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Rifugio Maria e Franco da Ceto

Rifugio Franco e MariaDescrizione Generale.

Un percorso lungo ma che ripaga ogni sforzo e fatica. Il rifugio è situato in una posizione davvero incredile, ti fà sentire in cima al mondo e la vista spazia a 360 gradi. Il silenzio che qui si "respira" e la pochissima gente che si incontra riesce a trasfomare l'escursione in un ritorno all'essenzialità della camminata. Peccato per la strada che porta a case di Paghera, il punto di partenza davvero brutta.

Caratteristiche Principali.

 Partenza  Case di Paghera, frazione di Ceto
 Quota di arrivo  Rifugio Maria e Franco 2572 mt.
 Difficoltà  EE
 Segnavia  37
 Presenza di Acqua sul percorso  Si
 Attrezzatura  Da Escursionismo
 Data Escursione  Estate 2021
 Tempi medi di percorrenza  8 ore (andata e ritorno)
 Dislivello  1400 mt. circa
 Note  Escursione lunga, in alcuni punti i segni non sono ben chiari.  Attenzione alla strada stretta e brutta (quando ho fatto l'escursione)

 

Avvicinamento.

Il punto di partenza è il parcheggio alla frazione Case di Paghera del paese di Ceto in Valle Camonica.

La frazione Case di Paghera e il paese Ceto si raggiungere dalla SS42 del Tonale fino a Ceto, si prosegue seguendo le indicazioni per il paese e una volta raggiunto, si prende come riferimento il cartello marrone e un parcheggio all Vostra destra, si volta a destra (ATTENZIONE ! Curva molto stretta), compare anche un cartello con le indicazioni Val Paghera 9 km. Inizia ora una lunga strada, stretta e messa veramente male ! fate molta attenzione !!! 

Maps

Percorso.

Indossato lo zaino si parte seguendo la strada che, superato la frazione, sale ripida e taglia subito il fiato e le gambe. Si lasciano a destra le indicazioni per il bivacco Capanna Mattia e si raggiunge un pianoro, dove sbuca la baita Dois. Sempre accompagnato dal torrente Valle di Dois il sentiero si fà "leggero" ma non per molto. In alcuni tratti i segni si perdono e bisogna avere molta attenzione, superato un tratto di sassi dove pare di essere stambecchi che saltano da un sasso all'altro si raggiunge il lago delle pile. Fin qui il sentiero è stato un continuo alternarsi di strappi decisi a momenti di relativo "relax" ma finalmente ecco sbucare il rifugio sopra di me, e camminando sulla neve raggiungo l'ultimo strappo bello ripido.

Onestamente non immaginavo il panorama che mi si presenta una volta raggiunto il rifugio, e il vicino passo di Dernal. La fatica è, come sempre, ripagata ! Siamo sul confine con il Trentino e la Val daone.

Una sosta al rifugio e due chiacchere con i ragazzi del rifugio e poi si ritorna.

Ritorno. Lungo lo stesso itinerario dell'andata.

Conclusioni. Un giro lungo e faticoso in uno dei luoghi più belli, mio parere, della valcamonica, selvaggio, unico dove incontrare gente è davvero difficile.

 

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