Paiedo e i borghi dimenticati. Val Chiavenna

Descrizione Generale.
Salire lungo un antica mulattiera, poco distante da una strada molto trafficata, e scoprire che esisteva, non lontano dal mondo moderno, veloce, immediato, facile, un mondo di sacrifici un mondo che pare di un altro pianeta. L'escursione che Vi presento porta a questo mondo. Paiedo e i borghi dimenticati, in Val Chiavenna.
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INDICE : |
| Partenza | Era, frazione di Samolaco (SO) |
| Quota di arrivo | Cima ai Prati 1060 mt. |
| Difficoltà | E |
| Presenza di Acqua sul percorso | Si |
| Attrezzatura | Da Escursionismo |
| Data Escursione | Marzo 2026 |
| Tempi medi di percorrenza | 5 ore (tutto il giro ad anello) |
| Dislivello | 1200 mt. circa |
| Note | Percorso abbastanza lungo. |
Avvicinamento.
Il punto di partenza è la frazione Era di Samolaco.
Per raggiungere la frazione Era in auto si percorre la SS36 fino a Novate Mezzola, all'altezza di una rotatoria di fronte alla stazione ferroviaria, si prende la prima uscita e si seguono le indicazioni per Samolaco, entrati nella frazione di Era si raggiunge una rotatoria, qui si prende la seconda uscita a sinistra ci si immette poi su via Roma, arrivati ad un incrocio si prende la terza uscita a sinistra e superata una strettoia ecco il parcheggio a sinistra, poco prima del cimitero..
Dal parcheggio, attraverso la strada e salgo le scale di fronte e da lì seguo la strada asfaltata fino ad un tornate dove proseguo dritto per lacuni metri ed ecco il primo approccio ad un mondo dimenticato, Fontanedo, case diroccate, piccola cappella. Da qui riparto ritornando sulla strada, pochi metri ed eccomi a Ronco, qui la situazione è ben peggiore, gli edifici sono pochissimi e fatiscenti, ma sono una piccola presentazione al mondo che vedrò. Proseguo lungo la strada e finalmente posso lasciare la strada per immergermi nel bosco, seguo un sentiero ben segnato, nei punti poco chiari la traccia è talmente evidente che non si può sbagliare. Ogni tanto salendo si incrociano ruderi, baite diroccate, muri di un edificio che oggi non c'è più, alcuni punti risultano inquietanti, muri e cappelle dimenticate e cadenti. Eccomi a Cusciago e poi tagliando qua e la la strada raggiungo Paiedo.
Che sorpresa ! il borgo è in parte ristrutturato divinamente, con cura e attenzione.
Da qui riparto direzione Cima ai Prati qui il livello, in alcuni casi, si eleva e le ristrutturazioni sembrano nuove costruzioni.
Fin qui il percorso è stato semplice e poco faticoso. D'ora in poi le cose cambiano, non tanto per la difficoltà fisica quanto di orientamento, il percorso è segnato e la traccia evidente ma, alberi caduti e foglie spesso nascondono o confondono.
Il sentiero porta a Sambosina e tra sali e scendi eccomi a Sambosina, un'altra terrazza sulla valle, qui le baite rivivono già da tempo e sono ben ristrutturate, senza accorgermi mi sono lasciato alle spalle il mondo antico. La prossima tappa Santa Teresa ne è la conferma, qui il restauro è stato fantastico e il luogo è unico. Da qui svolto a destra e superato un piccolo ponte in ferro mi dirigo verso Piazza Caprara per ripiombare in un mondo perduto. Ora basta seguire la strada sterrata e mi ritrovo a Paiedo.
A questo punto ci sono due opzioni, scendere lungo la strada o rifare il percorso dell'andata. Se avete tempo in discesa non dimenticate di visitare la Chiesa di San'Andrea in Mot, un piccolo gioiello con il suo giardino e il piccolo cimitero che rappresentano la giusta fine del giro.
Conclusioni. Percorso semplice, segnato per scoprire un luoghi ma soprattutto vite e società dimenticate, uniche con panorami caratteristici sulla Val Chiavenna.
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