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Uzbekistan

Registan

Si torna a viaggiare ! Urlo dentro di me, mentre prenoto il viaggio. Riparto da dove si era interrotto. Samarcanda esite davvero o è un mito cantato in una canzone ? Come sarà ?

Questo pensavo, quasi tre anni fà, quando avevo deciso di partire per la terra di Tamerlano e poi il Covid ha cambiato e sconvolto il mondo. Ma da qui riparto e da quelle domande.

Articolo basato sulla mia esperienza di viaggio del 2022. Alcune informazioni pratiche possono essere cambiate: per documenti, sicurezza, visti e condizioni di viaggio verificare sempre le fonti ufficiali.

“Uzbekistan”, sono di fronte a un boccale di birra e come spesso, sempre, capita scatta la domanda...
“Perchè vai lì ?”

Perchè cercavo qualcosa di diverso dalle solite mete, perchè volevo ripartire da dove mi ero fermato. Prima del Covid era la meta che avevo scelto. Una meta diversa, in una regione del mondo che non avevo mai visitato e nemmeno mai avevo preso in considerazione. Poi un giorno alla radio, o forse in televisione, sento la canzone di Vecchioni "Samarcanda" e decisi che dovevo vedere e conoscere questa città. Iniziare ad esplorare una zona che, più mi informavo più mi interessava.

Così avevo scelto e da lì volevo ripartire.

INDICE :

 

 

 

 

 

Viaggio realizzato con Avventure nel Mondo.

 

INFO GENERALI.

Dov'è.

L'Uzbekistan, ufficialmente Repubblica dell'Uzbekistan è uno Stato dell'Asia centrale. La sua capitale è Tashkent.

Confina a nord e a ovest con il Kazakistan, a est con il Kirghizistan e il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan e il Turkmenistan;

Clima e Quando andare.

Il clima dell’Uzbekistan è continentale, estati molto calde, inverni freddi.
A partire da aprile le temperature raggiungono già i 26°C e il caldo aumenta con il passare dei giorni fino ai primi di ottobre. Nei mesi più caldi sono scarse le precipitazioni.
Durante la primavera (marzo, aprile) cadono le piogge più abbondanti.
Durante l’inverno le temperature scendono sotto lo zero e possono capitare nevicate, non è la stagione ideale per visitare il paese.

Il periodo migliore per visitare l'Uzbekistan va da aprile a ottobre, evitando i mesi più caldi di luglio ed agosto.

Il mio viaggio, che Vi presento, è stato effettuato tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 2022, sfruttando il ponte del 2 Giugno, nonostante sia il periodo migliore il caldo è stato opprimente con punte di 39 !! Gradi. Un caldo secco.

Fuso Orario.

+4 ore rispetto all'Italia; +3 quando in Italia vige l'ora legale.

Visto e formalità di frontiera.

Dal 1 febbraio 2019 entra in vigore per i cittadini di 45 Paesi, tra cui l'Italia, l'esenzione dal visto di ingresso. Per eventuali rimando al sito della Farnesina Viaggiare Sicuri

Sicurezza.

Oltre alle indicazioni che troverete sul sito della farnesina vi vorrei portare la mia esperinza sulla sensazione di sicurezza.

"Il Paese, ed in particolare la capitale Tashkent e le città di interesse turistico come Samarcanda, Bukhara, Khiva e Nukus, sono oggetto di misure di controllo e non hanno sinora presentato particolari problemi di sicurezza, sia sul piano dell'ordine pubblico sia di fenomeni di criminalità a danno di viaggiatori e turisti." tratto dal sito della farnesina

Nonostante la vicinanza il periodo che stiamo vivendo (guerra Ucraina-Russia), la sensazione di sicurezza è altissima, la presenza delle forze dell'ordine e della Tourist Police, rende il viaggio molto sicuro.

Telefoni e internet.
Il prefisso per l’Uzbekistan è 00998. Il prefisso per l’Italia è +39. In quasi tutti gli alberghi/guesthouse e ristoranti c’è wi-fi, ma non sempre è ottima. Consiglio, per chi non riesce a stare senza internet, di acquistare una Sim locale Si acquista mostrando il passaporto ed il foglietto di registrazione in albergo. Esistono tre operatori. Ucell è la più utilizzata e diffusa.

Corrente elettrica.
Sia il voltaggio che le prese sono uguali a quelle italiane (prese elettriche a 220 volt, 50 Hz, ma con solo due poli). Se possibile, è sempre utile una cibatta per ricaricare contemporaneamente più dispositivi, ovvio ricordare una o più POWER BANK.

VARIE

Bagaglio.
Per un viaggio di questo tipo il miglior bagaglio possibile è uno zaino molto capiente o una valigia mordiba. Sconsiglio quelle rigide. Vedi post sul blog per le linee generali.


Utili.

Torcia (eventuali notti in Yurta), meglio quella frontale, con pile di ricambio, salviette umidificate e gel disinfettante (es.amuchina), un rotolo di carta igienica, nastro adesivo, occhiali da sole, crema solare, coltellino multiuso (da mettere nel bagaglio in stiva), set posate per eventuali scatolette, asciugamano leggero in microfibra, sapone, lucchetto per i bagagli.
Importante, se dormite in campi tendati, pure quelli attrezzati, sacco lenzuolo o sacco a pelo.
Vedi post sul blog per le linee generali.

Abbigliamento.
Vestirsi a strati è sempre la scelta migliorementre in qualsiasi viaggio.
Parte inferiore, pantaloni lunghi interi, meglio divisibili. Calze, meglio tecniche e basse.
Parte superiore maglietta, un pile / felpa, un giubbino impermeabile e un piumino in microfibra, (ricordate avrete sempre uno zainetto con voi, in questo caso non dimenticate il coprizaino impermeabile).
Cappellino, K-way, o un poncho antipioggia.
Scarpe comode da ginnastica o da trek, anche se non farete escursioni si cammina molto.
Non dimenticate che, è obbligo il massimo rispetto per la religione e cultura di tutti i paesi, di conseguenza è indicato un abbigliamento sobrio.

