Escursioni in Valle Seriana e Val di Scalve
Monte e Cima Vaccaro da Parre

Descrizione Generale.
Escursione lungo un itinerario ad anello sorprendente, bello, con panorami unici e incontri che ti lasciano a bocca aperta, partendo da Parre, in Valle Seriana, si sale verso il monte Alino incontrando la bellissimo oratorio di San'Antonio con un panorama sull'altopiano di clusone incredibile e poi salire verso il Vaccaro.
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INDICE : |
| Partenza | Parre, via campella |
| Quota di arrivo | Cima Vaccaro 1958 mt. |
| Difficoltà | E |
| Segnavia | 241, 240 |
| Presenza di Acqua sul percorso | No (solo una fontanella) |
| Attrezzatura | Da Escursionismo |
| Data Escursione | Novembre 2019 |
| Tempi medi di percorrenza | 5 / 6 ore (andata e ritorno) |
| Dislivello | 900 mt. circa |
| Note | Nessuna in particolare |
Avvicinamento.
Per raggiungere Parre, si raggiungere Ponte Nossa seguendo la strada della Valle Seriana, raggiunto il, famoso, bivio a destra per Clusone e il Passo della Presolana, dritto per Valbondione si sceglie questa. Attenzione dopo metri si svolta a sinistra e si sale verso il paese di Parre. Dopo una curva secca a destra si entra in paese e proseguendo dritto fino a una chiesa si volta a destra (attualmente è l'unica soluzione), allo stop si svolta a sinistra e si prosegue lungo questa fino a raggiungere la piazza del comune di Parre, qui si svolta a destra dove inizia Via campella. Dopo una curva a sinistra la strada sale sempre più ripida. Alla fine si parcheggia l'auto e inizia il sentiero.
Il sentiero parte accanto al parcheggio, il primo tratto è un continuo "tagliare" la strada che porta verso il monte Alino, così si raggiunge il bellissimo oratorio di Sant'Antonio.
"...l’oratorio di S.Antonio da Padova, costruito per devozione dopo la peste del 1630. All’interno, sull’unico altare, è posta la pala che raffigura appunto Sant’Antonio da Padova. Si tratta però di una copia della preziosa pala originale, opera del pittore bergamasco Carlo Ceresa (1609-1679) che si può ammirare nella cappella di Lourdes annessa alla parrocchiale. Sulla parete di sinistra, di particolare rilievo perché ritrae un soggetto raro, c’è un quadro del Settecento di autore ignoto che raffigura il Beato Alberto da Villa d’Ogna morente, al quale una colomba reca l’Eucarestia. Oggi presso la chiesa abita il nipote del vecchio custode che, oltre ad organizzare diversi eventi musicali, gestisce un ristoro permanente, diventato meta fissa dei numerosi escursionisti che passano sui sentieri della zona." tratto dal portale turistico della Valseriana
Da qui si segue la strada, asfaltata, fino alla "frazione" stalle dove la strada finisce e inizi ail sentiero che porta alla prima baita e poi alla seconda, questo tratto è piuttosto impegnativo "rampa" non male. Prima di raggiungere il rifugio, sulla destra, sono ben indicati i segni per raggiungere la cima Vaccaro lasciando a sinistra il Rif. si prosegue raggiungendo la terza baita, si supera e i cartelli indicano chiaramenti che per raggiungere la cima si svolta a destra, si raggiunge la cresta e da qui proseguendo si arriva alla cima con un pò di "fiatone" anche questo tratto è piuttosto faticoso.
Raggiunta la cima si può raggiungere il monte secco in un percorso tutto in cresta che richiede molta attenzione.
Ritorno. Decido di tornare indietro seguendo il tragitto dell'andata fino alla terza baita e da qui proseguire a destra seguendo il sentiero 241/A fino a raggiungere la bellissima baita della forcella. L'aggiro e proseguo lungo il 240 seguendo la scala della forcella fino a un bivio. A sinistra, 240/a porta verso la prima baita del monte vaccaro e ci si ricongiunge con il sentiero dell'andata. A destra si prosegue lungo il 240, entrando in un bellissimo bosco. Prendo la seconda e proseguo in discesa senza sbagliare fino a uscire sulla strada che porta sul monte trevasco, ricordo che la strada in questione è privata, seguendo la strada in discesa, asfaltata, si torna a Parre ma poco dopo un cartello che indica che la strada in questione è privata, (Strada Privata Monte Trevasco Est), a sinistra c'è un sentiero che porta alla chiesa della santissima trinità, dopo una visita, se aperta, si prosegue scendendo la strada della chiesa che si ricongiunge al parcheggio.
Esiste una via alternativa, appena usciti dal bosco sulla strada del monte trevasco si scende per qualche metro e a sinistra c'è un sentiero poco segnalato e, se non attenti, nascosto. Se lo prendete vi riporta alla chiesa evitando tutta la strada asfaltata.
Conclusioni. Bellissimo itinerario per scoprire uno di quegli itinerari poco trafficati dalla massa, ma che sà offrire alcune perle come l'oratorio di Sant'Antonio o la bellissima chiesa della santissima trinità, attorniati da prati, boschi e panorami davvero unici. L'itinerario può essere fatto sia d'estate che d'inverno in questo caso state molto attenti alle condizioni meteo e alla quantità di neve per quanto riguarda il raggiungere la cima
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