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La strada dei monti

lsdm logo ANPI bg2 2000x1100La strada è storia, la strada è vita, la strada è memoria, la strada siamo noi.

La strada dei monti siamo noi perchè racconta un pezzo della nostra storia. Quella degli italiani, quella che tutti dovrebbero conoscere senza bandiere, se mi permettete la libertà di pensiero.

La strada dei monti nasce per iniziativa della sezione provinciale di Bergamo dell' A.N.P.I (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), riprende, in occasione del 75°Anniversario della Liberazione dal Nazifascismo, il bellissimo libro di Carlo Cremaschi "La strada dei monti. 26 itinerari nei luoghi della Resistenza bergamasca", in una veste nuova, in una veste digitale.

Per essere al passo dei tempi o semplicemente per tenerlo vivo, aggiornato, raggiungere più facilmente le nuove generazioni che sono più "digitali", per la loro memoria, per la nostra.

Era un 25 aprile strano. Un giorno di festa dove non si può festeggiare, non si può uscire di casa non si è mai visto. Quel giorno è il giorno della liberazione, della festa e della libertà. 

Dal sito Bergamonews.

Il presidente dell’Anpi provinciale di Bergamo, Mauro Magistrati spiega: “In una situazione particolare come quella che stiamo vivendo oggi, contraddistinta dal ‘distanziamento sociale’ per il Coronavirus, presentiamo l’iniziativa che ci ha sottoposto Roberto Cremaschi qualche mese fa: riproporre il contenuto del suo libro ‘La strada dei monti. 26 itinerari nei luoghi della Resistenza bergamasca’, (edito nel 70°Anniversario della Liberazione) in un sito internet, in grado di tenerlo vivo, aggiornato, arricchito da nuove indicazioni e nuovi percorsi e di conservare, per sempre, il carico di memoria in esso contenuto. Grazie a lui e al nipote Carlo, che ha trasferito magistralmente i contenuti dalla carta al web, l’Anpi mette a disposizione di tutti il sito www.lastradadeimonti.it. Il portale ripropone – arricchendoli con nuove foto – i contenuti del volumetto, dalla densa introduzione di Stefano Morosini ‘La Resistenza e la montagna’, all’acuta nota dell’indimenticabile Giuliana Bertacchi ‘Per un uso formativo dei luoghi’, pubblicata postuma. Il cuore del sito è costituito naturalmente dalle 26 escursioni, organizzate in modo da essere facilmente scaricabili e stampabili, sui luoghi – in montagna e sui colli vicini al capoluogo – in qualche modo segnati dalla presenza di partigiani tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945. Si tratta di segni tragici – rastrellamenti, fucilazioni, stragi come quella di Monte di Nese – oppure gloriosi – come le battaglie di Fonteno o della Manina – ma anche sorprendenti – come il “prelievo bancario” di Rovetta – e perfino divertenti – come il Natale al Curò con spettacolo “privato” delle cascate del Serio o la “passeggiata” dal passo Tartano a Scanzorosciate e ritorno. Si tratta a volte di percorsi brevi, che portano a una lapide solitaria, come in Val Vertova. O itinerari lunghissimi, come quelli che portano dalla Malga Lunga al Curò, da Foppolo al lago Venina, dai Laghi Gemelli a Rovetta. E ritorno. Si tratta in genere di percorsi che non ricalcano le nostre gite di oggi. Perché gite non erano. Ma i partigiani sono “saliti sul monte”, hanno vissuto in baite e frazioni isolate, spesso hanno utilizzato i rifugi come basi (quasi tutti questi sono stati distrutti dai fascisti): i sentieri grosso modo sono quelli. Ogni escursione, introdotta da una sintetica tabella che indica i sentieri, i tempi di percorrenza e altre informazioni logistiche, è corredata da una descrizione sia del percorso che degli avvenimenti che l’hanno segnata e completata da un testo, una lettera, una ricostruzione storica che aiutino a comprendere il luogo e il momento”.
“Strumenti come questo – aggiunge Magistrati – servono per aiutarci a fissare una memoria che non deve passare, non deve perdersi, non deve smarrirsi, ma anzi, deve servire per ricordarci quanta fatica e dolore occorsero per tornare a rinascere, per diventare uomini liberi. A distanza di 75 anni dalla Liberazione, in un tempo in cui il ricordo della Resistenza si confonde, rischia di perdersi sotto i colpi dell’indifferenza e di una dilagante e sempre più penetrante delegittimazione che cerca di screditarne il valore e offendere la memoria di chi ha lottato per dare dignità e libertà all’Italia, diventa quasi rivoluzionario farne memoria” 

tratto da Bergamonews.

 

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo
dove è nata la nostra Costituzione,
andate nelle montagne dove caddero i partigiani,
nelle carceri dove furono imprigionati,
nei campi dove furono impiccati”.

Pietro Calamandrei

Discorso ai giovani sulla Costituzione, 1955

Sulla spinta del celebre invito a cercare in montagna le sorgenti della Costituzione, rivolto nel 1955 da Piero Calamandrei ai giovani, questo sito propone alcune (belle) escursioni sui luoghi – in montagna e sui colli vicini al capoluogo – in qualche modo segnati dalla presenza di partigiani tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945.

Queste le parole tratte dal sito.

Gli itinerari sono divisi per aree ben definite . 

Dintorni di Bergamo - Bassa Val Brembana - Alta Val Brembana - Val Taleggio - Bassa Val Seriana - Alta Val Seriana - Val di Scalve - Val Calepio e Laghi.

Ogni itinerario è ben descritto e c'è pure la possibilità di scaricare un pdf per stamparlo e portarselo con se.

Un bellissimo e importante sito che tutti dovremmo visitare e poi mettersi in cammino.

INFO. 

Sito ufficiale.

Sito della sezione provinciale di Bergamo dell'A.N.P.I..

 

 

 

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