Salute e medicinali.
Nessuna vaccinazione è obbligatoria. Alcuni consigliano quelle per tifo, paratifo, tetano, epatite A e B, difterite, rabbia e meningite. Ma nessuna è obbligatoria vedi Situazione Sanitaria sito Viaggiare Sicuri
Oltre ai medicinali di uso personale, non dimenticate antinfiammatori e antidolorifici, antibiotici ad ampio spettro, gli immancabili antidiarroici con fermenti lattici, antiemetici,
Gomme da masticare per chi soffre il mal d’auto, caramelle per la gola, pastiglie per la tosse, termometro, pomata per contusioni in caso di cadute, repellente per zanzare. Sali minerali, integratori, protezione solare alta, disinfettanti e cerotti. Vedi post sul blog per le linee generali.

Fotografie e videocamera.
Portate il materiale fotografico che riterrete necessario in base alla Vostra necessità e competenza.
 Importante. Ricordate di avere il massimo rispetto nel fotografare le persone, soprattutto nei luoghi di preghiera. 
Buona educazione è chiedere sempre il permesso.


COSA COMPRARE

Prima regola da non dimenticare. TRATTARE sulla cifra, sempre !


Il paese era al centro della via della seta, qui è possibile fare ottimi acquisti ma bisogna fare molta attenzione spesso si spaccia vera seta o ceramica antica delle evidenti bufale. Ma cosa comprare ?

Ci son opportunità di acquisto per tutte i prezzi, dai classici souvenir, fino a tappeti preziosi e carissimi. Bukhara è più dedicata a ceramiche e tessuti, Khiva per l’artigianato in legno.

L’artigianato uzbeko è vario: le “suzanne”, stoffe con ricami colorati, le ceramiche, i tubeteika (copricapo tradizionali da uomo), sciarpe, le babbucce di lana (a Khiva), le caratteristiche forbici a forma di uccello (a Bukhara) Comprata !, coltelli, oggetti in ceramica, gioielli in argento e pietre dure, spezie, sapone prodotto con l’olio dei semi di cotone, cappelli di pelliccia (a Khiva), portalibri in legno intagliato (il laukh), borsette.
Per gli oggetti d’antiquariato, si possono ovunque ma serve cercare e avere tempo di controllarli bene. Ricordo che serve un certificato che ne attesti l'età e la ricevuta di pagamento ! per riportarlo a casa, altrimenti è alto il rischio che vengano sequestrati in dogana o, caso peggiore, potreste incorrere in grossi problemi se si tratta di oggetti molto antichi o trafugati.

Fonte: http://www.viaggiaresicuri.it della Farnesina: “L’esportazione d'oggetti d’antiquariato con più di 40 anni è sottoposta a stretta regolamentazione: è possibile ottenere un’autorizzazione all’esportazione da parte del Ministero dei Beni Culturali. Gli oggetti non in regola vengono sequestrati alla dogana. Il cambio parallelo è illegale.

Riassunto:

  • Tappeti, I motivi decorativi possiedono nomi a seconda dell' area geografica dell’Uzbekistan. I tappeti più ricercati sono quelli di Bukhara.
  • Le ceramiche. Bellissime ! soprattutto quelle in tonalità turchese e blu (opinione personale)
  • Gioielli. Oggetti tipici sono i vassoi di ottone e di rame con incise le immagini di monumenti architettonici della città, fà molto souvenir ma sono veramente belli Comprati !!!, per i gioielli da donna si possono trovare una vasta scelta di orecchini, bracciali e anelli decorati.
  • Legno. Oggetti intagliati in legno, soprattutto il laukh un supporto per libri. Si trovano anche bellissime scatole intagliate con ornamenti floreali.
  • Coltelli. Da oggetti di offesa e difesa i coltelli sono divenuti un oggetto artistico, con manici lavorati con pregevoli intarsi in oro, argento e pietre preziose. Il coltello tradizionale uzbeko, il pichak, con lame la cui forma varia da modello a modello, nel tugri-pichak, la lama è sottile come quella di freccia, nel bola-pichak la lama è priva di filo ed ha una funzione esclusivamente ornamentale. Di solito ogni artigiano applica sulle sue creazioni un timbro, denominato tamga, per identificare l’appartenenza a un determinato luogo.

COSA MANGIARE.

Pane di Samarcanda
Nel bazaar racconti una cosa molto curiosa: esistono moltissime varietà di pane, diverse per forma, decorazione e sapore. Questa è una chicca che terrei assolutamente, perché non è la solita informazione sulla cucina uzbeka.

Navat
Zucchero d'uva aromatizzato con spezie. Lo presenterei come una delle piccole sorprese da cercare nei mercati, più che come un semplice dolce.

Kazinaki
Barrette di frutta secca e miele: semplice, energetico e perfetto da incontrare durante una visita al bazaar.

Parvarda
Piccole caramelle preparate con zucchero e succo di limone. Un'altra di quelle cose che nei mercati attirano più per l'aspetto che per il nome.

Pashmak
Fili sottilissimi di zucchero, quasi una versione centroasiatica dello zucchero filato. Questa la terrei proprio come chicca.

VIAGGIARE IN UZBEKISTAN.

Cosa c’è da vedere.

Un viaggio in Uzbekistan è un viaggio alla scoperta di una regione, quella del centro Asia, ricca di storia, di natura incontaminata, montagne uniche, lungo vie commerciali mitiche, leggendarie, luoghi di incontri di culture e popoli diversi. Madrasse e  moschee i cui loro colori si fondono con il cielo e la terra. Un incontro tra gli elementi cui l'uomo è riuscito a esaltare.
Un salto, un immersione nella cultura di un paese che cerca di liberarsi da stereotipi che cerca di aprirsi per farsi conoscere. Tra ricordi sovietici e città entrate nell'immaginario collettivo. Bukhara, Khiva la capitale Tashkent ma soprattutto.... Samarcanda !

