Viaggiare in gruppo: cosa succede davvero dopo 3 giorni

Dopo più di 10 viaggi con Avventure nel mondo vorrei raccontarVi un aspetto importante e spesso sottovalutato. Volete sapere cosa succede dopo tre giorni, forse anche meno, se viaggiate con tour operator come We Road, Avventure nel Mondo, Bhs, Vagabondo, SiVola...?
Viaggiare con un gruppo organizzato — che sia con realtà come WeRoad, Avventure nel Mondo o altro — sembra la soluzione perfetta per chi vuole partire senza stress.
Tutto "organizzato" in modo differente, per far sentire il partecipante "parte" del viaggio e non solo spettatore, viaggiatore e non turista quindi... itinerario, spostamenti, alloggi, persone nuove.
Sulla carta è semplice: parti da solo e torni con amici dopo aver viaggiato e visto luoghi nuovi.
Ma la realtà è un'altra, dopo qualche giorno, è un po’ diversa.

Il primo giorno: il “finto equilibrio”
Il primo giorno è quasi sempre perfetto, tutti arrivano con lo stesso spirito:
- entusiasmo
- curiosità
- apertura verso gli altri
C’è una specie di energia collettiva iniziale, forse artificiale ma piacevole.
Si fanno presentazioni, si ride facilmente, si parla tanto, è la fase in cui tutti stanno ancora “interpretando un ruolo leggero”.

Il secondo giorno: iniziano i primi "attriti" invisibili.
Dopo l’euforia iniziale, il gruppo comincia a prendere forma reale, non è ancora conflitto.
È adattamento.
Cominciano a vedersi differenze che prima non contavano:
- ritmi di sveglia diversi
- energie diversi
- modi diversi di vivere il viaggio
Tutti vogliono sentirsi protagonisti, c’è chi vuole esplorare tutto, chi preferisce fermarsi di più, chi ha bisogno di silenzio, chi invece vuole condividere ogni momento.
E nessuno ha torto.

Il terzo giorno: la realtà del gruppo
Il terzo giorno è il vero punto di svolta.
Non succede niente di drammatico, nessuna lite o altro.
Ed è proprio questo il punto, semplicemente, finisce l’effetto “novità”. Il gruppo smette di essere emozione e diventa routine condivisa.
E qui emergono le dinamiche reali :
- le persone più estroverse prendono spazio
- chi è più introverso si adatta o si chiude
- le decisioni collettive diventano più lente
- le piccole abitudini iniziano a pesare
Anche cose banali diventano importanti, “dove mangiamo”, “quanto restiamo qui”, “a che ora partiamo”.

Il ruolo del coordinatore cambia tutto.
Nei viaggi organizzati con realtà come WeRoad, Vagabondo, Bhs o Avventure nel Mondo, il coordinatore o l’accompagnatore non è una guida, ma qualcosa di più profondo per la buona uscita del viaggio e l'armonia del gruppo diventa il regolatore invisibile degli equilibri.
Quando è un ottimo coordinatore/coordinatrice tutto funziona bene:
- tiene il ritmo del gruppo
- evita frizioni inutili
- dà spazio senza forzare
Quando è un pessimo coordinatore/coordinatrice funziona male:
- il gruppo si disallinea rapidamente (si creano gruppetti)
- le tensioni aumentano anche senza scontri diretti
Viaggiare in gruppo non è “più facile” del viaggio da soli.
È semplicemente un altro tipo di esperienza :
- meno controllo personale
- più adattamento
- più negoziazione continua
E questo, alla lunga, consuma energia mentale ma non è il problema.
Il punto non è che il gruppo “non funziona”, Il punto è che il gruppo mostra subito una cosa che da soli puoi evitare di vedere:
la tua capacità di adattarti agli altri, la tua capacità di vivere con gli altri, di condividere la tua vita e un'esperienza profonda come un viaggio in un paese diverso dal tuo con dei perfetti estranei.
E questo, per molti, è la parte più interessante del viaggio.

Quindi ?.
Dopo tre giorni, un viaggio organizzato non è più una novità, diventa un piccolo ecosistema umano.
E lì capisci una cosa semplice:
Non stai solo visitando un paese con altre persone, stai vivendo un esperimento sociale continuo, dove il viaggio (comunque importante perchè è la spinta ad andare), è lo sfondo e le dinamiche umane sono il vero contenuto.
Ed è questo il motivo per cui, alla fine, alcuni lo rifanno subito… (io sono arrivato a più di 10)
e altri non lo rifanno mai più.
Conclusioni....
Nel mio piccolo spero di esserVi stato di aiuto, ma prima di lasciarVi ho da dirVi ancora alcuni aspetti da "amico" che un giorno spera di incontrarVi su qualche sentiero o in viaggio.
"Bisogna creare condizioni tali che gli individui facciano propria l'esperienza del benessere e della gioia, anziché la soddisfazione dell'impulso al massimo di piaceri."
Erich Fromm, Avere o essere?, 1976
Non bisogna lasciare nulla al caso.
... Definitive
Spero di averVi aiutato a conoscere un pò di più questo mondo per poter vivere in armonia e semplicità l'attività in montagna.
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Alla prossima ancora qui, su Bodhirider, per raccontarVi e condividere altre esperienze con nuovi articoli, o su qualche sentiero o in qualche rifugio o bivacco per condividere la passione per la montagna o, perchè no, in viaggio.
A presto!
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