By using this website, you agree to the use of cookies as described in our Privacy Policy.

Val Brembana: Mele, Zafferano ed Erbe che Rilanciano la Valle

Benvenuti in Val Brembana

A San Giovanni Bianco, in Val Brembana, ai piedi delle Prealpi Orobiche, c’è un pendio di circa un ettaro e mezzo che fino al 2011 era solo terra incolta, troppo ripida per essere lavorata con le macchine, abbandonata da chissà quanti anni. Oggi su quello stesso pendio cresce il paruch, lo spinacio selvatico di montagna conosciuto anche con il nome di “erba del Buon Enrico”, in file ordinate, raccolto a mano come si faceva un tempo, prima che qualcuno smettesse di farlo.

Dietro c’è la storia di Italo Della Fara, che nel 2012 ha fondato con la famiglia una piccola azienda agricola partendo da un’idea che oggi sembra quasi ovvia, ma che allora non lo era affatto: recuperare le erbe spontanee delle Orobie, non solo il paruch, ma anche l’aglio orsino, la silene (i “cornagìt” in dialetto), il rabarbaro selvatico, il carciofo di monte, e trasformarle in prodotti veri, venduti tutto l’anno, non un ricordo di famiglia buono solo da raccontare. È un lavoro cominciato raccogliendo i semi dalle piante selvatiche già presenti sul territorio, selezionandoli pazientemente per anni prima ancora di piantarli in un campo vero.

della fara    della fara

Una valle che ha scommesso sui terreni che nessuno voleva più.

Della Fara non è un caso isolato in Val Brembana. È solo la punta più visibile di un fenomeno che nella zona va avanti da oltre trent’anni, quasi sottotraccia, e che vale la pena raccontare proprio perché non ha nulla a che fare con un evento, un bando, o un progetto sostenuto da grandi finanziamenti esterni.

Nel 1992, a Moio de’ Calvi, un gruppo di agricoltori locali fonda l’Associazione Frutticoltori Agricoltori Valle Brembana — AFAVB — con un obiettivo semplice da dire e difficile da realizzare, ripiantare meli sui terreni incolti della valle, quelli che generazioni precedenti avevano abbandonato quando l’agricoltura di montagna aveva smesso di reggere economicamente. Oggi l’associazione conta diversi soci, con appezzamenti che vanno dalle cento alle mille piante ciascuno, riuniti sotto il marchio comune “Mela Val Brembana”. Non un singolo eroe solitario, ma una rete diffusa di piccoli proprietari che, messi insieme, hanno restituito vita a centinaia di terreni altrimenti persi.

Mela Val Brembana

Qualche anno dopo, un’altra scommessa è partita più in alto, nell’Alta Valle, quella dello zafferano. L’associazione Zafferano OLG “Oltre la Goggia”, dal nome di una roccia che segna simbolicamente l’inizio dell’alta valle, nasce nel 2012, dopo la crisi economica del 2007, quando alcuni abitanti di paesi come Mezzoldo, Lenna, Cassiglio e Olmo al Brembo si sono chiesti cosa fare per non lasciar morire la loro valle. La risposta è arrivata da un fiore viola che pochi si aspetterebbero di trovare in montagna, il Crocus sativus, la pianta da cui si ricava lo zafferano, che si adatta sorprendentemente bene ai pendii soleggiati e marginali, proprio quelli che l’agricoltura tradizionale aveva ormai lasciato andare.

zafferano olg    zafferano olg   

Perché funziona: piccolo, quotidiano, condiviso

C’è un elemento che accomuna queste storie, ed è forse la lezione più importante che la Val Brembana può insegnare a chi guarda al futuro della montagna, nessuna di queste attività vive di un singolo evento all’anno. Non sono festival, non sono sagre, non sono weekend a cui prepararsi per undici mesi e da smontare il dodicesimo. Sono aziende che lavorano, raccolgono, trasformano e vendono tutto l’anno, online, nei mercati locali, nella grande distribuzione regionale, con un ritmo fatto di stagioni agricole vere, non di calendari eventi.

È un’economia piccola, se guardata dall’esterno, nessuna di queste realtà farà mai numeri da grande industria. Ma è un’economia che si somma. Ogni socio dell’AFAVB che recupera un proprio appezzamento, ogni famiglia che ad Oltre la Goggia dedica qualche settimana l’anno alla raccolta dello zafferano, un lavoro che, come ovunque, richiede più di duecento fiori per pochi grammi di spezia ogni prodotto nuovo che Della Fara mette a punto nel proprio laboratorio di trasformazione, aggiunge un pezzetto a un mosaico che, visto tutto insieme, sta lentamente cambiando il volto economico della valle.

