By using this website, you agree to the use of cookies as described in our Privacy Policy.

Bergamo. Le Scalette.

bergamoscalette 013

Oramai molto lo sanno e forse troveranno questo articolo inutile ma, questo blog parla di viaggi, escursioni, il piacere di scoprire il mondo fuori e dentro di noi camminando, era ovvio, prima o poi, rendere omaggio alla mia città e farlo parlando di città alta e il modo migliore di scoprirla e goderla.

Le celebri scalette di Bergamo, sono antichi percorsi pedonali che collegano Città Bassa con Città Alta e i colli circostanti. Si tratta di viottoli acciottolati o vere e proprie gradinate in pietra che attraversano orti, giardini, boschetti e antiche abitazioni, offrendo scorci panoramici unici sulla pianura lombarda, nei giorni limpidi lo sguardo può raggiungere il Monte Rosa, gli appennini e lo skyline di Milano. Oggi sono apprezzati e amati da cittadini e turisti, ma la loro origine è antica e legata alla vita quotidiana della Bergamo di un tempo. Le scalette nacquero secoli fa come scorciatoie pedonali tra la città e i terreni agricoli dei colli. Prima dell’espansione urbanistica moderna, i pendii intorno a Bergamo erano ricchi di orti terrazzati e piccoli campi coltivati, per spostarsi rapidamente tra i diversi livelli dei terrazzamenti, contadini e abitanti utilizzavano questi passaggi stretti e ripidi, spesso delimitati da muri a secco.

Le scalette permettevano di collegare Città Bassa e Città Alta con percorsi più rapidi rispetto alle strade principali, di raggiungere i campi e gli orti sui colli, di attraversare zone altrimenti difficili da percorrere a causa delle forti pendenze.

Nel corso dei secoli queste vie sono state progressivamente pavimentate con acciottolato o gradini in pietra, mantenendo però la loro struttura semplice e funzionale. Con il declino dell’agricoltura sui colli, le scalette hanno perso la funzione originaria e sono diventate soprattutto percorsi pedonali storici e paesaggistici, oggi rappresentano una delle peculiarità più suggestive del paesaggio urbano di Bergamo. Il grigio della pietra si integra con il verde dei giardini e degli orti, creando percorsi silenziosi lontani dal traffico cittadino.

Percorrendole si incontrano scorci storici e monumenti importanti, come Porta San Giacomo, uno degli ingressi più belli e scenografici alla città murata, il Castello di San Vigilio, situato sul colle più alto, Piazza Vecchia, cuore storico di Bergamo Alta.

Camminando lungo le scalette.
Sicuramente più faticose, molto faticose, le "Scalette" portano i camminatori in un’altra dimensione, sentieri carichi di storia tra profumi, colori, panorami, a volte mozzafiato sulla pianura fino agli appennini o al monte Rosa, per raggiungere e conquistare la meta più preziosa, quel gioiello che è Città Alta.

Ecco un elenco delle scalette a Voi costruire un itinerario che meglio Vi aggrada.

Vi dò due punti di partenza ideali per il parcheggio e la possibilità di costruire un itinerario attraverso varie scalette.

Punto A. Via dello Statuto Maps

Punto B . Quartiere di Longuelo Maps

Scaletta Fontanabrolo.

Scaletta Fontanabrolo, 301 gradini, per alcuni è la più dura, impegnativa e ripida.
Il suo nome deriva da Sorgiva dell’Orto, era il sentiero utilizzato dai contadini che vi transitavano tra orti e vigne. La scaletta inizia da via Dello Statuto, di fronte alle Piscine Comunali (attualmente in ristrutturazione), conosciute anche come le piscine Italcementi. Il primo tratto è asfaltato per poi diventare una scaletta larga e ben mantenuta, tra gli orti e gli ulivi che caratterizzano la Conca d’Oro di Bergamo.
Ci sono due opzioni che poi si ricollegano alla stessa scaletta.
Prima opzione.Da via dello Statuto ci si porta su via degli Ortolani e poi si svolta a destra, un tratto iniziale asfaltato che poi diventa ciotolato e piuttosto stretto con l’originale canaletto scolmatore dell’acqua posizionato al suo fianco. Alla fine di questo tratto ci si ricongiunge alla scaletta di Via Fontanabolo.
Seconda opzione. Da via dello statuto ci si porta all'ingresso delle piscine e di fronte parte via Fontanabrolo, anche qui il primo tratto è asfaltato per poi diventare ciotolato.
Entrambe le opzioni si ricongiungono e sbucano su Via Degli Orti in Borgo Canale.
A Borgo Canale sitrova la casa natale del compositore Gaetano Donizetti (dichiarata Monumento Nazionale nel 1926), la Casa Vela, con affreschi del cinquecento e la chiesa di Santa Grata “Inter Vites” (sec. VIII, XVIII), nella quale sono ben visibili le sei tempere di fine 1700 dipinte da Vincenzo Borromini per un catafalco funerario.

