By using this website, you agree to the use of cookies as described in our Privacy Policy.

Monte Sasna da Nona

Vista dal monte SasnaDescrizione Generale.
La Val di Scalve è una perla, esistono varie possibilità di costruire itinerari, scoprire luoghi e panorami unici. Capita, questo è uno di quei casi, di camminare lungo un sentiero ricco di storia, spesso dimenticata, lungo questo itinerario, un tempo, è successo qualcosa che non dovrebbe essere dimenticato.

INDICE :

 

 

 

 

 

Caratteristiche Principali.

 Partenza  Nona , frazione di Vilminore di Scalve (BG)
 Quota di arrivo  Monte Sasna 2216 mt.
 Difficoltà  E, EE
 Segnavia  408, 409
 Presenza di Acqua sul percorso  Si
 Attrezzatura  Da Escursionismo invernale (ramponi / ciaspole)
 Data Escursione  Inverno 2020
 Tempi medi di percorrenza  6 ore (tutto il giro)
 Dislivello  900 mt. circa
 Note  Escursione in ambiente invernale

 

Avvicinamento.

Il punto di partenza è la frazione Nona di Vilminore di Scalve in Val di Scalve, lo raggiungo percorrendo la SP671 della Val Seriana fino a Ponte Nossa dove proseguo a destra seguendo le indicazioni per Clusone / Passo della Presolana. 
In serie supero, Clusone, Rovetta e raggiungo il passo della Presolana che supero e inizio la discesa verso la Val di Scalve. Lasciando a sinistra la strada che porta a Colere si collego alla strada che arriva dalla Val Camonica (SP294) proseguo dritto e sto attento alle indicazioni per vilminore di scalve o diga del gleno, che seguo. Attraverso il paese e dopo una s piuttosto stretta fate attenzione alle indicazioni per Nona/Pezzolo a sinistra, (la curva è piuttosto stretta attenzione). Proseguo e dopo una stretta curva a destra prendo l'uscita sempre a destra e proseguo fino a raggiungere la frazione e dove la strada finisce. Si può parcheggiare dietro la chiesa oppure proseguendo lungo questa via si raggiunge un parcheggio in una strada a fondo chiuso.

D'estate la strada potrebbe essere chiusa e funzionare un servizio bus navetta, chiedete informazioni prima.

Maps

 

Percorso.
Parcheggiato l'auto prendo subito il sentiero 408 ( si prende accanto ai bidoni), dopo un brevissimo tratto sul prato il sentiero è una larga strada agrosilvopastorale e per un lungo tratto è impossibile sbagliare fino alla Baita Case Rosse, il sentiero prosegue a sinistra ma io decido di visitare la baita (chiusa), la vista dalla terrazza è bellissima e la neve, come sempre, rende l'ambiente una magia. 

Decido di indossare i ramponi da qui la neve è veramente anta e, soprattutto, il tratto fino alla chiesetta della Manina è piuttosto ripido.

Da qui la vista è davvero unica, da una parte Lizzola le sue piste e l'alta Valle seriana, dall'altra la Val di Scalve.

Bellissimo. In cresta si svolta e si prosegue in un primo tratto piano poi la salita si fà impegnativa, molto, ppi un falso piano e un ultimo tratto veramente impegnativo ! 

Ed eccomi finalmente alla cima del Sasna !

Attenzione. La vera cima del monte Sasna non è quella della prima croce ma proseguite sulla cresta e, se c'è poca neve o in estate, vedrete una croce piegata ecco quella è la vera cima del Sasna.

Discesa. Qui inizia la difficoltà. Se non conoscete il posto o è la prima volta o siete soli o siete con gente che non conosce il luogo Vi consiglio di tornare indietro lungo l'itinerario dell'andata. Altrimenti ci sono due opzioni.

Prima opzione. Proseguite facendo un pezzo di cresta per poi scendere dolcemente e prendere come riferimento un grosso omino in pietra e da qui raggiungere la prima baita lì sotto. Ora tagliando in diagonale si raggiunge una seconda baita dalla quale si scende, ora il sentiero è facilmente individuabile. Ora siamo alle baite saline e da qui si prende la strada agrosilvopastorale che ci riporta dietro la chiesa di Nona.