Si, esiste, non è solo il titolo di una canzone. 

Partiamo da qui, dalla canzone, sapete che la canzone nasce da una leggenda?

Un’antica storia dei paesi arabi racconta che un giorno un servo incontrò la Morte al mercato del paese. Corse dal padrone e gli chiese un cavallo veloce per fuggire dalla nera signora, alla volta di Samarcanda, cioè lontano da lei. Il padrone acconsentì, poi scese al mercato e domandò alla Morte perché avesse spaventato il servo. La Morte candidamente rispose: “Non l’ho spaventato, ero solo stupita perché lo aspettavo stasera a Samarcanda”.

E allora partiamo da Samarcanda.

SAMARCANDA.

Samarcanda è la città da Mille e una notte che tutti sognano e si aspettano, chiudete gli occhi o chiedete a chiunque di pensare a lei e subito l’Oriente evocato nel libro assale ognuno di noi. Con la sua magia.
Situata nella valle del fiume Zerafshan, la sua storia si perde nella notte dei tempi, lunga e convulsa, chi sopravvive così tanto conosce periodi cupi e periodi di splendore. Nel VII secolo a.C. divenne uno dei centri amministrativi più orientali della Persia. Alessandro Magno la conquiestò nel 329 a.C.. Di seguito arrivarono i Sogdiani, popolo di origini iraniane, fino all'avvento dei Musulmani all’inizio dell’VIII. Nell XIII secolo fu invasa e distrutta da Gengis Khan e dai suoi eserciti mongoli: dei suoi magnifici palazzi rimasero solo frammenti. Fu merito di Tamerlano, il fondatore della dinastia timuride che decise di farne la sua capitale nel 1370, la ricostruzione di Samarcanda. I tesori architettonici che oggi possimao vedere sono risalenti a quest’epoca. Nel 2001 la città è stata inserita nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità – UNESCO.

Cosa vedere a Samarcanda.

  • Registan : La sua bellezza, la sua imponenza, la sua magnificenza ti lascia senza parole, è la  sintesi della capacità dell'uomo ti tramutare la sua creatività a servizio dell'umanità tutta. In realtà nell’Asia centrale le piazze principali delle città erano tutte chiamate Registan, il cui significato è “luogo sabbioso”. La piazza è composta da tre madrasse (scuole islamiche, oggi le nostre università, dove si insegnava matematica, teologia, astronomia e filosofia), la più antica è Ulugbek, lato occidentale della piazza nel 1417-20 dall’omonimo sovrano che fu anche un grande astronomo e matematico. Le stelle sul portale riflettono l’amore per l’astronomia di Ulugbek. Sotto le piccole cupole angolari c’erano le aule, dove il sovrano in persona teneva periodicamente delle lectio magistralis; ora questi spazi ospitano mostre su Ulugbek, comprese copie dello ‘Zij’, un suo scritto sull’astronomia e miniature raffiguranti astronomi dell’Asia centrale al lavoro. Sul retro c’è una grande moschea, il cui interno è tutto dipinto di blu, e un’austera aula didattica su un lato. Le altre medrase sono state costruite nel XVII secolo dall’emiro Shaybanid Yalangtush. Il portale d’ingresso della madrasa di fronte a Ulugbek, Sher Dor, cioè porta dei leoni, è decorato con una scena di caccia raffigurante degli animali fantastici, una specie di incrocio tra leoni e tigri; alle spalle delle belve sorgono dei bizzarri soli antropomorfi, ispirati allo zoroastrismo. Al centro del Registan c’è Tilla-Kari nome che significa Ricoperta d’Oro, questa Madrasa è stata completata nel 1660. Ha una facciata principale a due piani e un vasto cortile circondato da ambienti dormitorio, con quattro gallerie lungo gli assi. Sul lato sinistro del cortile sorge una stupenda moschea, finemente decorata con blu e oro per simboleggiare la ricchezza di Samarcanda. All’interno della moschea c’è un’interessante galleria di immagini con foto della vecchia Samarcanda. La maggior parte degli ex dormitori delle medrase sono ora negozi d’arte e di souvenir. Gli amanti degli effetti speciali ameranno lo spettacolo di suoni e luci che ammanta il Registan di sera. Per visitare il Registan si paga un biglietto d’ingresso valido per tutto il giorno; questo vuole dire che nella stessa giornata si può tornare a visitare il sito senza limiti, così da poter ammirare e fotografare il complesso durante le varie ore della giornata. L’ensemble Registan è aperto sette giorni su sette: gli orari sono: dal 20 novembre al 20 febbraio, dalle ore 08-00 alle ore 20-00; dal 20 febbraio al 20 novembre, dalle ore 07-00 alle ore 24:00.
  • Shah-i Zinde : Forse il sito timurido più interessante, è un complesso di mausolei situato appena a nord-est della città. Shah-i-Zinda significa “Il re vivente” ed è riferito a Kusam Ibn Abbas, cugino del profeta Maometto. La leggenda narra che, dopo essere stato decapitato, prese la sua testa e rifugiatosi in un pozzo vivrebbe ancora lì. Il complesso funerario è composto da circa una ventina di mausolei che sono magnificamente rivestiti di piastrelle maiolicate in tutte le sfumature dell’azzurro e del blu. Lo Shah-i Zinde contiene frammenti di alcune delle prime strutture islamiche conosciute a Samarcanda, ma la maggior parte degli edifici sopravvissuti risalgono al XIV e XV secolo. La parte più antica del complesso si trova all’estremità nord. Qui troviamo diversi edifici, tra cui il mausoleo e la moschea di Kusam-Ibn-Abbas. Tra gli edifici interessanti segnaliamo: la tomba di Shadi Mulk Aga, considerata uno dei monumenti più belli dell’ensemble Shah-i-Zinda. È anche la prima delle tombe di epoca timuride, costruita nel 1371. Grazie alla sopravvivenza della maggior parte delle fasce calligrafiche ornamentali della facciata, si sa con esattezza chi vi è sepolto, chi ha sponsorizzato la tomba e persino il nome dell’architetto. L’intero edificio è straordinariamente ben fatto; inoltre la decorazione originale si è conservata quasi del tutto intatta sia all’esterno che all’interno, compreso il rivestimento maiolicato della cupola a forma di stella.

