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Bocchetta di Trona e Rifugio Falc. ValVarrone

Val Varrone

Descrizione Generale.

Premana è un luogo che rapisce, e io ne sono un esempio. Ogni volta che chiudo la macchina e mi metto in cammino sò che non resterò deluso e questo è uno dei tanti itinerari che Vi presenterò. Itinerari che partono e arrivano in questo luogo magico.

INDICE :

 

 

 

 

 

Caratteristiche Principali.

 Partenza  Premana. Via Giabbio.
 Quota di arrivo  Bocchetta di Trona 2092 mt. Per chi raggiunge il Rifugio Falc 2120 mt. e Bocchetta di Varrone 2126 mt
 Difficoltà  E, EE
 Presenza di Acqua sul percorso  Si
 Attrezzatura  Da Escursionismo, ramponi e/o ramponcini
 Data Escursione  Dicembre 2022
 Tempi medi di percorrenza  6 / 7 ore (tutto giro ad anello)
 Dislivello  1500 mt. circa
 Note  Effettuato in inverno è necessario chiedere informazioni per la situazione del sentiero e avere l'attrezzatura adeguata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvicinamento.

Il punto di partenza è la zona industriale di Premana, in Alta Valsassina, precisamente in ValVarrone , in via Giabbio.

Premana si raggiunge tramite la SP62 e poi la SP67 della Valsassina. Passando per Ballabio, praticamente si percorre tutta la Valsassina, dopo un paio di tornanti in discesa si supera un ponte, subito dopo si svolta a destra (la curva è stretta! attenzione) e si arriva alla zona industriale dove si può trovare parcheggio. Premana si può raggiungere attraverso la Statale del Lago di Como SS 36, uscita Bellano, direzione Taceno e quindi SP 67 / circa 48 km.

Maps

Percorso.

Dal parcheggio proseguo lungo la strada della zona industriale, lasciata quest'ultima supero il ponte e svolto a sinistra. Ora inizia un lungo percorso dove sbagliare percorso è impossibile, basta percorrere la strada che a tratti cementata a tratti sterrata porta a conoscere la valle che prende il nome dal torrente che mi accompagna lungo tutto il tragitto. Scopro un luogo che fin dal primo momento mi lascia senza parole, mi immergo in un piccolo mondo fatto di alpeggi, alcuni ristrutturati benissimo altri meno, cascate e scorci che riescono a metterti in pace con te stesso, lontano dal frastuono e protetto dalle montagne che ti circondano. Raggiungo ben presto il ristoro Giabì e superato il ponte posso affermare che inizia la vera escursione. La strada sale e poco dopo ecco il primo alpeggio Gèbio, si raggiunge la cappella della Deleguàsche, poi la cappella all'altezza della località Pegnadùur. Ogni tanto la strada ha dei decisi strappi. Eccomi a Alpe Forno di fotto e Forno di sopra alla mia sinistra mentre a destra abbarbicato sulla montagna compare Alpe Casarsa che pare aggrappato e dà un sneso di vuoto. Sopra Alpe Casarsa c'è Alpe Barconcelli e poco dopo compare Alpe Vegessa. Poco dopo l'ambiente si apre e intravedo meglio le cime che mi aspettano, supero un luogo adibito ad area pic-nic dove si può prendere il sentiero, basso, che porta all' Alpe Artino e al suo ristoro. Qui inizia un tratto piuttosto in salita ma la fatica viene ripagata dalla pausa, obbligatoria alla cascata del dente. In inverno è uno spettacolo di ghiaccio. Dopo alcuni tornanti si incrocia il sentiero, alto, che porta di nuovo all'Alpe Artino. Ultimo strappo e lasciato a destra il sentiero che porta al Rifugio Santa Rita, supero il ponte che mi divide da uno spettacolo! una iana dove poter ammirare la bellezza e l'imponenza di montagne mitiche come il Pizzo Tre Signori. Cammino in modo automatico, i miei occhi e il mio cuore sono rapiti da questa meraviglia. Raggiungo il rifugio Casera Vecchia di Varrone (1675 mt.), mi fermo per una pausa e per chiedere le condizioni del percorso per raggiungere il rifugio Falc e la Bocchetta di trona. Sono di nuovo in cammino ma la fatica non l'ha sento, nonostante il tratto salga ripido fino al bivio tra Bocchetta e Rifugio. Decido di salire alla Bocchetta e lasciare al ritorno il rifugio, condizioni del sentiero permettendo. La salita è impegnativa più per le ore di cammino che i polmoni e le gambe hanno che per il sentiero in sè. Raggiungo con soddisfazione la bocchetta e un ulteriore strappo per raggiungere la caserma. Proseguo, prima scendo ed entro in Val Gerola per poi salire e raggiungere la diga del lago d'inferno, ritorno in Val Varrone e raggiunto la bocchetta di Varrone scendo al rifugio Falc in un ambiente paradisiaco in un silenzio surreale. Come spesso accade non vorrei mai scendere ma è ora. Dal rifugio scendo e mi ricollego al sentiero dell'andata che mi riporta al rifugio Casera e poi al parcheggio lungo l'itinerario dell'andata.

A seconda delle condizioni meteo, del Vostro allenamento l'itinerario può essere accorciato e interrotto al Rifugio Casera o raggiungere solo uno tra la Bocchetta e il rifugio Falc.

Conclusioni. La ValVarrone è una magia e se Premana è la sua porta d'ingresso, la bocchetta e i due rifugi incontrati lungo il sentero ne sono custodi .

 

Galleria Fotografica.

 

Tracciato Gps.

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