By using this website, you agree to the use of cookies as described in our Privacy Policy.

Due amici, un bivacco, una montagna che cambia

 immagine dialoghi

La sera il freddo è arrivato, rapido, veloce. La neve resiste solo sulle cime alte e inviolabili. Raggiungere il bivacco per assistere al tramonto e poi l'alba è sempre un esperienza che ri-carica le energie e  libera la mente. Capita che aiuti anche a dialogare e affrontare temi in modo semplice senza troppe enfasi, il silenzio che circonda è il sottofondo che aiuta e l'aria libera i pensieri. Il rumore rende tutto più caotico. Due persone, due liberi pensatori, due pensieri che si vogliono conoscere a vicenda. Due nomi di fantasia.

- Hanno approvato il progetto per il nuovo impianto qui sopra, finalmente !, ne parlavano da dieci anni.

Henry, il suo vero nome è Enrico ma da queste parti inglesizzare il proprio nome è sempre stato "alternativo", parla mentre calza il cappuccio della felpa per ripararsi dall'aria fresca.

- L’ho letto anch’io, e sinceramente non vedo nulla di buono in questo.

- Perché? È lavoro, Sebastian. Qui sotto vivono famiglie che campano di turismo invernale da tre generazioni. Senza impianti, cosa resta a un paese come questo? Lo svuoti in cinque anni.

Sebastian, questo è il suo vero nome, dato dai suoi genitori che di "alternativo" avevano tutto per il luogo che si erano scelti per vivere e crescere la loro famiglia lontana dai "disagi" della società moderna. I genitori, ovviamente, amavano Bach. Mentre si alza il bavero del pile cerca di rispondere..

- Lo svuoti comunque, se continui a scommettere tutto su una cosa che sta finendo. Lo sai quanto si è ridotta la neve naturale negli ultimi cinquant’anni? Metà delle stazioni sciistiche, italiane e non, oggi, resterebbero letteralmente a secco senza cannoni sparaneve e bacini artificiali. Che senso ha costruire un impianto pensato per durare quarant’anni, in un clima che cambia ogni dieci, non è lungimiranza. È testardaggine.

- E allora ? cosa dovrebbero fare, secondo te, quei paesi? Aspettare e guardare che la neve sparisca del tutto con le mani in mano?

- Certamente No, dovrebbero smettere di aspettare che la neve torni come prima. Ho letto un report recente di Nevediversa, che ha censito  più di 200 impianti sciistici ormai dismessi in Italia, altri cento chiusi temporaneamente, mentre gli altri tirano avanti a singhiozzo. E sai qual è la cosa che mi fa più rabbia? Che nonostante questo, il grosso dei fondi pubblici per il turismo montano va ancora al “sistema neve”, e solo le briciole a tutto il resto, penso alla sentieristica estiva, cammini, ospitalità diffusa, l'agricoltura di montagna e quelle aziende concettualmente nuove come i cosmetici, tisane e altro, oltre alla famosa parola magica "destagionalizzazzione" della montagna.

Henry guarda l'amico e vede il solito sognatore, utopista ma poco realista.

- Facile parlare così da chi in montagna ci va nel weekend. Chi ci vive tutto l’anno non può permettersi di aspettare che “il turismo estivo o destagionalizzato cresca”, come dite Voi - guardandolo e sorridendo - Ha bisogno di uno stipendio adesso, non tra dieci anni quando forse e ripeto forse l’escursionismo destagionalizzato avrà creato lavoro sufficiente.

- Ti do ragione su questo, ed è la parte più difficile del discorso. Pensi alle mie parole come le parole di un sognatore romantico, ma sono più realista di te e costruisco il mio pensiero sui dati, i numeri, quelli veri e non manipolati. In molte regioni i poli sciistici sono già in perdita strutturale, tenuti in piedi solo da finanziamenti pubblici sempre più ingenti. Continuare a investire lì non sta salvando quei posti di lavoro nel lungo periodo. Li sta solo tenendo in vita artificialmente un po’ più a lungo, con i soldi di tutti, rimandando lo stesso problema di dieci anni a chi verrà dopo di noi con un impianto in più da smantellare, e un debito pubblico in più da pagare.

- Esistono alternative, la neve artificiale? Perché no? Se serve a garantire la stagione, mi sembra un compromesso ragionevole.

Sebastian sorride perchè se l'aspettava

- Perchè no ? Perché non è gratis, in nessun senso della parola. Serve acqua, tanta, in un momento in cui l’acqua in quota è sempre più scarsa anche d’estate e serve energia, tanta anche quella. Ma soprattutto, la neve artificiale non cura il problema, lo nasconde. Continui a vendere un’esperienza, la montagna innevata, il paesaggio bianco, che sotto sotto sai già che non è più naturale, ma un simulacro tenuto in vita a forza di cannoni.