    La Tomba di Shirin Bika Aga (1385)
    Questa imponente struttura è la seconda tomba sul lato destro dell’ingresso della necropoli. Il mausoleo era molto danneggiato, ma è stato meticolosamente riportato al suo splendore originale. Secondo gli studiosi è il primo monumento del complesso ad essere stato rivestito interamente di tessere di mosaico; un’innovazione costosa e laboriosa attribuita all’arrivo in città di artigiani iraniani; prima si utilizzavano piastrelle dipinte più grandi che erano molto più semplici da produrre. Altri edifici da non perdere sono il mausoleo di Ali Nasafi (costruito tra il 1360 e il 1380); quello di Amir Hoseyn ibn Qara Qutlugh, probabilmente un alto funzionario dell’esercito di Timur, morto nel 1376.

  • Moschea Bibi Khanum : La Moschea Bibi Khanum, costruita tra il 1399 e il 1404, nel centro di Samarcanda, è la più grande del suo genere in Asia centrale, misura 109 x 167 metri e può ospitare quasi 10.000 fedeli. Fu costruita sotto il regno di Tamerlano (Timur in persiano) ed è stata completamente restaurata in anni recenti. Un cronista contemporaneo riferisce che il sovrano affidò il progetto ad architetti iraniani e indiani e utilizzò novantacinque elefanti per trasportare il materiale da costruzione. Altri dicono che sia stata edificata dalla moglie di Tamerlano, Saray Mulk Khanum (da cui il nome di Bibi Khanum). Qualunque sia la verità, la costruzione della moschea corrisponde all’anno successivo della campagna di Delhi dalla quale Tamerlano riportò un enorme bottino. Ma la costruzione di quest’opera non fu senza ostacoli; quando fu completato il portale di ingresso, Tamerlano lo trovò indegnamente basso e lo fece demolire, poi tagliò la testa ai responsabili. E affinché l’errore non si ripetesse, si occupò personalmente di assumere gli operai addetti ai profondi scavi necessari per ingrandire la porta; e per spronarli nelle loro fatiche, gli lanciava carne e monete d’oro. La costruzione della moschea terminò nel 1405, lo stesso anno in cui Tamerlano morì di febbre durante la sua campagna in Cina. Ma l’edificio era evidentemente nato sotto una cattiva stella e ben presto iniziò a mostrare segni di instabilità, la cupola iniziò a sgretolarsi facendo piovere pietre sui fedeli. Gli architetti, spinti dal desiderio di gigantismo del leggendario conquistatore, avevano reso la struttura troppo grande per sopportare il proprio peso e non sufficientemente stabile per un territorio spesso e volentieri scosso da terremoti. I successori di Tamerlano, impegnati in lotte intestine, non avevano né i mezzi né la motivazione per puntellare l’edificio che stava lentamente crollando. Nonostante ciò la sua distruzione fu un processo lento, sembra che la moschea sia stata usata almeno fino al XVII secolo, quando Yalangtush Bakhodur e costruì la nuova moschea Tilla Kori. Da quell’epoca in poi la moschea, che era stata il sogno megalomane di Tamerlano, languì nel cuore di Samarcanda, costantemente saccheggiata dei suoi marmi e materiali preziosi. Alla fine dell’Ottocento un terremoto le diede il colpo finale, abbattendo l’arco interno dell’ingresso principale. Sebbene fosse ancora in piedi, la cupola principale era lacerata da crepe e il tamburo stava per collassare. Rimase in questo stato fino agli anni 70, quando i sovietici puntellarono la struttura in rovina. La ristrutturazione avvenne negli anni ‘90, sotto il governo del primo presidente dell’Uzbekistan, Islam Karimov, che intraprese un’ampia opera di restauro degli edifici dell’era timuride.
  • Siab Bazaar : In tutti i nostri articoli di viaggio consigliamo di visitare il mercato – o i mercati – locali per entrare subito nello spirito del luogo. A Samarcanda questo è ancora più vero. Essendo stata la città uno snodo cruciale lungo la Via della Seta, il Bazaar è uno dei luoghi più interessanti e antichi da vedere, dove le spezie, i tessuti, la frutta secca, la verdura, i manufatti artigianali, i colori straordinari, gli aromi intensi catturano i sensi del visitatore in maniera immediata appena varcato l’arco decorato con mosaico azzurro dell’ingresso principale. L’area del mercato è davvero grande; è una immensa superficie coperta, aperta sui lati, composta da ordinate file parallele di banchi per la vendita. Le file commerciali sono suddivise in base ai tipi di merci. Vi invitiamo e cercare subito la fila del pane per stupirvi della varietà di pani locali, circa 17, dalle forme, decorazioni e sapori più diversi. Se i pani di Samarcanda sono tanti, le spezie sono innumerevoli e altrettanto varia è la frutta secca; questo perché sono le merci intorno alle quali si è formato il mercato. Troverete anche alcune dolcezze “esotiche”, che sono diventate di casa qui dall’epoca degli antichi scambi commerciali: il navat, zucchero d’uva aromatizzato da spezie, il kazinaki, barrette di frutta secca e miele, parvarda, caramelle fatte con zucchero e succo di limone, pashmak, un dolce composto da fili di zucchero. Ovviamente come ogni mercato orientale che si rispetti è possibile assaggiare i prodotti prima dell’acquisto e contrattare sul prezzo fino allo sfinimento. E infine: quale occasione migliore per provare la cucina nazionale “espressa”! Il loro fast food o street food, come meglio vi va di chiamarlo, è veramente ottimo. Kebab, pilaf, zuppa shurpa, noodles lagman in zuppa di carne e verdure, pasticcini somsa, pasta al vapore khanim con verdure, il tutto accompagnato da tè verde. E dopo aver fatto il pieno di vertiginosi aromi e sapori, c’è tempo ancora – il mercato chiude di sera tardi – per cercare qualcosa da portare con sé, dirigendosi nella parte del bazaar dedicata all’artigianato. Da visitare anche soltanto per vedere gli artigiani all’opera; che siano lavori di incisione, intaglio o decorazione, la loro abilità e attenzione ai dettagli è magistrale. Come trovare Siab Bazaar? È vicinissimo alla grande moschea di Bibi-Khanum e alla moschea Hazrat Khizir; sono pochi minuti a piedi, l’olfatto vi guiderà! Quando è aperto Siab Bazaar? Tutta la giornata. I venditori giungono prima dell’alba e vanno via solo a tarda sera. È proprio il caso di dire che è un mercato che “non dorme mai”.
