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Rifugio Chiavenna e Valle di Lei da fraciscio frazione di Campodolcino

Rifugio Chiavenna

Descrizione Generale.

Escursione al rifugio Chiavenna e alla Valle di Lei, con partenza e arrivo dalla frazione Fraciscio di Campodolcino.

INDICE :

 

 

 

 

 

Caratteristiche Principali.

 Partenza  Fraciscio, frazione di Campodolcino (SO)
 Quota di arrivo  Passo Angeloga 2391 mt.
 Difficoltà  E
 Presenza di Acqua sul percorso  Si
 Attrezzatura  Da Escursionismo
 Data Escursione  Luglio 2025
 Tempi medi di percorrenza  6 ore (andata e ritorno)
 Dislivello  1000 mt. circa
 Note  Percorso lungo e non difficile.

 

Avvicinamento.
Il punto di partenza è la frazione Fraciscio di Campodolcino.

Per raggiungere la frazione di Gualdera in auto si percorre la SS36 fino a Chiavenna, alla rotonda del paese si seguono le indicazioni per il Passo dello Spluga, seconda uscita. Si prosegue dritto, sempre sulla SS36, fino a raggiungere il paese di Campodolcino. Si attraversa il paese  e giunti alla parrocchia di San Giuseppe, Vi comparirà di fronte alla fine della strada e poco prima di una curva a sinistra, subito dopo a destra compaiono le indicazioni per Fraciscio e Gualdera. Si prende questa strada e si sale per alcuni tornanti fino al bivio per Fraciscio, a sinistra. A questo punto si prosegue lungo questa strada fino al parcheggio situato alla fine della strada.

Maps

 

Percorso.

Il sentiero parte accanto al parcheggio, il primo tratto, piuttosto breve, è una strada sterrata, fino al bivio a sinistra dove inizia il vero sentiero. Da qui inizia un tratto ripido che sale senza lasciare un attino di pausa. All'inizio il percorso sale dolce poi, una serie di zig-zag che sembrano non finire mai fà prendere quota molto rapidamente. Finalmente un breve tratto in falsopiano che costeggia il torrente Angeloga, il bosco è finito e un ultimo strappo tra sassi ed ecco un ampio pianoro dove, nella nebbia sbuca il rifugio Chiavenna. Purtroppo il tempo non è dalla mia parte la nebbia e la pioggia mi accompagna per tutto il primo tratto, più di una volta l'idea di abbandonare e tornare indietro è stata forte, ma più forte era il bisogno e la voglia di proseguire. Raggiunto il rifugio e l'alpeggio dell'angeloga vorrei godermi il luogo, tra il lago e le bellissime baite restaurate, ma il tempo mi spinge ad andare avanti. In fondo non vedo nulla. Proseguo lungo la vecchia mulattiera per il passo Angeloga e dopo un primo tratto in falsopiano si torna a salire in modo sempre più ripido. Percorro sempre la mulattiera e seguendo i segni sempre chiari e ben segnati raggiungo un altro lago e mi immetto in un ambiente lunare, lugubre visto il tempo. Ultimo strappo e poi in falsopiano, saltando sui sassi  raggiungo prima il lago Caldera e poi il Passo Angeloga. Da qui decido di proseguire e scendere il Valle di Lei e vedere il Lago di Lei con la sua diga. Proseguo in discesa per poi risalire fino ad un grosso ometto dove decido che il mio itinerario terminerà. Il tempo peggiora improvvisamente e decido di tornare indietro fino al passo e da qui prendere a destra per seguire il sentiero che costeggia il lago nero. Qui il tempo cambia di nuovo improvvisamente e i fulmini e il cielo grigio me lo lascio alle spalle, spuntano raggi di sole tra le nuvole. Proseguo e raggiungo la diga. decido di scendere e prender la via più veloce per tornare al rifugio. Il primo tratto sotto la diga è piuttosto ripido e richiede l'uso delle catene di sicurezza poste nei punti più difficili. Superato questo breve tratto il sentiero scende ripido ma in totale sicurezza. Il sentiero sbuca alle spalle del rifugio. Una piccola sosta e riparto ripercorrendo il percorso dell'andata.

Conclusioni. Purtroppo il tempo non mi ha aiutato a godere di un luogo e un itinerario che, ne sono sicuro, può offrire tantissimo

 

Galleria Fotografica.

 

Tracciato Gps.

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