carta stradaleL'itinerario è un anello che inizia e finisce sull'autostrada A4. Si attraverseranno la panoramica Zegna, la strada dei santuari e infine un meritato riposo in riva al lago di Viverone.

Si parte dal casello di Carisio, all'uscita seguite le indicazioni per la panoramica Zegna, siete sulla strada 230, poi 232 direzione Mottalciata, Cossato, Mosso e infine Trivero, sbagliare è impossibile le indicazioni per la panoramica o l'oasi zegna sono ben indicate.
La strada fin qui fatta è circondata da campi, pianura e paesi che attraverserete senza ricordarvi nemmeno il nome, finche non si giunge a Trivero, "patria" dell'azienda di alta moda Zegna.
X spiegare il legame tra Ermenegildo Zegna, fondatore dell'azienda, Biella e la val cervo non ci sono migliori parole che quelle scritte sul sito della Fondazione Zegna che qui riporto, sul fondo alla voce 'Info' trovate tutti gli indirizzi web utili.

L'Oasi Zegna valorizza un'area montana protetta che si estende per circa 100 Km2 in Piemonte, nella provincia di Biella, tra Trivero e la Valle Cervo.
E' attraversata dalla strada Panoramica Zegna, oggi statale, che l'imprenditore Ermenegildo Zegna, profondamente legato alla sua terra, realizzò per portare sviluppo economico alla montagna e alla sua gente.
Egli, dedito al lavoro ma anche sensibile alla bellezza della natura, a Trivero, suo paese natale - oggi accesso all'Oasi Zegna - prima costruì nel 1910 l'omonimo Lanificio, ancora operativo, poi, a partire dagli anni '30, realizzò nelle aree circostanti un imponente piano di rimboschimento delle pendici brulle delle montagne con mezzo milione di conifere e molte centinaia di rododendri e ortensie, creando così un meraviglioso paesaggio
alpino.
Il progetto Oasi Zegna, messo a punto dai suoi eredi, nasce nel 1993 come naturale sviluppo del "pensiero verde"
dell'imprenditore biellese, quale primo esempio italiano di mecenatismo ambientale e laboratorio all'aria aperta,
che valorizza la relazione tra uomo, natura e cultura della montagna, con una particolare attenzione per le famiglie
e i bambini.

 

Siete in Via Marconi state per raggiungere un anonimo rondò, così vi sembra, invece un edificio bianco e una foglia sul muro rendono questo rondò un opera da fotografare. Siete sulla strada 232, Panoramica Zegna. La strada inizia a salire e l'oasi zegna vi accompagnerà fino a Bielmonte giungerete alla bocch. di Sèssera. La strada inizia a scendere e nemmeno ve ne accorgete a sinistra il panorama e davanti curve, la vostra attenzione verrà rapita.
Giunti a Rosazza non commettete il mio errore, NON seguite le indicazioni x Biella svoltando a sinistra, svoltate a destra seguendo le indicazioni per Piedicavallo, dopo pochi metri, attraversato un ponte, inizia la strada dei santuari alla vostra sinistra, da qui le indicazioni sono chiare.
Se non fosse per l'asfalto vi giuro che preferirei questa strada alla più famosa Panoramica Zegna.
Il primo santuario che incontrerete è quello di San Giovanni d'Andorno.
Il santuario è l'unico dedicato a San Giovanni Battista in tutta italia, la sua costruzione inizia nel 1605, particolare è il piazzale con la bellissima fontana centrale. Dal piazzale la vista sulla valle è degna di nota, come il campanile. Al suo interno da visitare la grotta dove è situata la statua lignea di S. Giovanni.
Da qui si prosegue per il più famoso santuario. Il Santuario d' Oropa. Questo tratto di strada è MERAVIGLIOSO ! soprattutto per il panorama, ci sarebbe da godere parecchio anche per le curve ma l'asfalto consiglia un andamento lento e tranquillo. Alla fine della salita trovate un piccolo ma molto !! caratteristico ristorante e subito dopo una galleria molto ! Particolare con un asfalto fatto di terra, pietre, acqua tutto al buio, da attraversare con attenzione mi raccomando. All'uscita sotto di voi Oropa con la sua bellissima cupola. Durante, sia la salita da San Giovanni, sia la discesa a Oropa sulla strada incontrerete cappelle e monumenti bellissimi.
Ora godetevi Oropa. Tratto dal sito ufficiale del santuario, vedi note.