  • Gur-e Amir : Il Gur-e Amir, in tagiko Tomba del re, è il mausoleo di Tamerlano il grande conquistatore mongolo che nel Medioevo assoggettò larga parte dell’Asia centrale e occidentale, fondando l’Impero timuride. Tamerlano, le cui gesta furono tanto eclatanti da avere una forte eco anche in Europa, si considerava un discendente della stirpe di Genghis Khan e lo scrisse nero su bianco sul suo mausoleo. Questo personaggio titanico continuò a far valere la sua potenza anche dopo morto. Sulla sua tomba gravava una maledizione: guai e tragedie per chi l’avesse violata. “Chiunque violerà la mia quiete in questa vita o nella prossima, sarà soggetto ad inevitabili punizioni e miseria” riporta un’iscrizione all’interno. E sembra proprio che il terribile Tamerlano abbia più volte colto nel segno. Il settecentesco signore della guerra persiano, Nadir Shah, solo per aver tentato di aprirla morì assassinato. E la “violazione” per mano sovietica il 19 giugno 1941 avrebbe addirittura scatenato tre giorni più tardi l’Operazione Barbarossa, ovvero l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica. Al di là di queste spigolature horror, il Gur-e Amir è un monumento di grande valore, non solo storico, in quanto vi riposano i resti del celebre condottiero asiatico, ma anche sotto il profilo artistico, essendo diventato un modello di grande successo per l’architettura islamica. Il Taj Mahal ad Agracome e le grandi tombe Mughal di Humayun a Delhi sono ispirati al Gur-e-Amir. Le linee semplici enfatizzano la solenne monumentalità dell’edificio, coronato da una cupola blu brillante, innervata da profonde scanalature a coste che le conferiscono una sorprendente espressività. Le pareti esterne sono vivacemente decorate con piastrelle azzurre e bianche, organizzate in ornamenti geometrici ed epigrafici su uno sfondo di mattoni in cotto. La prima parte del complesso risale alla fine del XIV secolo, ne fanno parte le fondamenta della madrasa e del khanaka, il portale d’ingresso riccamente decorato con mattoni intagliati e vari mosaici, e uno dei quattro minareti. All’interno il mausoleo presenta un’incredibile ricchezza decorativa in contrasto con la semplicità dell’ambiente: una camera alta e grande con profonde nicchie ai lati. La parte inferiore delle pareti è ricoperta da preziose lastre di onice a loro volta decorate con raffinati dipinti.
  • Il Mausoleo di Khodja Doniyor : Non è famoso come i monumenti di cui abbiamo scritto fin qui, ma vale comunque una visita sia per l’importanza del personaggio a cui è dedicato, il profeta Daniele, sia perché da secoli il luogo è meta di pellegrinaggio di ebrei, cristiani e islamici. Si narra che fosse Tamerlano a portare le reliquie di Daniele a Samarcanda – trasferendole da Susa in Persia – affinché sulla città, che aveva eletto capitale dei suoi sterminati domini asiatici, calasse la protezione del santo. Per custodire i resti del profeta, fece costruire un mausoleo. In realtà che questa sia le vera tomba del profeta non è assolutamente certo, in quanto la sua sepoltura è contesa da diverse altre località nel mondo. Sicuramente Khodja Doniyor può vantare il primato di aspirante tomba di Daniele più lunga della terra, dato che misura ben 18 metri! Perché è così lunga? Le versioni sono tante, però prima cosa bisogna fare chiarezza sul contenuto. C’è chi dice che vi sia custodito il corpo del santo chi invece il braccio. Una teoria vuole che ciò che è sepolto – corpo o braccio – cresca di un centimetro ogni anno. Altri sostengono che il profeta sia stato un gigante. Altri ancora forniscono una spiegazione più materialistica: con queste dimensioni trafugare la tomba è più difficile. Il mausoleo è stato recentemente restaurato. Il posto come abbiamo scritto è meta di pellegrinaggio da secoli: c’è chi viene a pregare, chi a chiedere guarigioni miracolose. Nell’antichità era anche un eremitaggio: chi voleva purificarsi spiritualmente rimaneva lunghi periodi nelle celle scavate nel fianco della collina per dedicarsi alla preghiera e alla lettura dei libri sacri.
  • Osservatorio di Ulugh Beg : Bisogna raggiungere una collina a due chilometri dalla città per visitare ciò che resta dell’Osservatorio costruito nel XV secolo da Ulugh Beg, nipote di Tamerlano, un regnante “illuminato” dall’immensa cultura: astronomo, matematico e mecenate delle arti. Quando venne completato, nel 1429, era considerato dagli studiosi uno dei migliori osservatori del mondo islamico. Ulugh Berg rese Samarcanda, negli anni 1420 – 1430, la capitale astronomica del mondo, profondendo tutte le sue energie nell’osservazione del cielo. Fu uno dei primi a costruire strumenti astronomici montati in modo permanente, come il cosiddetto sestante Fakhri: un arco di pietra di 60 gradi utilizzato per determinare le quote di transito delle stelle; la cosa impressionante era il suo raggio di 40 metri! Il re-scienziato aveva inoltre catalogato oltre 1000 stelle, la più grande impresa del genere eseguita dopo Tolomeo (ca. 170 d.C.). Purtroppo il suo regno fu breve, fu fatto uccidere dal figlio, ‛Abd al-Latif, che prese il suo posto. L’osservatorio fu raso al suolo, la sua biblioteca saccheggiata e gli scienziati cacciati. Per centinaia di anni, il sito è rimasto sotterrato e solo pochi sapevano che era lì, finchè nel 1908 l’archeologo Vassily Vyatkin scoprì ciò che restava di questo grandioso osservatorio medioevale. Oggi è possibile visitare gli scavi archeologici con l’incredibile sestante murario, l’annesso museo dove sono conservati alcuni lavori di Ulugh Beg e un grande astrolabio. Orari di apertura – 9:00 – 18:00.
