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Calze da trekking, come scegliere le migliori

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Apri la porta, esci, e una volta chiusa lascia che non si chiuda solo una porta ma pure la tua comfort zone.
Inizia a camminare e vai.
Belle parole, ma per camminare e fare belle escursioni in montagna serve anche un attrezzatura adeguata. Un paio di scarpe e/o scarponi, certo, ma non da sottovalutare sono le calze.
Un buon paio di calze da trek, tecniche, leggere, traspiranti oltre che resistenti. Un breve vademecum.

Partiamo dall'inizio.
Quali sono i criteri per scegliere le calze da trekking ?

  • Composizione o materiale di cui è composta la calza.
  • Manifattura.
  • Spessore.

Ecco i tre principali criteri da guardare per scegliere la calza migliore.

Composizione.

Partiamo dai materiali tecnici.
Poliestere.
Il poliestere è una fibra sintetica tra le più utilizzate nel settore tessile/outdoor; utilizzata da sola o insieme a fibre naturali e/o sintetiche. Le caratteristiche che fanno del poliestere il tessuto più utilizzato sono un'ottima tenacità e resilienza, un'elevata resistenza all'abrasione, alle pieghe, al calore e un ottima elasticità e una buona resistenza agli agenti chimici e fisici. Grazie al basso coefficiente di assorbimento dei liquidi, non assorbe l'umidità rendendolo impermeabile e resistente allo sporco.
Fin qui i pregi, non pochi come si vede.
I difetti. La sua caratteristica di impermeabilità è anche il suo maggiore difetto questo favorisce lo sviluppo batterico e, di conseguenza quello di allergie e cattivi odori. Dopo trekking intensi e/o con temperature estive la differenza è notevole.

Il poliestere sarebbe da evitare a contatto con la pelle perché tende a non far "respirare" la pelle impedendo la sua naturale termoregolazione.

Perché il poliestere è cos' utilizzato? Perchè molto economico, molto resistente, costa poco e, di conseguenza, permette di abbassare i costi del prodotto, velocizzare la produzione.

Poliammide.
Il poliammide o forse sarebbe meglio chiamarlo come tutti lo conoscono, nylon, è spesso presente nelle calze poiché riesce ad aumentarne la lavorabilità e a darne struttura. Resistenza agli urti e all'usura sono i principali pregi mentre l'assorbimento di umidità ne è un difetto perchè mantiene il sudore sulla pelle.
Sarebbe meglio che la presenza di Nylon nelle calze non superi mai una certa percentuale, chi dice il 15 chi il 10. Meno ce ne è meglio sarebbe.

Elastame.
L'elastame è una fibra sintetica mixando poliestere e poliammide utile per elasticizzare i tessuti. Commercialmente il suo nome cambia in base al produttore o al paese di produzione.
In Nord America e Australia è conosciuto con il nome di spandex. Altri nomi sono: Lycra o Elaspan (Produttore Invista), Dorlastan, Roica (Produttore Asahi), RadiciSpandex (Produttore Radici Group). Questo tipo di filato risulta indispensabile per dare elasticità e aderenza alla calza.

Polipropilene e Polietilene.

Questi due materiali tecnici sono molto utilizzati nel mondo dell'outdoor, non solo per le calze ma pure per l'intimo e nelle classiche t-shirt. Il vantaggio che lì rende molto utilizzati è la loro capacità di fornire un buon isolamento termico. Non assorbono i liquidi ma li trasferiscono agli strati superiori (esterno).
Questo perchè nelle fibre cave di polipropilene e polietilene esiste un canale interno, che trattiene aria andando ad "occupare" questo canale e, di conseguenza, aumentando il potere isolante e la protezione dal freddo.
Anche con climi caldo-umidi il tessuto è molto utile, soprattutto in attività intense che sottopongono il corpo ad abbondante sudorazione e frequenti sbalzi di temperatura.

Il polietilene viene spesso abbinato a fibre naturali o tecniche.

Infine parliamo dei filati naturali, dal mio punto di vista i migliori. Esistono varie fibre eccone una lista. Per quanto riguarda le caratteristiche Vi invito a visitare due articoli sul blog in cui parlo delle fibre naturali.

