AlteVette Onlus

Vorrei raccontarVi una piccola storia, vera, che mi vede protagonista.
La vita mi ha insegnato che non sono siamo noi a scegliere i viaggi ma sono loro che ci chiamano, attraverso piccoli segnali, spesso insignificanti, entrano piano in testa e iniziano a lavorare. Così, senza sapere bene il motivo, ma sicuro di aver scelto bene, mi sono ritrovato, a meno di un anno di distanza, a scegliere la stessa meta e ritrovarmi nello stesso aeroporto di arrivo.
Questa estate, 2025, sono tornato in Nepal per un viaggio Trek. Sentivo il bisogno di camminare, di fare un viaggio diverso dal solito così sono finito nel Mustang.
Viaggio rivelatosi unico e meraviglioso.
Durante un trasferimento ci fermiamo per visitare un Monastero femminile con annessa scuola, di solito non amo queste visite perché ho sempre l’impressione di disturbare, ho sempre l’idea del “ricco turista occidentale che viene a visitare queste scuole per ripulirsi la coscienza”.
Appena usciti dal monastero veniamo travolti dal sorriso di alcune bambine che, “rapiscono” alcune compagne di viaggio per fargli visitare la scuola. Con i compagni rimasti visitiamo il resto e di fronte alla Stefano’s Library mi ritrovo a domandarmi...
Perchè un nome italiano ? Leggo la targa esterna.
Così scopro l’associazione AlteVette Onlus, scopro l’impegno di questa associazione di Milano e resto senza parole.

Così come mi lascia senza parole il sorriso delle ragazze e bambine che, nel frattempo, hanno riportato tra di noi le nostre compagne di viaggio.
Al ritorno in Italia mi informo subito sull’associazione e scopro..
“La spinta a percorrere i sentieri di molteplici regioni himalayane è stato l’amore per la montagna, per la sua dimensione fisica e spirituale, per gli spazi i colori e le luci di quei luoghi. Il desiderio di ritornare, di conoscere e vedere con occhi diversi, di riconvertire la propria vita ed i propri orizzonti culturali ed esistenziali è nato dall’incontro con le sue genti, con la sua cultura e le sue tradizioni.” tratto dal sito dell’associazione.
Durante il viaggio avevo capito che a spingermi, di nuovo, verso il Nepal era stato l’amore per la montagna e la voglia di camminare in una “dimensione fisica e spirituale” diversa, quale miglior luogo. Il Nepal che già l’anno prima mi aveva affascinato.
“Quell’anno, il 2005, Francesca Stengel e l’amica Mariagrazia Ferro avevano scelto come loro meta il Mustang, l’antico e remoto Regno di Lo ai confini con il Tibet.” tratto dal sito dell’associazione.
Medesima idea esattamente vent’anni dopo !
“quasi per caso, in quell’antico monastero isolato fra le montagne dove vennero accolte con grande calore.” tratto dal sito dell’associazione.
Medesima sensazione.Strane coincidenze.

Leggendo le parole scritte sul sito e scoprendo le strane coincidenze decido di contattarli. Ma poi, come spesso succede, la routine quotidiana ti prende con i suoi tentacoli e rimandi ciò che volevi fare subito.
Dopo essermi ritrovato, ovviamente in un trek organizzato tra di noi sulle mie montagne, vengo a sapere che una delle compagne “rapite” ha contattato AlteVette scoprendo che la visita aveva toccato non solo il sottoscritto.
Passa ancora un po' di tempo ed eccomi finalmente a contattare l’Associazione e chiedergli di poter far qualcosa attraverso una piccola “Collaborazione”, già realizzata con un altra associazione, guarda caso legata al Nepal, “Associazione Insegnati per il Nepal”.
Ecco svelato il motivo della comparsa del logo e della scritta sui social dell’associazione AlteVette Onlus.
Grazie ad AlteVette Onlus
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