  • Moschea Hazrat Khizr : Su una collina vicina ad Afrasyab si trova la Moschea Hazrat Khizr, uno degli edifici religiosi musulmani di Samarcanda di più antica fondazione. La moschea fu costruita nell’VIII secolo all’ingresso della città, venne però distrutta nel XIII sec. dall’orda di Gengis Khan. Rimasta un rudere per centinaia di anni venne ricostruita a metà 1800. Gode di una formidabile posizione panoramica con una vista sull’antica città di Afrasyab e sulle principali attrazioni di Samarcanda: Piazza Registan, Mausoleo di Shahi Zinda e complesso architettonico di Bibi Khanum; molti raggiungono il luogo solo per scattare fotografie. Eppure nonostante non si tratti di una moschea realmente antica vale la pena di essere visitata. Hazrat Khizr, in arabo luce verde, è un profeta musulmano, patrono dei viaggiatori, signore delle acque e della ricchezza. Secondo una leggenda popolare, Khizr era nell’esercito di Alessandro Magno e aiutò il grande comandante a trovare la fonte di acqua in Asia centrale. La moschea presenta degli esterni bellamente decorati e variopinti, l’interno è piccolo e raccolto; accanto si trova un antico cimitero. Moschea e cimitero fanno parte della lista World Heritage Unesco. Orari di apertura – 8:00 – 18:00. Per visitarla si paga un ticket dal costo molto ridotto.
  • Museo Statale di Storia e Cultura dell’Uzbekistan : Dopo aver visitato tanti luoghi e monumenti della città, se vi verrà voglia di approfondire la conoscenza della storia e della cultura della nazione potete fare una tappa allo State Museum of Culture History of Uzbekistan, uno dei più antichi musei del paese, fondato nel 1896. È diviso in aree tematiche: dipartimento di storia, dipartimento di arte, dipartimento di archeologia, etnografia, arti applicate, numismatica. La ricchissima collezione comprende rari reperti come le tre coppe d’argento del V-VI secolo trovate nell’insediamento Chelek a Samarcanda, pezzi di gioielleria dell’età del bronzo, assari zoroastriani, oggetti di culto, scacchi dell’VIII secolo, ceramiche antiche e medievali, metallo e vetro, e anche decorazioni ganch. Particolarmente ricco il fondo numismatico con oltre 30.000 monete dei primi stati dell’Asia centrale, ma anche monete provenienti dai territori del Mar Nero, dell’antica Grecia e dell’antica Roma. La collezione etnografica ha circa 20.000 capi di abbigliamento, molti ricami in oro e tappeti del XIX-XX secolo. Oltre al patrimonio antico, nel museo è visitabile la pinacoteca con dipinti di noti artisti uzbeki dell’inizio del XX secolo; è inoltre possibile vedere il filmato dell’apertura della Tomba di Tamerlano, girate dal cameraman Malik Kayumov, nel 1941. Il Museo è aperto ogni giorno dalle 09.00 alle 17.00. L’indirizzo è: 148, M.Ulugbek str.,
  • Urgut : A 50 km dalla città c'è una piccola città montana. Urgut. Merita una visita per il suo giardino, Chor-Chinor, considerato dagli uzbeki un luogo mistico, il parco è un insieme di grandi alberi giganteschi luogo perfetto per riposare. L'Uzbekistan è ricco di leggende e miti, ovunque andrete ne incontrerete una. Una leggenda narra che il parco sia nato intorno a una pietra magica, rubata agli spiriti maligni da un eroe, non appena questa venne appoggiata a terra, sgorgarono delle sorgenti, l’eroe visto il prodigio decise di piantare delle talee di platano portate da quattro uccelli, dando vita al giardino. L’albero più vecchio del parco ha circa 1060 anni. Un’altra attrazione del giardino è un platano gigante, la cui circonferenza alla base è di 16 metri chi visita il parco può entrare fisicamente ! nell’albero, tramite una porticina di legno scavata all'interno del parco è presente una moschea. L' atmosfera tranquilla invita alla meditazione e alla preghiera. Ma ciò che attrae qui molti turisti è il grande bazar dove potete trovare artigianato locale di antica tradizione, oltre a tappeti, gioielli, manufatti in ceramica dipinti. Esperienza personale, più che un bazar mi è apparso un grande mercato e ciò mi è piaciuto tantissimo mi sono sentito parte della quoidianità di questo paese, non è il classico bazar con la paccottiglia, spesso made in china, da vendere ai turisti. Qui, a differenza dei bazar di Samarcanda, mi sono immerso nella loro vita. Con i loro ritmi, i loro negozi e la loro quotidianità. 
  • La Grotta di Re David : A circa 40 km di distanza da Samarcanda si trova uno dei più celebri luoghi santi dell’Uzbekistan: la Grotta di Hazrat Daud. Hazrat Daud è il re biblico Davide, una figura venerata dalle religioni abramitiche. La grotta, quindi, è meta di pellegrinaggio di fedeli dell’Islam, ma anche dell’Ebraismo e del Cristianesimo. Che ci si vada spinti da motivi religiosi o che ci si vada per un interesse storico-culturale, è bene sapere che l’ascesa alla grotta di re David non è una passeggiata. È necessario salire gli oltre 1300 gradini per raggiungere la prima tappa: un’antica moschea in cima al monte. Dopo aver visitato il tempio, bisogna fare ancora scale, circa 200, questa volta in discesa, per visitare la grotta di Hazrat Daud. La grotta ha una forma a tunnel, stretta e lunga – circa una sessantina di metri – sulle pareti vi sono delle impronte ritenute appartenenti al santo; la credenza vuole che chi le tocca avrà esaudito ogni desiderio. Intorno al sito è fiorito un piccolo commercio: noleggio di bestie da soma per salire comodamente in groppa ad un asino o un cavallo, bancarelle che vendono souvenir, acqua, erbe officinali di montagna, pelli di animali selvatici e tessuti. Ma perché David si rifugiò nella grotta? Le leggende sono varie. C’è chi dice che abbia raggiunto le montagne per sfuggire l’ira degli zoroastriani, che lo perseguitarono in quanto predicatore di una religione monoteistica. Chi invece sostiene che abbia scelto l’impervio rifugio per riposare prima della battaglia con Golia. Per visitare la Grotta di Re David ci si può servire di un’agenzia turistica; il tour che parte da Samarcanda dura 6 ore; si raggiunge la meta in minivan o in auto a seconda del numero di partecipanti; info qui: https://globalconnect.uz/day-tour-to-hazrat-daud-cave.

