Bivacco Scermendone da Filorera
Descrizione Generale.
“Acqua degli occhi”, una sorgente di acqua che la tradizione popolare vuole terapeutica per i malanni che toccano la vista. Leggenda ? Verità ? Scermendone e la sua leggenda o verità? Escursione per scoprire la sua storia, la sua leggenda lungo boschi e panorami che lasciano senza parole. La Val Masino è un paradiso che mai delude chi decide di scoprirla.
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INDICE : |
| Partenza | Filorera, località Valbiore (SO) |
| Quota di arrivo | Bivacco Scermendone 2131 mt. |
| Difficoltà | E |
| Presenza di Acqua sul percorso | Si |
| Attrezzatura | Da Escursionismo |
| Data Escursione | Marzo 2023 |
| Tempi medi di percorrenza | 7 ore (andata e ritorno) |
| Dislivello | 1000 mt. circa |
| Note | Nessuna in particolare |
Avvicinamento.
Il punto di partenza è Predarossa in Val Masino. Si raggiunge la Val Masino attraverso la SS 36 per Lecco-Sondrio (90 km), di seguito a Colico SS 38 direzione Sondrio, deviazione a sinistra dopo il ponte del Masino e si inizia a salire verso la Val Masino fino a Filorera e invece di svoltare a sinistra e proseguire per San Martino si prosegue dritto e inizia la strada che porta a Predarossa.
ATTENZIONE !!!!
D'inverno la strada è chiusa e si può proseguire fino al parcheggio gratuito all'altezza di Valbiore, è molto importante informarsi prima per capire se si può arrivare fin qui.
Percorso.
Come una settimana prima, parcheggiato l'auto inizia l'escursione nel silenzio assoluto. Silenzio che mi accompagnerà per tutto il giorno.
Seguo la strada fino a trovare, alla mia destra il cartello del rifugio Alpe Granda. Da qui inizia il vero sentiero, il primo tratto nel bosco mi catapulta nella Val Masino che già conoscevo, una foresta che ti raccoglie coni suoi silenzi e colori che cambiano a seconda della stagione. Il tratto sale e dopo un pò inizia a farsi sentire. Raggiungo la località, Baite Tajada, la sorpresa lascia senza parole. Le baite sono in pietra locale e tenute molto bene ma la sorpresa è la vista sulla valle ! Una terrazza dove sedersi e guardare sotto di te il Sasso Remenno, e San Martino sullo sfondo che si apre in due, a snistra i Bagni di Masino a destra la Val di Mello. L'effetto che hai è di essere sopra di essa, difficile da spiegare ma da provare !.
Da qui si risale verso l'alpe granda rientrando nel bosco, il sentiero è sempre molto ben segnato ma ci sono un paio di punti dove è possibile perdere l'orientamento, ad aiutarmi, sono stati i lacci lasciati sui tronchi. Raggiungo l'alpe granda e il rifugio. Un'altra terrazza panoramica, ma non l'ultima e nemmeno la più bella, ma questa è un altra storia, andiamo in ordine.
Il rifugio è situato in un posto davvero strategico e la vista sulla bassa valtellina colpisce. Alle spalle del rifugio parte un sentiero/strada con le indicazioni per l'alpe scermendone. Iniza un tratto piuttosto impegnativo, in alcuni punti la strada è piuttosto ripida, strappi decisi fino ad arrivare ad una sorgente dove si incrocia la strada/sentiero che sale dalla località Verdel. Finalmente si respira !
Da qui il sentiero è un falso piano che permette di rifiatare, la vista alla mia destra sulle prealpi innevate è un degno compagno di un giro che non immaginavo così ripagante. Mi trovo sotto il monte Scermendone e raggiungo l'alpe con la casera senza nessuna difficoltà. Da qui in pochi minuti raggiungo la cappella di San Quirico e poco sopra ecco il bivacco (2131 mt.), dove riposarmi e avere una vista sulle prealpi che lascia senza parole, dietro di me vedo il Predarossa e a dividermi da lei il Sasso Alto e le sue guglie.
Ritorno. Lungo l'itinerario dell'andata.
Ma qual'è la leggenda Vi chiederete. Se siete arrivati fin qui ecco la risposta....
"...un giorno, un mendicante lacero ed affamato, che si rivolse, per essere ristorato, a due pastori, l’uno di animo buono, il secondo di animo gretto e malvagio. Quest’ultimo lo schernì e gli disse che poteva offrirgli solo gli avanzi del cane, mentre il primo ne ebbe pietà, lo rifocillò e gli cedette il giaciglio per la notte. Il mattino seguente il mendicante prese in disparte il pastore buono e gli ordinò di lasciare subito Preda Rossa per salire a Scermendone e tornare a Buglio, senza mai voltarsi, qualunque cosa avesse sentito alle sue spalle.
Il pastore vide il suo aspetto trasfigurarsi, divenendo luminoso e maestoso, e capì che si trattava del Signore, per cui obbedì senza indugio.
Lasciata Preda Rossa, cominciò a sentire alle proprie spalle un gran fragore, grida, rumore di piante e massi che rovinavano a valle, ma proseguì il cammino, ricordandosi dell’ingiunzione del Signore. Quando, però, ebbe raggiunto il crinale di Scermendone alto, e si accingeva a scendere verso Buglio, non resistette, volse lo sguardo. Fece appena in tempo a vedere uno spettacolo apocalittico, un rogo immane che divorava i boschi, ma, [L'acqua di sorgente che ridiede la vista al pastore, ancora di più, la stessa montagna, che si sgretolava e perdeva enormi massi, i quali precipitavano, incandescenti, a valle. Vide solo per un istante, perché fu subito accecato da due scintille, che lo avevano seguito. Pregò, allora, il Signore che lo perdonasse per la disobbedienza, e questi lo esaudì, chiedendogli di battere il piede contro il terreno e di bagnare gli occhi all’acqua della sorgente che sarebbe da lì scaturita. Fece così, e riebbe la vista, tornando a Buglio a raccontare i fatti tremendi di cui era stato testimone..."cit.Paesi di Valtellina
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