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Bastian Contrario. Bianco e Nero.

PaesaggiIl tema montagna, economia, ambiente, sostenibilità, accende gli animi e spesso, da entrambi le parte, si rischia di esagerare e non trovare la giusta soluzione.
Così per gioco mi sono messo nei panni di entrambi e ho scritto una lettera.

Lettera di un montanaro.

Bianco, è il manto stradale stamattina e per fortuna ho messo la sveglia un’ora prima viste le previsioni. La neve è arrivata. Adesso mi cambio e spalo via il grosso se no chi lo fa ?
Bianco è il colore di quella nuvola, sola, bellissima che mi guarda e pare dirmi “guardami adesso cambio forma e vediamo se capisci cosa voglio essere ora”.
“Bellissima ! Voglio chiamarti così, Bellissima. Qui non c’è nessuno, nessuno può alzare gli occhi e guardarti, nessuno è più capace di sognare, neppure i bambini rimbambiti davanti a uno schermo credendo sia la realtà”.
Mauro Corona dice “dove non nevica firmato” tutto stà morendo.

La desolazione, l’indifferenza è volgare e violenta.
Qui tutto muore.


Qui tutto muore lo sapete ? Anche per colpa Vostra. Mi rivolgo a Voi, si proprio a Voi, cari ambientalisti/ecologisti che seduti calmi e pacifici in appartamenti con tutte le comodità che io, vorrei ma non posso.

Mi giudicate se per caso voglio abbattere qualche albero per costruire un parcheggio più grande per farVi ! VOI ! arrivare fin qui belli comodi ! O per non ostruire le piccole e strette vie del mio paese quando, d’estate, lo assalite per una toccata e fuga.

 

Savogno e Codera i borghi fantasma della Valtellina

 

Così nel silenzio che ascolto, durante la settimana, mi chiedo come sia possibile che la gente non capisca che noi non vogliamo morire, noi non vogliamo trasferirci in città o in pianura. Noi vogliamo vivere qui ! poter costruire una vita, poter costruire un opportunità anche qui dove “non nevica firmato” e se per farlo serve abbattere qualche albero o costruire strade più larghe o parcheggi non capisco dove sia il problema.
Diversificare e destagionalizzare ? Certo ! giusto ! ma già lo facciamo e se ci vengono idee nuove, per esempio, attraverso un elicottero mostrare dall’alto le bellissime orobie e ricordare che qui, una volta, c’era un ghiacciaio che il problema dell’inquinamento e del riscaldamento globale non è un pezzo di ghiacciaio che si stacca in antartide, almeno non solo quello, il problema è qui nel nostro stile di vita, nella nostra quotidianità, nelle scelte che facciamo tutti i giorni.

Se i giovani sono obbligati ad andarsene il futuro diventa un utopia, la montagna resta in mano ai soliti “vecchi” che ragionano sul cemento delle seconde case e degli impianti anche in luoghi dove non nevica da anni.
Io guardo fuori e vorrei vedere un futuro.
Voi guardate fuori e vedete cemento. Di fronte alla distruzione sistematica della pianura non sento nessun grido, non leggo petizioni. La logistica, quella che Vi porta i pacchi ordinati sui siti di e-commerce, quando noi speriamo di avere un segnale e internet è spesso un sogno, stanno sostituendo il verde dei prati al grigio del cemento. Al grigio di una società consumistica, impersonale, falsa e ipocrita,costruita su ideali fasulli del progresso senza fine, sull’abbandono e sull’indifferenza, scaricate su di noi il Vostro sogno di benessere e paradiso.
Chi siete Voi x giudicarmi ?, per giudicare noi montanari che vogliamo restare qui e vivere qui con i servizi che avete Voi.
Non abbiamo scuole, non abbiamo ospedali, non abbiamo neppure un piccolo negozio, oramai neanche un barbiere. La barba ce la facciamo noi.
Voi siete comodi e cercate la “non comodità” per sentirVi Wilderness spesso senza nemmeno conoscere il suo vero significato.
Significato che nemmeno io conosco perché non ne ho bisogno, non sento il bisogno di “fuggire”. Sento il bisogno di restare.
Cari amici un ultima considerazione.
Non confondiamo il consumismo al bisogno reale di poter vivere e bene, come Voi.
Cortina è consumismo e avidità.
La val di mello è diventata consumismo grazie ai social e a chi pubblica parole e video su questo paradiso. Spesso siete stati Voi a introdurre una certa cultura, siete stati Voi inconsapevolmente a trasformare quel luogo.
Il mondo è cambiato e deve essere gestito in modo completamente diverso, con mente più aperta e attenta.


