Rifugio Bosio Galli da Ciappanico. Val Malenco
Descrizione Generale.
Studiando itinerari fattibili in un giorno e che mi richiedessero non troppi km di macchina per spostarmi mi imbatto in questo nome Bosio-Galli. All'imbocco della Val Malenco. Lungo la Val Torreggio, senza saperlo scopro un luogo che non mi aspettavo, uno dei tanti luoghi che ti lasciano senza parole, dalla quale non ti aspetti nulla ma che ti offrono tanto. Il rifugio è posto al centro della Val Torreggio, guardandolo da diversi punti mi è sembrato di essere in qualche parco canadese, posto su un poggio nell'incantevole piana dominata dai Corni di Airale e a dai Corni Bruciati. La piana ospitava un tempo un lago, di cui sono rimaste pochi segni in un terreno di natura torbosa. Il rifugio fu costruito da privati nel 1924 ed originariamente chiamato Capanna Airale. Acquistato dal CAI di Desio nel 1934 fu dedicato, all'inizio solo al Cavalier Carlo Bosio (primo presidente della sezione brianzola), in seguito, dal 1997 anche alla figlia Anna Bosio Galli.
Escursione ad anello da Ciappanico, frazione di Torre di Santa Maria per raggiungere il rifugio Bosio Galli lungo la val torreggio, passando per la'lpe son, piasci, l'alpe palù, l'alpe zana e l'alpe arcoglio, tra panorami mozzafiato e terrazze panoramiche dove fermarsi sdraiarsi e godere il panorama.
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INDICE : |
| Partenza | Ciappanico, frazione di Torre di Santa Maria (SO) |
| Quota di arrivo | Rifugio Bosio-Galli 2086 mt. |
| Difficoltà | E |
| Presenza di Acqua sul percorso | Si |
| Attrezzatura | Da Escursionismo |
| Data Escursione | Luglio 2023 |
| Tempi medi di percorrenza | 7 ore (tutto l'anello) |
| Dislivello | 1200 mt. circa |
| Note | In alcuni punti i segni sono pochi visibili |
Avvicinamento.
Il punto di partenza è la frazione Ciappanico di Torre di santa Maria.
Per raggiungere Ciappanico in auto si percorre la SS36 fino a Colico, per poi proseguire sulla SS38 che porta a Sondrio, dove si lascia la tangenziale e si seguono le indicazioni per la Val Malenco o Sondrio centro. Si prosegue e alla seconda rotatoria si prende la terza uscita ! direzione Val Malenco. Si prende la SP15, la strada della Val Malenco e la si percorre per alcuni km. Giunti ad un tornante si lascia a destra la strada che sale in alta Val Malenco e si svolta a sinistra. Siamo su Via risorgimento, si seguono le indicazioni per rifugi Alpini e si svolta a sinistra (di fronte a Voi ci sarà un bar), la strada inizia a salire e farsi sempre più stretta. Via Soncelli, Via Cortile Nuovo, dopo una S piuttosto stretta ecco le indicazioni per Ciappanico, si và a destra. Si prosegue per alcuni tornanti fino al penultimo tornante, qui si incontra una strada che svolta a sinistra. Si prende per alcuni metri fino a raggiungere un area pic-nic dove è possibile parcheggiare.
Dal parcheggio mi incammino sulla strada che sale accanto, dopo alcuni metri intravedo il sentiero che parte da Ciappanico Alta che si congiunge più in alto. All'altezza delle prime baite, abbandonate e fatiscenti si incrocia il cartello, poco chiaro fate attenzione, per l'alpe Son. Attraverso le baite abbandonate in un silenzio spettrale, dopo vari zig-zag e ulteriori baite/ruderi. Raggiungo la parte alta dei prati dell'alpe Son, seguo le indicazioni per l'alta via che si stacca a sinistra il primo tratto scende, attraversato il torrente si inizia a salire lungo una mulattiera che con alcuni zig-zag porta rapidamente verso il borgo di Piasci, la salita si sente e come ma la vista che mi si presenta mi lascia senza parole. Una terrazza panoramica con vista impagabile sull'alta Val Malenco e dietro all'alpe svetta il Disgrazia.
Raggiungo il rifugio Cometti posizionato dietro la chiesa. Scendo pochi metri e incrocio il sentiero, alla mia sinistra, per il rifugio Bosio. Inizia un lungo tratto in falsopiano che, tra sali scendi, porta al rifugio attraversando l'alpe Palù. All'ultimo momento ecco sbucare il rifugio. Una lunga pausa per girare a vuoto sulla piana è un continuo girarmi su me stesso per guardare la meraviglia che mi circonda e ripetermi "...che meraviglia e chi se l'aspettava così !...".
La piana ti toglie il fiato, rientro al rifugio dove mi fermo a mangiare e fare due chiacchere con i gestori, gentili, cordiali e pazienti.
Ritorno. Il giro ad anello comportava il ritorno verso l'alpe accoglio e da qui tornare a piasci e ricongiugermi al sentiero dell'andata.
Esistono tre opzioni per effettuare questo giro. Una opzione che posso definire "alta" e porta al Passo Caldenno per poi tornare indietro e tagliare a sinistra per raggiungere la Colma di Zana e da qui scendere. Una opzione "media" raggiungere un caseggiato /stalla poco sopra il rifugio, raggiungibile seguendo le indicazioni per il passo e da qui raggiungere il lago zana e la colma e poi scendere. Terza opzione "bassa" parte dal rifugio e scende subito per poi risalire e in un continuo sali scendi si raggiunge l'alpe zana prima poi l'alpe arcoglio e scendere verso piasci.
Visto il tempo perso a godermi la piana decido la via più breve, la terza, che non delude per i panorami che mi circondano.
Il sentiero è sempre molto chiaro e ben segnato
Conclusioni. Giro un pò lungo ma che ripaga per panorami da togliere il fiato.
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