazioni e degli arredi, la ricchezza dei materiali e la varietà degli stili. La Villa ospita un Centro Convegni, conosciuto a livello internazionale per le lezioni di fisica tenute nel 1954 dal Premio Nobel Enrico Fermi, e uno splendido Giardino Botanico - dove convivono rarità arboree provenienti da tutto il mondo - che si estende per quasi 2 chilometri lungo il fronte lago da Varenna a Fiumelatte...” tratto da http://www.in-lombardia.it/

Qui finisce l'itinerario per scoprire un ramo del lago di Como e Lecco.

Itinerario : Google Maps

 

 

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