 

Dopo Samarcanda, ecco Bukhara.

BUKHARA.

La bella incompiuta. Perchè è bella ma ti lascia in bocca quel sapore strano del tipo.... "gli manca qualcosa per essere perfetta". Ancora oggi faccio fatico a capire cosa gli manchi, forse la sua fama di città più sacra dell’Asia centrale ha creato, nella mia immaginazione, una città dove cultura e tradizioni fossero il perno della sua vita.

Prima dell’arrivo dell’Islam Bukhara è stata abitata da comunità buddiste e zoroastriane oltre ad essere la capitale dell'impero Samanide a partire dal IX secolo. Nel 1920 le truppe dell’Armata Rossa decreatano la fine dell’antico potere dei khan di Bukhara. Distrutta e ricostruita più volte è , comunque riuscita a custodire uno dei più importanti patrimoni architettonici e artistici di tutta l’Asia centrale.

Cosa vedere a Bukhara.

  • Ark di Bukhara. L'ingresso e le mura sono talmente imponenti che ci si sente piccoli. La fortezza ospitava i palazzi dell’emiro, del primo ministro, gli edifici adibiti alle guardie, le prigioni e le sale della tortura. La sua fondazione dovrebbe risalire al V secolo d. C. è stata più volte distrutta e ricostruita, è stata la sede del potere politico del khanato fino all’invasione bolscevica del 1920.
  • Piazza di Lyabi Khause. Poco distante dall’Ark la piazza, circondata da gelsi presenta una vasca di pietra ed è un luogo dove sostare prima di riprendere la visita della città.
  • Complesso del Po-i-Kalyan. Potrebbe apparire simile al Registan di Samarcanda, ma il paragone non rende, il Po-i-Kalyan costituisce uno dei più grandiosi esempi architettonici dell’Asia centrale. Il luogo dove oggi ci sono il minareto di Kalyan e l’omonima moschea fu utilizzato in epoca pre-islamica dai seguaci di Zorohastro. Gli antichi edifici furono distrutti e sostituiti da complessi islamici a patire dal 713 d. C., ma le nuove opere hanno avuto vita breve, rase al suolo da Gengis Khan nel XII secolo, sopravvisse solo il minareto di Kalyan. Quest'ultimo , con i suoi 45 metri di altezza e un diametro di sei alla base, è la struttura più importante del complesso. La sommità della torre, (dalla quale i muezzin chiamavano i fedeli alla preghiera), si raggiunge attraerso una stretta scala a chiocciola in pietra. La torre è conosciuta anche come Torre della Morte, dalla sua sommità venivano gettati i prigionieri condannati a morte senza possibilità di appello.
  • Moschea Kalyan. Simile alla moschea Bibi-Khanyam di Samarcanda è situato in pieno centro città, vicino all’Ark di Bukhara.
  • I bazar di Bukhara. Vicno a piazza di Lyabi Khause c'è il cuore commerciale della città. Un dedalo di vicoli e gallerie, mercati che per secoli hanno definito l’identità della città al pari delle sue madrase e moschee. Le cupole dei bazar di Bukhara, ancora oggi visibili, avevano il compito di convogliare l’aria fresca. Oggi si può ammirare il Taki-Sarrafon (bazar dei cambiavalute), il Taki-Telpak Furushon (bazar dei cappellai) e il Taki-Zargaron (bazar dei gioiellieri). Costruiti nel XVI secolo. Oggi appaiono più come attrazioni turistiche.

Siamo all'ultima città.

KHIVA.

La città degli schiavi !fino al XIX secolo, la città fu uno dei più grandi mercati di schiavi di tutta l’Asia centrale. Nei suoi bazar arrivavano cavalieri e mercanti tutti accomunati da un’attività, quella della tratta degli schiavi. Khiva, posizionata a sud dell'Uzbekistan, può vantare dei patrimoni archeologici e storici unici, forse i più grandiosi dell’Asia centrale. La Città Vecchia di Khiva, l' Itchan Kala, con i suoi oltre 30 ettari di superficie, è una città nella città. Storia fatta di fango e mattoni, minareti piastrellati di maioliche e grandiose moschee.

Cosa vedere a Khiva.