Grazie

 

Lettera di un cittadino.

Nero, è il fumo che esce dal tubo di scappamento della macchina di fronte alla mia. Nero è pure il capannone dove lavoro.
Ma che diavolo di moda è quello di ritinteggiare l’esterno dei capannoni di nero !
Nera è la neve caduta ieri.
Nera dovrebbe essere la sera, per vedere le stelle, invece è un esplosione di luci.
Nero è il futuro che vedo davanti a me e nero è il futuro della montagna se qualcosa non cambia.

Caro montanaro, così ti chiami nella lettera, ogni tanto mi faccio anch'io quella domanda. Chi sono io per giudicare e condannare o semplicemente per dare consigli ? Chi sono io per dire a te cosa fare o cosa puoi fare ? Chi sono io, seduto nelle comodità e lontano, per parlarti ?

In effetti è troppo facile, per me, giudicare senza aver mai vissuto realmente la montagna 365 giorni l'anno, senza le mie comodità.

Ma alla fine ho capito che, se mi permetto di parlare, è per te e per gente come te che vuole restare in montagna a vivere, per amore verso la natura, per amore verso di Lei, per una vita migliore senza sentirsi "inferiore" a nessuno.

Perchè tu possa sentirti alla pari.

Ma quello che vedo qui, in città, è una politica consumistica e sbagliata che ragiona in un unico senso, quello del cemento e della distruzione. 

E' vero noi viviamo nel grigio, tra cemento e asfalto, tra code e puzza di smog. Tra corse senza un perchè cercando chissà che cosa. Assuefatti e schiavi di un sistema che si pensava fantastico e che, forse, è arrivato a un limite.

 

giungle di cemento di architettura moderna nella citta di sydney cbd tra alti grattacieli edifici struttura geometrica di finestre pareti livelli e mais jndx28 

Ma la diaspora tra cittadini e montanari, tra montanari e ambientalisti è stucchevole e spesso sbagliata, fraintesa. Quasi costruita da qualcuno che, poi, nel silenzio agisce per i propri comodi.

Chi dice che i montanari vogliano trasformare la montagna in Disneyland scopiazzando una retorica consumistica e “markettara” della natura, chi dice che i cittadini/ambientalisti/ecologisti e compagnia,  vogliano lasciare tutto come è per costruirsi una società parallela utopistica utilizzando la natuta e la salvaguardia del pianeta come scusa e tante altre cospirazioni tanto facili da costruire e diffondere oggi.

Io sono un semplice amante della montagna e della natura, credo che il mondo è cambiato e oggi si può ragionare su un turismo diverso e un diverso futuro della montagna.
Non esistono solo gli impianti, esiste una montagna che oggi si può vivere tutto l’anno, godendo ogni stagione della natura.
Penso a sentieri ben tenuti e recuperati per far conoscere non solo i luoghi classici dove “nevica firmato”.
Penso ad un agricoltura di montagna che sappia trasformarsi, qui credo più nei giovani, capace di capire il cambiamento e sfruttare i nuovi canali di vendita, vedi social ed e-commerce.
Penso a percorsi, diversi !, tra escursionisti e ciclisti.
Penso a strutture B&B e alberghi nuovi e moderni, alberghi diffusi per recuperare antichi borghi.
Penso a una montagna espressione della bellezza ed essenzialità della natura.

Non penso al solito cemento degli impianti, delle seconde case.

Penso soprattutto a incontrare le esigenze di entrambi e il superamento degli egoismi, spesso ideologici, del lavoro insieme.

Montanaro e cittadino insieme.

 

Immagini tratte da internet

 

 

 

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