Escursioni in Valle Seriana e Val di Scalve
Monte Gardena da Fondi di Schilpario

Descrizione Generale.
L’itinerario mostra un lato della val di scalve che non ti aspetti, il monte Gardena con la sua cima offre un panorama sulla conca dei campelli davvero unico e diverso. Il percorso è fattibile tutto l'anno ma risulta più affascinante e particolare in inverno, o nei periodi in cui il passo del Vivione risulta chiuso. Il percorso parte dalla località Fondi di Schilpario.
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INDICE : |
| Partenza | Schilpario, località cimalbosco o Fondi. |
| Quota di arrivo | Monte Gardena 2117mt. |
| Difficoltà | E, EE per il tratto finale alla croce |
| Segnavia | 428, 426 |
| Presenza di Acqua sul percorso | Si |
| Attrezzatura | Da Escursionismo in ambiente innevato (ciaspole /ramponcini / ramponi) |
| Data Escursione | Dicembre 2022 |
| Tempi medi di percorrenza | 5 / 6 ore (tutto il giro) |
| Dislivello | 1100 mt. circa |
| Note | Escursione invernale |
Avvicinamento.
Schilpario è in Val di Scalve per raggiungerlo da Bergamo si attraversa tutta la valle seriana, SP ex SS 671 si raggiunge Castione della Presolana si arriva al Passo e si scende verso la val di scalve, la si percorre tutta e si raggiunge Schilpario. Da qui si prende la strada che porta al Passo del Vivione. In inverno la strada viene chiusa all’altezza della località Cimalbosco, mentre d’estate si può arrivare fino al rifugio cimon della Bagozza .
Percorso.
Lasciata la macchina in località Fondi, proseguo sul sentiero che costeggia la strada del passo del vivione, nonostante il passo sia chiuso potrei passeggiare tranquillamente sulla strada tagliando i tornanti fino al rifugio Cimon della Bagozza, ma decido di proseguire lungo il sentiero nel bosco. Raggiunto il rifugio proseguo verso il rifugio campione per immetermi nel paradiso dolomitico trasportato in Val di Scalve che si chiama Conca dei Campelli.
Poco prima di un ponticello, alla mia sinistra, si intravede il cartello che indica il sentiero per il monte Gardena. All'inizio il sentiero prosegue dritto per alcuni metri poi ad un tornante inizia a salire, raggiungo un paio di baite e con alcuni zig-zag prosegue lungo un sentiero ampio, mi pare di percorrere una strada e non un sentiero. Proseguo lungo la "strada" fino alla fine, da qui si staccano due sentieri, uno sale ma pare essere una traccia per di più coperta in alcuni punti dalla neve, l'altro basso è un sentiero molto più evidente. Deciso di scegliere questo ma ben presto mi rendo conto di aver sbagliato perchè finisce nel nulla. Torno indietro e prendo quello alto poco dopo mi rendo conto che già qualcun'altro aveva seguito questa traccia. Seguando le tracce di chi mi ha preceduto raggiungo due pozze ora coperte dalla neve. A questo punto basta seguire la cresta, semplice, che porta alla cime del monte. Raggiunto il monumento percorro per un pezzo la cresta fino alla croce in memoria di un defunto, qui mi fermo e decido di tornare al monumento dove la vista sulla conca è davvero invidiabile.
Ritorno. Riparto e torno alle due pozze, qui incrocio una coppia che sale dal Passo del vivione incuriosito gli chiedo informazioni sul sentiero, pochi minuti dopo mi ritrovo in discesa verso il passo. Il sentiero è facile e ben segnato, nonostante alcuni punti ghiacciati ma superabili senza problemi, ed eccomi al passo. Fatto tante volte in moto è la prima a piedi scendo lungo la strada, libera senza auto, moto o bici e mi ritrovo in mezzo alla carreggiata. Ad un cert punto incrocio il sentiero "Degli Strusi" indicato su un sasso.
Il sentiero degli Strusì ripercorre l'antica strada creta per il passaggio delle slitte. Mi ritrovo immerso in un bosco fantastico e silenzioso, un sogno, senza accorgermi mi ritrovo sulla strada del passo che la percorro per alcuni metri e ritrovarmi al punto di partenza.
Conclusioni. Percorso diverso per scoprire, da un altro punto di vista la bellissima conce dei campelli e, nei periodi giusti, una passeggiata in solitaria lungo la strada del passo del vivione e tagliare lungo un antico percorso ricco di storia
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