Seconda opzione. Tornate indietro alla croce eretta da qui si scende seguendo il sentiero 409, d'inverno è poco visibile se non per le tracce lasciate dagli sci alpinisti.

A voi la scelta.

La Storia racconta....

Le miniere della Manina. Cammino e lungo il sentiero incrocio un rifugio, il Rifugio Baita Case Rosse ( gestito dal Gruppo Alpinistico Celadina GAG dal 1975). Siamo a 1637 metri, ricavato dalle ex case dei minatori, è il primo di tanti segni delle miniere della Manina che cesseranno la loro attività nel 1972, ma i resti delle gallerie lungo le pendici del monte Sasna sono ben visibili nel periodo estivo.

L’estrazione del materiale avveniva sia sul versante seriano che scalvino, nel 1957 (massimo sviluppo) i dipendenti erano oltre trecento divisi tra minatori, impiegati e addetti ai lavori. Ma qui mentre cammini nel silenzio di un percorso spesso sconosciuto dagli escursionisti è successo anche altro. 

Era il 27 settembre 1944, il passo della Manina era considerato un valico strategico di enorme importanza, strategico per entrambi i contendenti, le truppe alleate e i nemici. I nazisti presidiavano il passo perchè ritenuto strategico, faceva parte della linea difensiva Blaue Linie voluta da Hitler in persona e i partigiani dovevano conquistarlo ad ogni costo. La Brigata partigiana “Gabriele Camozzi”, comandata dal capitano Giuseppe Gasparini, raggiunge Lizzola la sera del 25 settembre e, con altri gruppi partigiani, prevede attacchi contemporanei al Ponte del Costone (valle seriana), al Pian di Borno (val Camomonica) e al ponte di Rovetta (Valle seriana).

Alle 5.30 del 27 settembre 1944 inizia l'attacco alla Manina, divisi in due gruppi i partigiani sorprendono i nemici grazie alle miniere di ferro che, in questo caso, si trasformano in "mezzi di guerra" straordinari. Il bilancio è di due morti, Mario Calegari di Albino, partigiano e il comandante tedesco della guarnigione, oltre a 33 prigionieri poi portati a Valcanale e rilasciati in Valtellina.

Qui dove cammino è stato scritto un pezzo di storia bergamasca.    

Ancora oggi l'attacco viene ricordato come una delle azioni partigiane più coraggiose avvenute sulle nostre montagne. Ogni anno, il 27 settembre, l’Anpi di Albino ricorda la battaglia con una commemorazione presso le Case Rosse.

Per saperne di più Vi invito a visitare i siti www.scalve.it e www.gleno.it, curati da Piergiorgio Capitanio di Schilpario.

 

Conclusioni. Giro molto bello e poco trafficato da fare tutto l'anno, in estate il sole picchia molto ! per assurdo d'inverno c'è più gente è meta di molti sci alpinisti e, almeno fino alla chiesetta della Manina, anche da ciaspolatori

 

Galleria Fotografica.

Foto Estate.

 

Tracciato Gps.

Powered by Wikiloc

 

 

 

 

☕ Un caffè per Bodhirider

Se questa guida ti è stata utile e ti ha accompagnato lungo il percorso, puoi offrirmi un caffè.

È un piccolo gesto per dire grazie e aiutarmi a continuare a esplorare nuovi sentieri, raccogliere informazioni e condividerle gratuitamente qui su Bodhirider.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Un caffè ?
 EUR

#Hiker, #escursionismo, #mountain, #nature, #amarelamontagna, #hikelover, #everydayclimbers, #inverno, #winter

Sostieni

logo IPIN colori oriz

 

Logo Altevette ETS

 

 

Segui e sottoscrivi

Terre Altre

☕ Un caffè per Bodhirider

Se trovi utili le mie escursioni e i miei racconti, scopri perché puoi offrirmi un caffè.

Scopri perché

Chi Sono

logo 000BODHIRIDER è nato per strada e sulla strada, ma la strada non è solo una striscia d’asfalto su cui far rotolare due ruote, è qualcosa di più....

Social

facebook instagram pinterest
threads X youtube