Da Averara al Giappone: la storia più sorprendente della valle.

Se le storie di Della Fara, dell’AFAVB e dello zafferano OLG raccontano un recupero nato dal basso, quasi per necessità, quella di Soluna, ad Averara, arriva da una strada completamente diversa e ancora più sorprendente. Le sue radici affondano nella Germania degli anni Venti, quando l’alchimista Alexander von Bernus fondò il Laboratorium Soluna, raccogliendo e aggiornando le conoscenze degli antichi maestri dell’alchimia, da Paracelso in poi, sull’uso terapeutico delle piante.

soluna    soluna   

Nel 1988, quel sapere approda in Alta Val Brembana, nasce ad Averara l’azienda agricola Soluna, che coltiva piante officinali nel “giardino Soluna”, un terreno dove scorre persino una sorgente che attraversa sette anelli in pietra legati simbolicamente al sistema solare, raccogliendo ogni fiore a mano, uno per uno, senza macchinari. Da qui nascono due linee di prodotti distinte: Lunasol, dedicata alla cosmesi naturale, e Solunat, per rimedi ispirati alla spagiria, l’antica arte galenica di Paracelso. Un dettaglio che rende questa storia ancora più significativa per chi si chiede se la montagna abbia davvero un futuro, i prodotti che nascono su quei terreni bergamaschi vengono oggi esportati fino in Giappone.

È la controprova, arrivata da una direzione inaspettata, di quanto detto finora, un territorio marginale, isolato, a lungo considerato irrilevante dal punto di vista economico, può diventare il punto di partenza di una filiera che arriva dall’altra parte del mondo, a patto che qualcuno scelga di prendersi cura di quella terra con pazienza, invece di limitarsi a guardarla spopolarsi.

Cosa lega questa storia alle altre.

Ritrovo in Val Brembana lo stesso principio incontrato altrove in questo filone: a Ostana come nelle malghe piemontesi, quello che fa la differenza non è un intervento isolato, ma la somma paziente di più iniziative che si tengono in piedi a vicenda. Qui però c’è un dettaglio che mi sembra ancora più prezioso, ed è la sua concretezza quotidiana, non un momento simbolico da vivere una volta l’anno, ma un pendio che ogni giorno, dodici mesi su dodici, produce qualcosa, un raccolto, un vasetto di salsa, una bustina di zafferano, che prima non c’era, e che nessuno avrebbe scommesso potesse tornare a esserci.

Forse il futuro più solido della montagna non è quello che si racconta meglio nei titoli dei giornali, ma quello che cresce lentamente, ettaro dopo ettaro, su terreni che tutti davano ormai per persi. Un pendio alla volta, un fiore alla volta, una famiglia alla volta.

Fonti

 

Credits : Internet (foto)

Conclusioni....

Nel mio piccolo spero di esserVi stato di aiuto, ma prima di lasciarVi ho da dirVi ancora alcuni aspetti da "amico" che un giorno spera di incontrarVi su qualche sentiero.

"Bisogna creare condizioni tali che gli individui facciano propria l'esperienza del benessere e della gioia, anziché la soddisfazione dell'impulso al massimo di piaceri."
Erich Fromm, Avere o essere?, 1976

Non bisogna lasciare nulla al caso.

... Definitive

Spero di averVi aiutato a conoscere un pò di più questo mondo per poter vivere in armonia e semplicità l'attività in montagna.

Lascia un like e consigliane la lettura ai tuoi amici, magari condividendolo sui tuoi profili social se lo hai trovato interessante e utile.

Alla prossima ancora qui, su Bodhirider, per raccontarVi e condividere altre esperienze con nuovi articoli, o su qualche sentiero o in qualche rifugio o bivacco per condividere la passione per la montagna.

A presto!

 

 

☕ Un caffè per Bodhirider

Se questa guida ti è stata utile e ti ha accompagnato lungo il percorso, puoi offrirmi un caffè.

È un piccolo gesto per dire grazie e aiutarmi a continuare a esplorare nuovi sentieri, raccogliere informazioni e condividerle gratuitamente qui su Bodhirider.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Un caffè ?
 EUR

Sostieni

logo IPIN colori oriz

 

Logo Altevette ETS

 

 

Segui e sottoscrivi

Terre Altre

☕ Un caffè per Bodhirider

Se trovi utili le mie escursioni e i miei racconti, scopri perché puoi offrirmi un caffè.

Scopri perché →

Chi Sono

logo 000BODHIRIDER è nato per strada e sulla strada, ma la strada non è solo una striscia d’asfalto su cui far rotolare due ruote, è qualcosa di più....

Social

facebook instagram pinterest
threads X youtube