Escursioni in Valle Brembana Valle Imagna Val Taleggio
Laghetto della Paura da Branzi

Descrizione Generale.
Lì dove non te l'aspetti c'è ancora un luogo poco conosciuto ed esplorato. A pochi passi dal Rifugio Laghi Gemelli, in un contesto isolato e selvaggio, si nasconde la "Paura".
Un piccolo lago, naturale, incastonato in un ambiente severo, sovrastato da rocce e massi, il laghetto della paura è "l'incubo" degli escursionisti. Escursione alla scoperta del laghetto della paura con partenza e arrivo da Branzi.
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INDICE : |
| Partenza | Branzi (BG) |
| Quota di arrivo | Laghetto della Paura 2000 mt. circa |
| Difficoltà | E |
| Segnavia | 250, 212 |
| Presenza di Acqua sul percorso | Si |
| Attrezzatura | Da Escursionismo |
| Data Escursione | Ottobre 2024 |
| Tempi medi di percorrenza | 6 / 7 ore (tutto il giro ad anello) |
| Dislivello | 1200 mt. circa |
| Note | Nessuna in particolare |
Avvicinamento.
Il punto di partenza è il parcheggio in via Cagnoli a Branzi. Branzi è in alta Valle Brembana per raggiungerla da Bergamo si attraversa tutta la valle, SS 470, poi SP2 fino a raggiungere il paese di Branzi. Poco prima dell'ingresso del paese, al cartello di benvenuto, si svolta a destra, superato il ponte si prosegue su via Gardata che poi diventa Via Cagnoli. Si prosegue sulla via fino a raggiungere il parcheggio vicino ad palo della linea elettrica, di fronte c'è la sede di un artigiano (fabbro), accanto a questo edificio parte il sentiero.
Incuriosito dal nome decido di raggiungere il Laghetto della Paura non da Carona ma da Branzi. Parcheggiato l'auto il percorso inizia dalla parte opposta della strada, mi incammino seguendo il sentiero 212, che una volta lasciata una strada agrosilvopartorale, in alcuni punti si taglia accorciando il percorso, si immerge nel bosco di abeti e a far da compagnia la famosa e ben visibile cascata della Borleggia, da qui non pare così imponente come vederla dalla strada. Raggiunto la Strada Piana a quota 1110mt, (la strada piana è un lungo sentiero con alcuni tratti molto particolari che congiunge Carona con Roncobello), inizia un tratto tosto, un continuo zig-zag che permette di prendere quota molto velocemente, più si sale e più la vista ripaga la fatica, ad ogni passo il panorama sulla vallata è bellissimo. Raggiungo la località Grassi (1400mt circa) dove sono presenti alcune baite ben tenute e utilizzate dai pastori durante la transumanza. All'improvviso dietro un tornante scopro un piccolo monumento mi incuriosisce, il tempo ha fatto il suo lavoro e capisco poco, incuriosito appena tornato a casa mi sono informato. Il monumento è il cippo commemorativo dell’ing. Rho, morto durante la costruzione della diga nel 1923.
Lascio il monumento e salgo l'ultio strappo verso la diga di Pian delle Casere (1815 mt circa), mi colpisce il cambio improvviso di ambiente, aperto, verde mi pare di essere in un altro posto. Da qui seguo il sentieto 250 a destra della diga. Il sentiero è più dolce e facile.
A questo punto ci sono due opzioni.
La prima prevede di raggiungere il Rifugio Laghi Gemelli, seguire le indicazioni per il Passo di Mezzeno e tagliare per il laghetto.
La seconda, più complicata ma più divertente è quella che ho scelto e adesso Vi spiego. Lungo il sentiero 250 ad una curva a sinistra all'altezza di ruscello sulla destra è evidente una traccia che sale ripida, (Vi consiglio di seguire questo tratto con molta attenzione !). Si prende la traccia che sbuca in un piccolo pianoro si mantiene la destra superando il ruscello e salendo verso la montagna. Attenzione a sinistra poco dopo è ben visibile una traccia tra roccie. La seguo e ci si ritrova in un nuova radura dove si intravede un edificio. La Baita delle Orobie. Da qui si iniziano a intravedere gli ometti e seguendoli ci si ritrova in un mondo nuovo fatto di roccia, sassi, massi da saltare seguendo i compagni di avventure fino a giungere al laghetto della paura !
Ma sapete perchè si chiama così ?
La spiegazione è semplice, il lago è situato in una luogo severo, austero, sovrastato da rocce ed enormi massi. Qualche raro alberello, ciuffi di rododendro e nient'altro. Con il sole l’acqua assume una tonalità verde/azzurra ma fredda. Basta che il sole scompaia e si faccia minaccioso e il lago diventa plumbeo e l'acua pare diventare nera ! sale anche il vento che con il suo sibilo o canto trasforma il luogo in un ambiente sinistro ! da qui il suo nome.
Ritorno. Lungo l'itinerario dell'andata, oppure si può raggiungere il Rifugio Laghi Gemelli e di seguito scendere lungo il classico sentiero fino alla diga del Lago casere, attraversare la diga e scendere lungo l'itineario dell'andata.
Conclusioni. Scommetto che in pochi conoscevano questo posto, proprio lì accanto a laghi ben più conosciuti e trafficati da escursionisti e famiglie. La sorpresa è grande e il tratto tra le pietre molto caratteristico e godurioso
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