Escursioni in Valle Seriana e Val di Scalve
Pizzo Pradella da Valgoglio

Descrizione Generale.
Un percorso ad anello piuttosto lungo dove la meta principale è il monte/Pizzo Pradella che da anni mi invitava a visitarlo e raggiungerlo, il ritorno è attraverso il passo d’aviasco e discesa facendo il giro dei laghi.
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INDICE : |
| Partenza | Valgoglio, frazione Bortolotti (BG) |
| Quota di arrivo | Pizzo Pradella 2626 mt. |
| Difficoltà | E, EE per il tratto che porta al pizzo, e il primo tratto in discesa verso il Passo Aviasco |
| Segnavia | 228, 268, 267, 229 |
| Presenza di Acqua sul percorso | Si |
| Attrezzatura | Da Escursionismo |
| Data Escursione | Settembre 2021 |
| Tempi medi di percorrenza | 7 ore circa (tutto il giro ad anello) |
| Dislivello | 1500 mt.circa |
| Note | Escursione lunga, il tratto che porta al pizzo e il primo tratto in discesa verso il Passo Aviasco richiedono attenzione. |
Avvicinamento.
Il punto di partenza è Bortolotti, frazione di Valgoglio, in alta Valle Seriana, lo raggiungo percorrendo la SP671 della Val Seriana fino a Ponte Nossa dove proseguo dritto seguendo le indicazioni per Valbondione / Alta Valle Seriana. SP49.
Poco prima di raggiungere Gromo, dopo una S giro a sinistra dove inizia la salita verso Valgoglio. I Cartelli sono chiari.
Seguendo la strada raggiungo il paese di valgoglio, di seguito lo supero, ( se si vuole è possibile parcheggiare qui, subito dopo la piazza principale, dopo una strettoia e suna salita a sinistra troverete dei parcheggi gratuiti). SP49Bis.
La strada si restringe, attenzione, prendo a destra (indicazioni Cà di racc) e si arrivo in cima dove sono ben visibili le condotte degli impianti.
Svolto a sinistra e subito a sinistra inizia la ripida e breve discesa al parcheggio a pagamento (5€ tutto il giorno se non ricordo male) del ‘Ristoro dei Cinque Laghi, con sbarra.
Percorso.
Parcheggiato l’auto nell’ampio parcheggio a pagamento prendo il sentiero, ben segnalato che nel primo tratto affianca le condotte, poi davanti una casa e da qui mi immergo nel bosco.
Segnavia 268/228
Basta seguire il sentiero che il alcuni punti costeggia la condotta delle centrali o lungo tubo verde come qualcun’altro ha battezzato, dopo un tratto si strada sterrata che seguendola porta alle Baite d ‘Agnone, esco dal bosco.
Una piccola croce in ferro e le indicazioni mi dicono di proseguire dritto e lasciare a destra la strada.
Qui il sentiero si fa ripido, sale rapidamente lungo il pendio, raggiungo la casa di guardia piego a sinistra e risalgo il ripido sentiero che, con alcuni zig zag, arriva al bivio per Cap. Giulia Maria (a sinistra).
Raggiungo il Rif. Capanna Lago Nero (1970 mt), sempre con il famoso tubo verde a farmi da compagnia.
Proseguo una breve salita, eccomi alla diga del Lago Nero, le indicazioni sono molto chiare pure scritte sui sassi, anziché proseguire verso il Lago di Aviasco, svolto a sinistra e seguo il sentiero pianeggiante su pannelli in cemento che ricoprono il sottostante canale.
Raggiunto la fine dei pannelli, una zona ricoperta di sfasciumi, prendo a destra e non seguo per la valsanguigno qui il sentiero si snoda fra pietraie e sfasciumi.
Da qui i segnali, bolli bianchi, segnavia bianchi e rossi ma soprattutto omini sono presenti ma bisogna stare attenti per non perdersi. Salgo rapidamente tra strappi e pianori e con non poca fatica raggiungo il bivio che mi indica a sinistra il Lago Zelt e il dirimpettaio Pizzo Salina, a destra inizia la salita ripida verso il pizzo pradella.
Quest’ultimo tratto richiede molta attenzione, in alcuni tratti il sentiero è sdrucciolevole, un breve tratto piano e sono alle prime funi metalliche che aiutano a raggiungere la base dell’ultimo tratto di salita.
Con l'aiuto delle funi supero un intaglio roccioso, da qui raggiungo la mia meta attraverso roccette e un finale salto ed ecco di fronte a me la croce la vetta del Pizzo Pradella, 2626 mt.
La vista è da togliere il fiato, i laghi della conca di Valgoglio, i laghi gemelli con il Pizzo del becco, il pizzo farno, a sinistra il Monte Corte e il Pizzo Salina. Una favola.
Ritorno. Come scritto è un giro ad anello, decido di proseguire sulla cresta per un breve tratto che richiede molta attenzione, anche per le indicazioni scritte sulla roccia. Scendo e risalgo con molta attenzione un intaglio roccioso un tratto esposto da qui si scende con il sottostante lago Gelato a farmi da guida, più scendo, più il sentiero diventa facile e chiaro.
Ora bisogna fare molta attenzione per non sbagliare il sentiero perché raggiunto una bocchetta, i segni ci sono ma sono su sassi e roccia bisogna tenere gli occhi ben aperti per non sbagliare.
A sinistra si scende verso la Val Sanguigno a destra si scende verso il passo d’Aviasco.
Prendo a destra e subito mi accorgo che il tratto che segue richiede molta attenzione, tra roccia, sfasciumi e sassi bisogna tenere gli occhi ben aperti, pure qui.
Qui il tratto è molto impegnativo e ad un certo punto richiede di saltare da un sasso all’altro. I segni, ma soprattutto gli omini mi guidano con non poca fatica verso il passo d’aviasco, superato il tratto in discesa si cammina in piano potendo riposare un po', ma con gli occhi ben piantati per non perdermi. Raggiunto il passo si incrocia il sentiero, 214, che sale dal lago colombo, si prende per il passo poi si scende verso il Lago, sentiero 229 per il giro dei laghi, si raggiunge la baita del cervello e poi si riprende il sentiero dell’andata 268.
Conclusioni. Itinerario piuttosto lungo che richiede molto ore di cammino e alcuni punti che richiedono molta attenzione
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