Questa volta è Henry a sorridere.

- Simulacro ! Wow che paroloni !  Un simulacro che però fa ancora vivere baite, alberghi, scuole di sci, negozi di attrezzatura. Non è retorica, Sebastian  è gente reale, con figli e mutui.

- Lo so, e non sto dicendo di spegnere gli impianti domani mattina con un decreto. Sto dicendo un’altra cosa, che continuare a costruirne di nuovi, oggi, sapendo quello che sappiamo sul clima, è diverso dal difendere quelli che già esistono. Un conto è accompagnare con intelligenza la transizione di chi già vive di sci, un altro è aprire un cantiere nuovo scommettendo su un modello che i dati dicono già in affanno strutturale. Ci sono valli che lo hanno capito e stanno provando altro: cammini che attraversano più stagioni, rifugi che vivono anche in autunno e primavera, malghe che tornano attive e danno lavoro dodici mesi l’anno, non tre.

- Idee belle sulla carta. Ma quante famiglie, davvero, oggi, possono vivere di un cammino estivo invece che di una stagione sciistica intera?

- Poche, per ora. Hai ragione. Ma “poche, per ora” è anche quello che si diceva dell’alpeggio come mestiere imprenditoriale, prima che qualcuno lo dimostrasse possibile sul serio. Il punto non è che il nuovo modello sia già pronto e perfetto. È che il vecchio, quello su cui vorremmo ancora scommettere con un nuovo impianto, ha una data di scadenza scritta chiaramente nei dati climatici. Preferisco investire tempo e soldi in qualcosa che tra vent’anni esisterà ancora, anche se oggi è più fragile, piuttosto che in qualcosa che è già solido ma che, tra vent’anni, quasi certamente non ci sarà più. Dobbiamo iniziare a guardare al futuro invece di restare ancorati al passato per paura.

Fuori, le nuvole si stanno alzando sopra il crinale. Nessuno dei due ha convinto l’altro, e sanno che non succederà mai, forse. Henry pensa ancora ai suoi vicini di paese, alle stagioni passate a lavorare sugli impianti o nei rifugi, a un mestiere che ha dato da vivere alla sua famiglia per due generazioni e che per lui resta ancora l'unica certezza in un mondo che cambia troppo rapidamente non dando nessuna sicurezza, perchè non tutti amano sognare quando vuoi vivere e far crescere una famiglia. Sebastian pensa ai ghiacciai che ha visto ritirarsi con i propri occhi negli ultimi vent’anni, allo stesso passo con cui i cannoni sparaneve si moltiplicavano più in basso, e non capisce perchè non si impari a guardare al futuro.

Restano lì, in silenzio, a bere il tè, a preparare la cena in un bivacco solitario e respirare l'aria fresca.

 

Fonti

Credits : Internet (foto)

Conclusioni....

Nel mio piccolo spero di esserVi stato di aiuto, ma prima di lasciarVi ho da dirVi ancora alcuni aspetti da "amico" che un giorno spera di incontrarVi su qualche sentiero.

"Bisogna creare condizioni tali che gli individui facciano propria l'esperienza del benessere e della gioia, anziché la soddisfazione dell'impulso al massimo di piaceri."
Erich Fromm, Avere o essere?, 1976

Non bisogna lasciare nulla al caso.

... Definitive

Spero di averVi aiutato a conoscere un pò di più questo mondo per poter vivere in armonia e semplicità l'attività in montagna.

Lascia un like e consigliane la lettura ai tuoi amici, magari condividendolo sui tuoi profili social se lo hai trovato interessante e utile.

Alla prossima ancora qui, su Bodhirider, per raccontarVi e condividere altre esperienze con nuovi articoli, o su qualche sentiero o in qualche rifugio o bivacco per condividere la passione per la montagna.

A presto!

 

 

☕ Un caffè per Bodhirider

Se questa guida ti è stata utile e ti ha accompagnato lungo il percorso, puoi offrirmi un caffè.

È un piccolo gesto per dire grazie e aiutarmi a continuare a esplorare nuovi sentieri, raccogliere informazioni e condividerle gratuitamente qui su Bodhirider.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Un caffè ?
 EUR

Sostieni

logo IPIN colori oriz

 

Logo Altevette ETS

 

 

Segui e sottoscrivi

Terre Altre

☕ Un caffè per Bodhirider

Se trovi utili le mie escursioni e i miei racconti, scopri perché puoi offrirmi un caffè.

Scopri perché →

Chi Sono

logo 000BODHIRIDER è nato per strada e sulla strada, ma la strada non è solo una striscia d’asfalto su cui far rotolare due ruote, è qualcosa di più....

Social

facebook instagram pinterest
threads X youtube