Partenza Punto A.

Scaletta delle More.

Dal medesimo punto di partenza è possibile raggiungere città Alta da un' altra scaletta. La scaletta delle More. 245 gradini, tra muri a secco, orti, fiori e uscire su via Borgo Canale, dove appare il panorama su Colle Aperto e Città Alta. Borgo Canale è ricco di storia e merita una salita lenta.

Partenza Punto A.

Scaletta di Via del Paradiso.

Dal medesimo punto di partenza, (come avrete capito questo punto di partenza è molto strategico e appiate che non è finita qui). Da via dello Statuto si torna indietro verso via Guglielmo Grataroli o Via Alberto Riva Villasanta. Allo stop si prosegue a sinistra su Via Alberto Riva Villasanta per qualche metro fino ad incrociare, sulla sinistra, l'inizio della scaletta. 250 gradini che portano in Paradiso. Il primo tratto è caratterizzato da una salita regolare giunti a metà il percorso "spiana", offrendo una suggestiva panoramica su una zona ricca di storia, dal tempio Votivo alle ville borghesi del novecento per finire su via Tre Armi, sotto lo spalto di San Giovanni.
Una possibile variabile al percorso si trova a metà della salita, all’altezza dell’edicola mariana e di una fontanella d’acqua, si può prendere il Vicolo del Paradiso, a sinistra salendo, come alternativa. Si sbucherà sempre su Via Tre Armi proprio sotto il Baluardi di San Giovanni. Da qui si può scegliere se svolta a sinistra verso Borgo Canale o a destra verso Porta San Giacomo, probabilmente la più bella delle porte delle mura venete per entrare in Città Alta.

Partenza Punto A

Scaletta di Santa Lucia (Vecchia).

Dal medesimo punto di partenza, ( ve l'avevo detto che non era finita), si ripercorre la strada per la Scaletta di Via del Paradiso, ma si prosegue sempre dritto fino alla fine della strada alla rotatoria. Qui, a sinistra è ben visibile l'inizio della Scaletta di Santa Lucia Vecchia. La partenza della scaletta è molto più imponenete rispetto a quelle viste fino ad ora, nella parte sottostante è situata una fontanella. Si passa accanto a Villa Tentorio, il primo tratto è+ in falsopiano per poi diventare ripida verso la fine con gli ultimi cinquanta gradini. Si sbuca su via Tre Armi e lungo tutto il tragitto siamo stati circorndati da muri a secco ricoperti d’edera svoltando a destra, una volta arrivati, si può salire verso Porta San Giacomo.

Partenza Punto A

Via Lavanderio.

Il nome deriva dal lavatoio dove le donne si recavano a lavare i panni e situato in una zona di campi coltivati.

Partendo dal Monastero di Astino si prosegue lungo via Astino. Giunti al lavatoio si gira a sinistra e, mantenendo la sinistra, si affronta la ripida stradina, affiancata dalle vecchie cascine di Lavanderio, ad un certo punto la strada acciotolatta termina ma si deve proseguire fino ad incrociare via generale Marieni, si svolta a destra su via Torni, per popi finire su Via Sudorno all'altezza del Tempio votivo dei Caduti.

Scaletta dello Scorlazzino.

Insieme a quella dello Scorlazzone sono le scalette, forse, più iconiche.
Il percorso inizia da via San Martino della Pigrizia, esistono due inizi della scalinata una situata proprio su una curva, (di fronte c'è la scaletta di San Martino), e una poco più avanti a sinistra, una bella scalinata offre una panoramica ampia sulla città bassa e, nelle giornate limpide fino a Milano, la cetana degli appenini e il Monte Rosa, me restando più vicino nel panorama che circonda la scaletta oltre ai giardini spicca il campanile del Tempio dei caduti di via Sudorno.
Arrivati in cima si sbuca su Via Sudorno, alla nostra sinistra inizia la scaletta dello Scorlazzone.

Partenza Punto A

Scaletta dello Scorlazzone.

Come visto sopra, la scaletta dello Scorlazzone si può considerare la naturale prosecuzione dello “Scorlazzino” verso il Colle di San Vigilio. Se fai la prima non puoi saltare la seconda ! Il doppio percorso non può mancare, per chi vuole davvero gustare l’”andare per scalette”.

Nello specifico la scaletta dello Scorlazzone inzia su via Sudorno, accanto ad un antico pozzo. Il primo tratto, abbastanza impegnativo, si racchiude nei suoi 162 gradini abbastanza ripidi, dopo di che la scaletta si alleggerisce quasi subito e diventa una lunga mulattiera, tra alti muri a secco e abitazioni signorili, alcuni tratti sono pure stretti.
Punto finale è San Vigilio.