Il Santuario di Oropa è il più importante Santuario mariano delle Alpi. Si colloca in uno scenario unico e incontaminato a 1200 m. di altezza, a soli 20 minuti dal centro di Biella.
Secondo la tradizione l'origine del Santuario è da collocarsi nel IV secolo, ad opera di S. Eusebio, primo vescovo di Vercelli. I primi documenti scritti che parlano di Oropa, risalenti all'inizio del XIII secolo, riportano l'esistenza delle primitive Chiese di Santa Maria e di San Bartolomeo, di carattere eremitico, che costituivano un punto di riferimento fondamentale per i viatores (viaggiatori) che transitavano da est verso la Valle d'Aosta.
Lo sviluppo del Santuario subì diverse trasformazioni nel tempo, fino a raggiungere le monumentali dimensioni odierne tramutandosi da luogo di passaggio a luogo di destinazione per i pellegrini animati da un forte spirito devozionale.

 

Oropa vi chiede mezza giornata, tra il complesso, le basiliche, il museo, le cappelle, il sacro monte e il cimitero monumentale (veramente bello).
Da Oropa si scende verso Biella entrate in città, seguite prima i cartelli per l'autostrada poi quelli per Occhieppo o Mongrando. Giunti a Occhieppo seguite poi le indicazioni per Graglia, raggiungere il santuario di Graglia è un attimo. Dal santuario la vista sulla valle è a 360 gradi, l'edificio vi apparirà enorme la sua origine infatti deriva

da un grandioso progetto, denominato "Novella Gerusalemme o sia Palestina del Piemonte, detta di San Carlo a Graglia", di don Nicolao Velotti, vercellese, nominato parroco di Graglia nel 1615, che prevedeva la realizzazione di un Sacro Monte, comprendente 100 cappelle, tra il pase di Graglia (m600) e il colle San Carlo (m1020).

 

A questo punto vi consiglio una piccola deviazione che Vi obbligherà a dividere questo itinerario in due giorni x visitare tutto con calma. Proseguendo per la strada che vi ha portato al santuario ad un certo punto vedrete una statua del buddha che vi osserverà, è il segno che siete giunti al monastero Buddhista "Centro studi MANDALA SAMTEN LING".
Il centro è visitabile solo su prenotazione, merita una sosta per la sua visita e respirare quella pace che spesso nei santuari cristiani non c'è più per la loro trasformazione turistica, non è il caso dei tre santuari presentati in questo itinerario, solo ad Oropa ho incontranto turisti, a Graglia e San Giovanni il silenzio e la pace la fanno da padrona.

Dopo santuari e monasteri, dopo aver pensato all'anima, possiamo anche pensare a qualcos'altro, o no ? Da Graglia seguite le indicazioni Mongrando, attraversato il paese seguite per Ivrea poi per Zubiena.
Da Mongrando fino a Bollengo la strada è una goduria di curve incredibili, ho incontranto parecchi smanettoni che salivano e altri che scendevano facendo la mia stessa strada. Qualcuno li odia ma quando guidi una moto, sportiva o anche Harley, su certe strade come fai a trattenerti !
Giunti a Bollengo Vi ritrovate sulla strada 228, seguendo le indicazioni per Piverone prima, Viverone poi, giungerete al Lago di Viverone, dove potete sostare per riposarvi dalle mille curve e dove è possibile trovare vari alberghi se avete deciso di fermarvi e dividere l'itinerario in due giorni.
Dal Lago si prosegue poi in direzione Cavaglià poi Santhià ed eccovi giunti al casello dell' A4 di Santhià.
Qui si conclude questo bellissimo itinerario che racchiude in sé l'acqua santa, (i bellissimi luoghi di fede) e il diavolo tentatore di mille curve (Panoramica Zegna, tratto finale dell'itinerario da Mongrando a Bollengo).

Itinerario : Google Maps

Consigli :

  • I controlli delle forze dell'ordine sono molte frequenti, le curve attirano molti smanettoni soprattutto nei fine settimana, quindi. PRUDENZA
  • L'asfalto in alcune zone è molto pericoloso, buche, ghiaia, ruscelli d'acqua, terriccio, foglie.
  • L'itinerario può essere effettuato in un giorno anche con le visite consigliate, ma Vi consiglio di dividerlo x visitare i luoghi con la calma e il tempo che richiedono.Comunque dipende sempre da dove arrivate.

 

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