Escursioni in Valle Seriana e Val di Scalve
Lago Spigorel, Monte Vigna Vaga da Gandellino

Descrizione Generale.
Lunga escursione ad anello che richiede un certo impegno per la sua lunghezza.
Partendo da Gandellino si sale tutta la Valle Sedornia, ancora poco turistica, per raggiungere il lago Spigorel e da qui raggiungere attraverso il pizzo petto e il Passo Fontanamora la cima del Vigna Vaga. Il ritorno si scende dalla parte opposta seguendo le indicazioni per il passo degli omini prima, che non si raggiunge, e poi ricollegarsi al sentiero verso la Valle Sedornia.
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INDICE : |
| Partenza | Gandellino, località Tezzi Alti. |
| Quota di arrivo | Monte Vigna Vaga 2332 mt. |
| Difficoltà | E, EE per il tratto che porta al pizzo petto. |
| Segnavia | 309, 314B, 314, 401 |
| Presenza di Acqua sul percorso | Si |
| Attrezzatura | Da Escursionismo |
| Data Escursione | Autunno 2021 (stagione migliore) |
| Tempi medi di percorrenza | 7 ore (tutto il giro ad anello) |
| Dislivello | 1400 mt. circa |
| Note | Escursione lunga con catene di sicurezza (nulla di estremo) al pizzo petto. |
Avvicinamento.
Raggiungo la frazione Tezzi Alti di Gandellino, punto di partenza del giro percorrendo la SP671 della Val Seriana fino a Ponte Nossa dove proseguo dritto seguendo le indicazioni per Valbondione / Alta Valle Seriana / Gromo. SP49.
Raggiungo e supero il bellissimo borgo di Gromo, Gandellino è il paese successivo dopo il cartello di ingresso nel paese al semaforo svolto a destra, proseguo per qualche metro e dopo una S svolto a sinistra, da qui seguo la strada fino alla sua fine.
Il parcheggio purtoppo non è molto ampio e non bisogna confondersi con i parcheggi ad uso esclusivo degli abitanti.
In estate viene attivato un servizio bus navetta per evitare il parcheggio selvaggio, è bene informarsi prima quando è attivo.
Percorso.
Una volta parcheggiato e indossate le scarpe inizio a camminare seguendo il sentiero 309 accanto al parcheggio, è una strada cementata.
Il primo tratto è molto ripido e subito rompe il fiato poi, una volta entrato nel bosco, si fa piana ma con alcuni strappi decisi.
Seguendo le indicazioni e i segni è difficile sbagliare, anzi è impossibile.
Si attraversa l’ambiente aperto, alle Stalle Prato di Vigna e si svolta a destra deciso, il segno è sul tronco dell’albero.
Ad un certo punto le indicazioni per il lago, sentiero 309, svoltano a sinistra mentre se proseguo diritto vado verso il passo degli omini, l’idea è salire al lago e tornare dal passo, qui il giro ad anello si ricongiunge.
Svolto e proseguo sul 309, a tratti il sentiero sale ripido, raggiungo la baita di mezzo e giro a destra si sale, ed ecco che dopo una bella camminata nel bosco mi compare di fronte il lago. Lo aggiro e proseguo dritto, ad un primo tratto pianeggiante segue un breve tratto piuttosto in salita giungo a un bivio a sinistra si sale verso il Passo della manina e gli impianti di lizzola a destra verso il Ferrante e la Presolana. Seguo quest’ultime, e mi portano prima al pizzo petto poi al vigna Vaga.
Il tratto dal bivio al pizzo petto è ben segnato ma l’ultimo tratto è ripido sale in modo deciso, alla fine c’è pure una catena per arrampicare gli ultimi metri.
Personalmente non mi è servita, credo sia stata messa più per sicurezza che per utilità.
Da qui svolto a destra verso il Passo Fontanamora, il primo tratto scende per poi risalire rapido.Segnavia 401.
Dal passo non esiste un vero sentiero verso il Vigna Vaga, salgo puntando la cresta e seguendo il “sentiero” di chi mi a preceduto l’ultimo tratto è in cresta ma con nessun pericolo è piuttosto “piatto”.
Ritorno. Da Vigna Vaga ridiscendo verso il passo, a quel punto svolto a destra seguendo le indicazioni per la valle sedornia e il passo degli Omini.
Durante il primo tratto i segni sono pochi e poco visibili, richiede un po' di attenzione ma sbagliare è difficile, poi si fanno vedere più nitidi e lasciando il passo degli Omini alla mia sinistra scendo fino ad incontrare la baita zuccotto, segnavia 314 dalla baita si sale appena e poi scendo a destra il sentiero è veramente semplice e lasciando perdere le indicazioni per il Passo degli Omini mi ricongiungo al punto scritto in precedenza e ritorno verso la macchina.
Conclusioni. Opinione personale, il periodo migliore per fare questa escursione è autunno non solo perché c’è meno gente e i colori autunnali nel bosco sono unici ma pure per sentire il bramito dei cervi
Aggiunte Foto Autunno 2021
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