Partenza Punto A

Scaletta del Castello di San Vigilio.

Il Castello di San Vigilio è la più alta fortificazione dei Colli di Bergamo. Situata a 496 mt s.l.m., domina tutto il territorio, dalla città, alle valli, alla pianura.
Partendo dalla piazzetta di San Vigilio si prende Via al Castello ( a destra rispetto alla piazzetta), un breve tratto che offre una superba panoramica su Città Alta e sulla pianura. Dopo pochi metri, sulla sinistra, si trova la scaletta.
Brevissima ma intensa scaletta con i suoi 161 gradini. Raggiunto il Parco del Castello la vista è unica.

Partenza Punto B

Via Ripa Pasqualina.


La strada risulta asfaltata fino al bivio con via Moratelli, da quì svoltando a destra inizia il tratto più caratteristico, la via diventa pedonale con gradini mai impegnativi e fiancheggiata da muri a secco. Proseguendo in alcuni punti la via si restringe, ottimo il lavoro di restauro effettuato dal comune, lo sguardo spazia dai terrazzamenti agricoli alle belle dimore padronali.
In particolare dalla via è interessante la panoramica su Borgo Canale, per poi raggiungere via San Martino della Pigrizia, e da qui prendere Via Sudorno e sbucare all’edificio di Casa “Madre Clelia”.

Partenza Punto B

Via del Rione – Case Moroni.

Nonostante sia meno conosciuta e meno trafficata di altre questa scaletta, Via del Rione – Case Moroni, offre un panorama che spazia dal monte Allegrezza alla valle di Astino.

Partendo dalla Chiesa di San Sebastiano, la scaletta parte dietro la chiesa, si sale la ripida scalinata di pietra e, 
dopo aver superato un centinaio di gradini, il percorso diviene pianeggiante, si costeggiamo i terrazzamenti agricoli con vista sul monte Bastia, il tempio di Sudorno e la valle di Astino.
Arrivati all’incrocio tra la scaletta Via del Rione e Via case Moroni, a destra troviamo Cà Moroni, cascina quattrocentesca con le sue vecchie arcate, che ricorda le classiche strutture di Osteria o “Frasca”. A Cà Moroni arriva un altra scaletta, quella di via alle case Moroni, breve e collegata anche lei a Via San Sebastiano.

Partenza Punto B

Scaletta della Noca.

La Scaletta della Noca collega Via San Tomaso (vicino all'Accademia Carrara) alla Porta di Sant'Agostino in Città Alta. Lungo circa 260 metri con 28 gradini e un dislivello di 29 metri, che attraversa le fortificazioni veneziane. L'origine del nome e la stele in pietra all'inizio sono una rara curiosità.
L' origine del nome è incerta, potrebbe derivare da "Nauca" (termine medievale) o da un rialzo artificiale ("Noca") delle fortificazioni.
All'inizio si trova una stele in pietra con l'iscrizione "Non Latius" ("Non Oltre"). Un chiaro segnale per chi volesse salire verso Città Alta.

Scaletta di Sant'Alessandro.

La Scaletta di Sant’Alessandro è uno dei percorsi pedonali più suggestivi che collegano la città bassa a Bergamo Alta. Si tratta di una lunga scalinata storica che si snoda tra mura, case antiche e tratti immersi nel verde, offrendo scorci panoramici durante la salita.
Prende il nome da Sant'Alessandro, patrono della città, parte da via Francesco Nullo e finisce su via Sant'Alessandro, uno degli accessi principali a Bergamo Alta, e scende (o sale, a seconda del verso) verso la città bassa attraversando tratti verdi e scorci storici.

È una salita abbastanza impegnativa ma molto piacevole, soprattutto per i panorami che si aprono man mano.

 

Galleria Fotografica

 

 

 

☕ Un caffè per Bodhirider

Se questa guida ti è stata utile e ti ha accompagnato lungo il percorso, puoi offrirmi un caffè.

È un piccolo gesto per dire grazie e aiutarmi a continuare a esplorare nuovi sentieri, raccogliere informazioni e condividerle gratuitamente qui su Bodhirider.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Un caffè ?
 EUR

Sostieni

logo IPIN colori oriz

 

Logo Altevette ETS

 

 

Segui e sottoscrivi

Terre Altre

☕ Un caffè per Bodhirider

Se trovi utili le mie escursioni e i miei racconti, scopri perché puoi offrirmi un caffè.

Scopri perché

Chi Sono

logo 000BODHIRIDER è nato per strada e sulla strada, ma la strada non è solo una striscia d’asfalto su cui far rotolare due ruote, è qualcosa di più....

Social

facebook instagram pinterest
threads X youtube