L’Olfatto in Montagna: il Senso che Nessuno Racconta

C’è un momento, spesso ma non sempre dopo la pioggia, in cui il bosco smette di essere solo qualcosa che si guarda e diventa qualcosa che si respira. L’odore di terra bagnata, la resina dei larici scaldata dal sole che torna, il muschio umido sotto le rocce: in quei pochi secondi, senza che tu lo decida, il naso prende il comando su tutti gli altri sensi. Eppure, se ci pensate, di quanti articoli, foto, racconti di montagna avete mai letto il profumo? Si parla sempre di panorami, di silenzio, di fatica. Quasi mai di quello che si sente con il naso.
È un’assenza curiosa, perché tra tutti i sensi che la montagna riaccende, l’olfatto è probabilmente quello più dimenticato, nonostante sia il più diretto, più antico, più capace di scavalcare ogni filtro razionale.
Un senso che non passa dal controllo
C’è una ragione precisa, radicata nella struttura stessa del cervello, per cui un odore ci colpisce in un modo diverso da un’immagine o un suono: a differenza degli altri sensi, l’olfatto non transita prima dalla corteccia cerebrale, la parte più “razionale” del cervello che normalmente filtra ed elabora ogni stimolo. Gli odori arrivano in via diretta all’amigdala e all’ippocampo, le stesse strutture che gestiscono memoria ed emozione. È per questo che un profumo, molto più di un’immagine, può riportarci indietro nel tempo con una forza quasi fisica, non lo decidiamo, semplicemente accade.
"Il profumo è il fratello del respiro" Yves Saint Laurent
Chi cammina in montagna lo sperimenta continuamente, anche senza accorgersene, l’odore del fieno appena tagliato può riportare qualcuno a un’estate di anni prima, quella di legna bruciata al rifugio o a un Natale lontano. Non serve nessuno sforzo di memoria. L’odore arriva prima del pensiero, e il ricordo lo segue a ruota.
"Nulla risveglia un ricordo come un odore" Victor Hugo
Perché lo dimentichiamo, nonostante tutto
Eppure, nonostante questa potenza, l’olfatto resta il grande escluso quando si racconta un’esperienza di montagna. Forse perché è il senso più difficile da fotografare, da condividere sui social, da trasformare in contenuto: un panorama si fotografa, un silenzio si può almeno evocare con una frase, ma un odore resiste a qualsiasi tentativo di essere mostrato agli altri. Resta, per forza di cose, un’esperienza privata, forse l’ultima rimasta davvero intrasferibile.
"Il profumo è la memoria dei sensi"
È proprio questa sua natura intima, credo, a renderlo prezioso. In un’epoca in cui tendiamo a documentare ogni cosa per renderla visibile a qualcun altro, l’olfatto ci costringe a restare semplicemente lì, dentro l’esperienza, senza la possibilità di mostrarla a nessuno. Non esiste un filtro per un odore di resina. Non esiste uno zoom per avvicinarsi di più al profumo del sottobosco dopo un temporale.
Chi lavora con i profumi, cosa direbbe della montagna?
Mi sono sempre chiesto, come i maestri profumieri ricreino un profumo che sappia accendere ricordi, memorie. Come facciano a tradurre in note olfattive concrete sensazioni che il resto di noi vive solo in modo istintivo. Come definirire “il profumo della montagna” ? quali caratteristiche debba avere un profumo per richiamarlo davvero, senza ridursi a un generico stereotipo di pino e muschio da confezione natalizia.
Non è una domanda banale quanto sembra. La montagna, dal punto di vista olfattivo, cambia completamente a seconda della quota, della stagione, del momento della giornata: l’odore di un bosco di conifere all’alba non ha nulla a che vedere con quello di un pascolo d’alta quota nel pomeriggio, o con l’aria secca e quasi metallica che si respira vicino a un ghiacciaio. Chi lavora con i profumi sa bene che “sintetizzare la montagna” in una fragranza significa fare delle scelte precise.
Riportare a casa quello che gli occhi non trattengono
Mi piace pensare che la montagna, oltre a tutto quello che ci insegna sulla fatica, sulla pazienza, sul tempo che rallenta, ci insegni anche questo: che non tutto merita di essere fotografato per essere ricordato. Qualche volta basta chiudere gli occhi un istante, lasciare che sia il naso a lavorare, e fidarsi del fatto che quell’odore, anche senza nessuna prova a sostegno, resterà comunque lì, pronto a tornare, magari anni dopo, in un momento qualsiasi, senza nessun preavviso, solo perché un giorno, da qualche parte, lo si è respirato davvero.
Fonti
- Mondosanità, Perché basta un odore per far riaffiorare un ricordo lontano nel tempo? Cosa succede nel cervello — https://www.mondosanita.it/news/ultime-notizie/110305/perche-basta- un-odore-per-far-riaffiorare-un-ricordo-lontano-nel-tempo-cosa-succede-nel-cervello.html
- Microbiologia Italia, Perché basta un odore per far riaffiorare un ricordo lontano nel tempo — https://www.microbiologiaitalia.it/salute/perche-basta-un-odore-per-far-riaffiorare-un-ricordo- lontano-nel-tempo/
- Oniusa Venezia, Neuroscienza e profumazione per ambiente: come gli odori influenzano l’umore e il comportamento — https://oniusavenezia.com/blog/neuroscienza-e-profumazione- per-ambiente-come-gli-odori-influenzano-lumore-e-il-comportamento/
- NeuronUP, Neuroscienza dell’olfatto nella neuroriabilitazione — https://neuronup.com/it/stimolazione-e-riabilitazione-cognitiva/neuroscienze-dellolfatto-nella- neuroriabilitazione-come-codifica-il-cervello-gli-odori/
- Scentspiracy, Come i profumi influenzano la memoria e la nostra capacità di ricordare — https://www.scentspiracy.com/blog/linfluenza-dei-profumi-sulla-memoria-e-sui-ricordi
Conclusioni....
Nel mio piccolo spero di esserVi stato di aiuto, ma prima di lasciarVi ho da dirVi ancora alcuni aspetti da "amico" che un giorno spera di incontrarVi su qualche sentiero.
"Bisogna creare condizioni tali che gli individui facciano propria l'esperienza del benessere e della gioia, anziché la soddisfazione dell'impulso al massimo di piaceri."
Erich Fromm, Avere o essere?, 1976
Non bisogna lasciare nulla al caso.
... Definitive
Spero di averVi aiutato a conoscere un pò di più questo mondo per poter vivere in armonia e semplicità l'attività in montagna.
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Alla prossima ancora qui, su Bodhirider, per raccontarVi e condividere altre esperienze con nuovi articoli, o su qualche sentiero o in qualche rifugio o bivacco per condividere la passione per la montagna.
A presto!
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