I tessuti più conosciuti sono lana merinos, cotone, seta, bambù e lana di alpaca.

Lana Merinos
Canapa

Cotone Organico

Tencel™ - Lyocell

Manifattura.

Le calze tecniche per trekking che utilizziamo sono divise in parti con differenti spessori, parti ammortizzate e antivescica e delle aree di compressione.

Le aree ammortizzate sono realizzate, quasi tutte, in “filanca” termine tecnico per definirre la poliammide utilizzata per realizzare il cuscinetto "morbido" a contatto con il piede. Alcuni produttori, come Elbec che produce calze tecniche in lana merinos, sostituisce la filanca nelle zone antishock con "spugna" fatta con lo stesso filato della calza, ovvero la lana merinos, questo per evitare quei difetti del tessuto poliammide descritti sopra.

Le aree di compressione, ovvero elastico. L'elastico non deve essere troppo tirato perchè se tirato eccessivamente vuol dire minore circolazione nel piede di conseguenza ridotta funzionalità di termoregolazione.

Spessore.

Meglio fini o spesse ?

Le calze che si utilizzano in montagna si dividono essenzialmente in "Spesse", di solito quelle invernali e,  poco o con spessore medio, quelle estive. Per quest'ultime molto dipende dal tipo di attività.

Calze più sottili ottime per l'avvicinamento ed il running.

Calze con spessore medio ottime d'estate con scarponi o scarpe da trek.

Brevemente che tipo di calza consigli ?

Inverno : I calzettoni invernali devono essere traspirabili, avere un ottimo isolamento termico per non rischiare di avere i piedi congelati soprattutto le dita ! quindi un ottima protezione di queste ultime, buona ammortizzazione (tallone e dita), ovviamente un ottima resistenza allo sfregamento (tallone, tibia, dita) e non ultimo un elastico non troppo stretto per avere una buona circolazione sanguigna/linfatica. In conclusione una calza alta con uno spessore maggiore rispetto a quello estivo, per trattenere il calore e tenere il piede al caldo, un ottima protezione alle dita. Come saprete io preferisco le calze in fibre naturali, in particolare la lana merinos o lana di alpaca.

 

 

Estate : Estate vuol dire scarpe basse, scarpe da trail o pedule e quindi calze più corte, attenzione che siano alte abbastanze, devono superare lo scarpone, per evitare sfragamenti. Buona imbottitura sul tallone e sulla pianta del piede e, come già scritto, un taglio relativamente alto sul gambale. Calzata precisa e anatomica per evitare pieghe e abrasioni, salvando il piede dalle vesciche. In conclusione le calze estive devono avere uno spessore minore, un ottima traspirabilità e alte fino al polpaccio, se indossate scarponi.

 

 

 

Conclusioni....

Nel mio piccolo spero di esserVi stato di aiuto, ma prima di lasciarVi ho da dirVi ancora alcuni aspetti da "amico" che un giorno spera di incontrarVi su qualche sentiero.

Il mercato offre tante soluzioni, per ogni necessità tecnica, economica, dal runner all'alpinista, di conseguenza se riuscite, informateVi prima (in questo caso spero di averVi aiutato), riflettete bene su ciò che cercate, in base alle Vostre esigenze. Non fatevi ingolosire dallo sconto o dal prezzo basso, ricordate la massima.... "chi meno spende più spende..." o forse era il contrario.... Spendi qualche euro in più ma compra ciò che ti serve e che potrà durare per diversi anni.

... Definitive

Spero di averVi aiutato a conoscere un pò di più questo mondo per poter scegliere in sicurezza e consapevolezza le calze giuste per l'attività che Vi rende felice.

Lascia un like e consigliane la lettura ai tuoi amici, magari condividendolo sui tuoi profili social se lo hai trovato interessante e utile.

Alla prossima ancora qui, su Bodhirider, per raccontarVi e condividere altre esperienze con nuovi articoli, o su qualche sentiero o in qualche rifugio o bivacco per condividere la passione per la montagna.

A presto!

 

Immagini Tratte da internet.

 

 

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