  • Itchan Kala mura di fango e mattoni alte più di 10 metri. La magia di Khiva e della sua Città Vecchia è un mistero che all'inizio non si capisce ma ...a seconda dell’ora in cui visitate la città vecchia i colori cambiano, acquistando sfumature impensabili fino a un attimo prima, non servono i filtri degli smartphone, basta aspettare il momento giusto. Le porte di accesso alle mura sono quattro, da nord in senso orario:

     • Bogcha Darvoza (Porta del Giardino);
     • Palvan Darvoza (Porta del Gigante);
     • Tosh Darvoza (Porta di Pietra);
     • Ota Darvoza (Porta del Padre).

    All'interno l’Itchan Kala ospita oltre 300 monumenti storici tra vecchie abitazioni, minareti, moschee e palazzi.

  • Kuhna Ark. L’antica fortezza di Khiva, sede del khan (sovrano) e palazzo reale, eretta nel XII secolo ospitava al suo interno una prigione, la zecca, la sala delle udienze e l’harem. L’architettura è quella tradizionale islamica. La sala del trono era collocata all’esterno, viste le temperature estive, d'inverno il sovrano optava per una meglio riscaldata yurta, collocata nell’area circolare presente sul pavimento della sala del trono. Gli altri spazi sono dedicati alla zecca (Zindon) e alle prigioni, oggi musei. Da non perdere la visita cima della Torre di guardia: il panorama sulla città è incredibile.
  • Madrasa di Mohammed Amin Khan. Costruita tra il 1851 e il 1854 l’attività didattica è proseguita fino al 1924, quando fu riconvertita in prigione. Oggi l’edificio è diventato un hotel.
  • Madrasa di Allakuli Khan.
  • Il minareto Kalta Minor. Mohammed Amin Khan voleva costruire una torre per consentirgli di vedere, da Khiva, la lontana Bukhara, distante 400 km, un’ottantina di metri di altezza sarebbero bastati, ma i costruttori arrivarono a 29 mt quando la morte del khan mise fine alle ambizioni del sovrano e ai lavori. La torre, del diametro di 15 metri, ha la particolarità che pare tagliata di netto da una scimitarra, nonostante la sua forma incompiuta, le ceramiche che lo decorano in tonalità di azzurro, verde e acqua marina la rendono incredibilmente affascinante.
  • Mausolei di Sayid Alauddin e Pahlavon Mahmud. Sono i monumenti più vecchi di Khiva. Il mausoleo di Sayid Alauddin fu costruito nel 1303 per un celebre maestro sufi del tempo.
    Il mausoleo di Pahlavon Mahmud, è il più antico come il primo, pur essendo stato oggetto di una ricostruzione nel XIX secolo. L’interno è spettacolare, la sala che ospita la tomba del khan è decorata con piastrelle colorate in fasce bianche e azzurre, il soffitto e le volte sono ornati con motivi geometrici, la sensazione di eseere in un luogo sacro è forte.
  • Palazzo Tosh-hovli. Voluto da Allakuli Khan, il khan costruttore.
    Il palazzo è uno degli edifici con le decorazioni più favolose di tutta Khiva. Uno sfavillio di maioliche con decorazioni floreali, labirinti di fiori e viticci fino alle volte del soffitto. Il palazzo, ottimamente conservato, offre l’opportunità di vedere e comprendere il lusso e l’opulenza di uno dei khanati più ricchi di tutta la via della Seta.

I Bazar e la gente dell'uzbekistan.

Avventure nel mondo. 

Viaggio. Uzbek Soft

Ripartire, camminare lungo quella passerella e guardare l'aereo di fronte a me. Un sogno che diventa realtà, ero sicuro che sarebbe successo ma non pensavo che il Covid avrebbe trasformato l'attesa in un incubo. Invece eccomi qui. L'emozione della partenza e dell'atterraggio e quell'emozione della dogana. Poi, ecco, esco sono in Uzbekistan.

La terra di Samarcanda, la terra di Tamerlano, "Lo Zoppo". Sono in Asia e sono felice di scoprire questa regione. Il viaggio prevede pochi giorni, ma per ripartire dopo un lungo stop mi bastano, ed è concentrato sulle città, Samarcanda, Bukhara, Khiva e la capitale Tashkent, con una breve deviazione nel deserto per passare una notte in una Yurta e a guardare le stelle che qui, lontani dall'inquinamento di luce a cui siamo abituati ti avvolgen e sorprende. Questa emozione l'ho provata solo in montagna, quando, prima di coricarmi in tenda resteo fuori al buio e ascoltando il silenzio guardo il cielo. Il cielo, ecco un'altra cosa che Vi lascerà sorpresi. Il Cielo che si confonde con il turchese delle madrasse e degli edifici.

Se chiudo gli occhi è la prima cosa a cui penso e ricordo. Il cielo e il color turchese.

Il nostro viaggio, studiato molto bene dalla coordinatrice Tatiana, parte da Taskent e permette fin da subito di scoprire il mix tra ricordi sovietici e storia millenaria.

Grazie ai compagni di viaggio e alla coordinatrice che hanno reso questo viaggio perfetto per ripartire.

Grazie

Conclusioni....

Nel mio piccolo spero di esserVi stato di aiuto, ma prima di lasciarVi ho da dirVi ancora alcuni aspetti da "amico" che un giorno spera di incontrarVi su qualche sentiero del mondo.

"Bisogna creare condizioni tali che gli individui facciano propria l'esperienza del benessere e della gioia, anziché la soddisfazione dell'impulso al massimo di piaceri."
Erich Fromm, Avere o essere?, 1976

Non bisogna lasciare nulla al caso.

... Definitive

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Alla prossima ancora qui, su Bodhirider, per raccontarVi e condividere altre esperienze con nuovi articoli, o su qualche sentiero o in qualche rifugio o bivacco o da qualche parte del mondo per condividere la passione per la montagna e per i viaggi.

A presto!

 

 

 

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