Val di Mello. Rif. Allievi - Bonacossa
Descrizione Generale.
Paradiso. Le parole sulla Val di Mello si sprecano sul web e tra gli amanti del trek. Ma veramente questo luogo è così paradisiaco ? E' veramente così affascinante da togliere il fiato ? Bè credo di sì, se non fosse per la troppa gente. Ecco un itinerario con una variante importante e piuttosto lunga che permette di scoprire questo paradico.
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INDICE : |
| Partenza | San Martino (SO) |
| Quota di arrivo | Rifugio Bonacossa 2385mt. |
| Difficoltà | E |
| Presenza di Acqua sul percorso | Si |
| Attrezzatura | Da Escursionismo |
| Data Escursione | Giugno 2021 |
| Tempi medi di percorrenza | 6 ore (andata e ritorno) |
| Dislivello | 1500 mt. circa |
| Note | Nessuna in particolare |
Avvicinamento.
Il punto di partenza è San Martino in Val Masino.
Percorso.
Parcheggiato nell'ampio parcheggio di carbonera mi incammino verso il paese e accanto al bar KundaLuna si iniziano a vedere i cartelli che guidano verso la riserva naturale della Val di Mello. Si passa dietro la chiesa e da qui si inizia a camminare nel bosco per poi spuntare sulla strada che porta alla Riserva.
Quando ci si immette nella valle è un rallentare naturale e guardarsi continuamente attorno per scoprire una valle unica, davvero incredibile. Molti l'hanno chiamata la "piccola Yosemite italiana", forse un paragone un pò azzardato ma se avrete la fortuna di vistarla verrete ripagati da un paesaggio davvero unico che rapisce.
Passo dopo passo mi guardo attorno ammirando un luogo che le parole non possono descrivere e uno sfondo che toglie anche il fiato. E non voglio parlare del fiume e i colori dell'acqua!
"...Se si potesse spendere una sola parola per definire la Val di Mello, quella parola non potrebbe che essere “paradiso”. Un fondovalle pressoché pianeggiante che non richiede sforzi per essere percorso. Cascate che scendono a destra e a sinistra dalle numerosissime valle laterali. Un torrente che si allarga a un tratto in una pozza al cui centro sta un enorme masso. Alberi e prati che salgono a lambire pareti arrotondate di roccia grigia, che sembra quasi una colata metallica, attraversata da profonde crepe o da bianche vene che costituiscono per gli scalatori linee di salita privilegiate. E ancora baite che si confondono con i blocchi caratteristici spruzzati sui prati con insuperabile casualità. Aggiungete una fortunata esposizione al sole e il magnifico effetto che fa al suo termine il Monte Disgrazia con i suoi 3678 metri di eleganza che gli valsero il nome di Pizzo Bello...." tratto da Sito Ufficiale della Val Masino
Decido di interrompere questo vagare per iniziare la salita verso il rifugio Allievi- Bonacossa.
Una freccia su un sasso indica l'inizio. La salita è molto impegnativa sale sempre senza sosta, con molti gradini. Praticamente e come se si faccia una scala continua. Il primo tratto è nel bosco. Ogni tanto si intravede una cascata o un granito a farti compagnia. Tra i rami sbuca qua e là il panorama, unico.
Il sentiero è ben segnato e raggiungere il rifugio non è difficile da quel punto di vista. Sicuramente la fatica che si fà viene ripagato. Terminato il tratto di bosco siamo di fronte a un sogno per gli amanti della montagna. Roccia, granito, bellezza senza parole.
La fatica si farà sentire ma che paradiso !!
Poi ecco finalmente il rifugio che, negli ultimi metri, pareva un miraggio.
Ritorno. Stesso dell'andata, con la sorpresa che la val di mello si è trasformata in un ingorgo di gente. Troppa gente !!
Conclusioni. Senza parole. La Val di Mello vale la fama che negli ultimi anni ha conquistato. Purtroppo la fama porta molta, troppa !!, gente il consiglio è visitarla non in alta stagione.
"... LA RISERVA
Sono stati gli scalatori a spendersi in prima fila e con lungimiranza perché il loro “terreno di gioco” venisse preservato. Erano gli anni in cui si cominciavano a raccogliere i frutti della predicazione di Antonio Cederna, il vero pioniere della difesa del territorio italiano, ma la strada da percorrere era ancora lunga e piena di mediazioni. La più complessa delle quali aveva come oggetto il diritto di quanti (agricoltori “melat” e cavatori di granito) traevano il loro sostentamento dalla valle e vedevano un intervento legislativo volto alla sua difesa come l’ennesima complicazione in una lotta secolare per strappare il loro sostentamento a una natura avara. La mediazione è stata lunga e complessa, ma si è rivelata fruttuosa. Così, quando nel gennaio del 2009 la Regione Lombardia ha posto sotto tutela questo paradiso, la storia della Valle ha imboccato un percorso in cui quanti amano questo lembo di territorio hanno davvero visto il compiersi di un cammino.
La valle è da allora un’unica riserva naturale che la ingloba completamente, spingendosi fino alle vette che la circondano. Al suo interno è protetta da una Riserva Naturale Orientata, mentre un’area del suo versante idrografico sinistro, nei pressi del suo sbocco è tutelata come Riserva Naturale Integrale, il massimo della tutela: in quell’area è perfino inibito l’accesso alle persone.
Ma la Valle il cui fragile equilibrio è affidato, oltre alla opportuna tutela della legge, alla grazia e all’intelligenza di quanti la frequentano, è soprattutto un luogo magico. La potete apprezzare in ogni stagione: provate a visitarla con le ciaspole in inverno, in un giorno infrasettimanale di autunno, o quando all’inizio della primavera le pareti si scrollano di dosso la neve e riporterete delle sensazioni indimenticabili...." sempre dal sito ufficiale
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