Val di Scalve. Come il gigante Zurio

La leggenda racconta che il gigante Zurio, aggregatosi ad una carovana diretta verso le montagne bergamasche, decise poi di lasciare la sua compagnia per addentrarsi e scoprire quella valle che tanto lo incuriosiva. La Val Decia (Decia, nome in latino del torrente Dezzo che definisce la Val di Scalve, Decc nella parlata locale).
Cammina, cammina, circondato da tanta bellezza, nemmeno si accorse del sopraggiungere dell’inverno. La prima neve lo sorprese e decise di fermarsi, convinto di ripartire con l’inizio della bella stagione. Ma il destino decise altro per lui. La bellezza e la meraviglia che lo circondava rapì non solo il suo cuore e la sua anima, rapì la sua vita stessa.

Zurio, sentì che la stanchezza era solo l’inizio di un nuovo viaggio… “Se solo potessi diventare parte di questo mondo meraviglioso, per difenderlo dalla cattiveria dell’uomo !”… quando ad un tratto un ululato gli fece capire cosa doveva fare.
Si sdraiò sulla terra, intrecciò le mani sul cuore e si addormentò per sempre. Decise di commettere il più grande gesto d’amore, proteggere ciò che amava e “nascondere” questo luogo.

Ma nonostante questo gesto gli uomini sopraggiunsero lo stesso e videro Zurio lì, dov’è tuttora, coricato sulla terra con il volto rivolto al cielo a proteggere la Val Decia.
Come Zurio mi sono innamorato di questa valle, tanto selvaggia e pura, quanto vicina a casa mia.
Ogni volta è una sorpresa, ogni volta è sentirsi bene, ogni volta respiro.

La valle è ricca di sentieri, di opportunità, di leggende e storie che, ahimè, spesso non si conoscono.
1923, 1° dicembre, ore 7.15. La Diga del Gleno, costruita per sfruttare l’energia elettrica prodotta dall’acqua e voluta soprattutto dai Viganò proprietari di importanti cotonifici, crollò. Sei milioni di metri cubi di acqua invasero la valle partendo da Bueggio, il primo ad essere travolto, poi Dezzo e fin giù ad Angolo e Darfo in Valle Camonica finendo la sua corsa di distruzione e morte nel lago d’Iseo.
La tragedia provocò la morte di 500 persone, circa.
Purtroppo la sagoma di Zurio non è bastata a proteggere un luogo tanto bello e selvaggio dalla cattiveria dell’uomo.

Oggi la Val di Scalve è una piccola perla protetta e circondata da montagne che ricordano le Dolomiti. Un luogo dove poter respirare, l’unico vero lusso che l’uomo può permettersi e se Zurio non c’è riuscito siano i suoi eredi a proteggerla come merita. Scoprendola lentamente e rispettandola.
Vi lascio alcune delle escursioni che potete trovare sul blog per scoprire la terra che fece innamorare un gigante.
Inoltre sul fondo potrete trovare alcuni luoghi per dormire.
Escursioni che potete trovare sul blog (in continuo aggiornamento) :
- Monte /Passo Costone da Azzone
- Monte Barbarossa
- Monte Campioncino
- Monte Ferrante
- Monte Sasna
- Pizzo Camino
- Pizzo Tornello
- Schilpario - Val Asinina
- Venerocolo - Rif. Tagliaferri
Informazioni utili.
Val di Scalve . Sito Ufficiale -
Scalve.it Un sito davvero ben fatto con utili informazioni
Val seriana / Val di Scalve Sito Unito delle due valli.
Dove Dormire.
Alpen Chalet Sito Ufficiale - Facebook - Instagram
Albergo San Marco Sito Ufficiale - Facebook
Hotel Alpino Sito Ufficiale - Facebook
Albergo Ristorante Pineta Sito - Facebook
Il profilo del gigante Zurio è visibile nel profilo della Presolana.
Per chi volesse approfondire.
Ettore Bonaldi, Antica repubblica di Scalve, Clusone, Cesare Ferrari, 1982.
Giacomo Goldaniga, La secolare contesa del Monte Negrino tra Scalvini e Bornesi.
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