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Nepal, la valle di Kathmandu

Nepal

Quando sei in volo verso una nuova destinazione, i tuoi pensieri viaggiano più veloci, spesso ti ritrovi a fantasticare soprattutto se, come in questo caso è il paese che mi ha chiamato. Dopo tanti anni qualcosa mi ha chiamato e detto che.... questo è l'anno giusto per visitare, anche se per pochi giorni, il Nepal. Quindi eccomi alla dogana e già sentirmi a casa.

Benvenuto a casa.

Articolo basato sulla mia esperienza di viaggio del 2024. Alcune informazioni pratiche possono essere cambiate: per documenti, sicurezza, visti e condizioni di viaggio verificare sempre le fonti ufficiali.

Viaggio realizzato con Viaggi avventure nel mondo.

 

Indice.

 

INFO GENERALI. Per le informazioni generali (fuso, lingua, moneta, documentazione necessaria all'ingresso nel Paese, sicurezza, situazione sanitaria),  rimando al sito della farnesina Viaggiare Sicuri

Dov’ è.

Il Nepal è compreso tra India e Tibet, conosciuto per i templi e per la catena montuosa dell'Himalaya, dove si trovano le più alte vette del mondo tra le quali svetta il Monte Everest. La capitale è Kathmandu.

VISTO E FORMALITA' DI FRONTIERA.

Oltre alle indicazioni che troverete sul sito della farnesina. Ecco cosa serve.

Non è possibile raggiungere il Nepal senza passaporto, per questo motivo, se ancora non lo hai, dovrai fare richiesta di rilascio del passaporto presso la tua questura di competenza. Ti consigliamo di avviare la pratica con largo anticipo al fine di non avere problemi di ritardo nella consegna del documento. Oltre al passaporto, con validità residua di almeno sei mesi, per arrivare in Nepal è necessario richiedere il visto che si può ottenere facilmente all’arrivo nel paese. Per comodità e per semplificare le pratiche in aeroporto, ti consigliamo di fare la richiesta del visto online, a partire da 15 giorni prima del tuo arrivo in Nepal. La richiesta è semplicissima, ti basterà compilare il form che trovi sul sito dell’ufficio immigrazione nepalese. Dovrai inserire i tuoi dati anagrafici, alcune informazioni riguardo il soggiorno in Nepal, una fotografia stile passaporto in formato digitale e una scansione del tuo passaporto.

La procedura termina con l’emissione di un modulo di “pre-visto” con un codice a barre personale che deve essere stampato e presentato all’ufficio immigrazione all’arrivo.
Il pagamento del visto avverrà in aeroporto e potrà essere effettuato in euro.

SICUREZZA.

Il Nepal è uno dei paesi meno criminali del mondo, tuttavia la microcriminalità nei centri urbani è in aumento. Possono verificarsi piccoli forti soprattutto in zone affollate e durante le feste.
Bisogna prestare particolare attenzione ai pericoli che potrai incontrare spostandoti in auto o con i mezzi pubblici da una tappa all’altra. Le strade nepalesi ricevono interventi di manutenzione molto saltuariamente per cui potrai ritrovarti su tratti franati e incontrare molti lavori in corsi. La sicurezza stradale è praticamente inesistente, sulle tortuose e strette strade di montagna gli autisti sorpassano senza quasi curarsi dei mezzi che vengono dal lato opposto, proprio per questo motivo gli incidenti sono all’ordine del giorno.

Altro tema caldo in Nepal sono i terremoti generati dal sollevamento della catena dell’Himalaya. Considerata l’area altamente sismica, i terremoti in questa zona, seppur lievi, sono quasi all’ordine del giorno, terremoti di magnitudo 4 e 5 accadono almeno 10 volte all’anno. I segni del devastante terremoto del 2015 sono ancora evidenti in molte aree della Valle di Kathmandu. Secondo le previsioni in futuro potrebbe esserci un altro terremoto, probabilmente anche più forte del precedente, ma tranquillo, è molto probabile che non sarai lì quando accadrà, gli studi ipotizzano che potrebbe accadere tra circa 50 anni.
Se vuoi avere tutte le informazioni aggiornate sulla sicurezza in Nepal, ti consigliamo comunque di consultare il sito Viaggiare Sicuri.

FUSO ORARIO.

Per capire che ore sono in Nepal tra fine marzo e fine ottobre dovrai aggiungere +3,45 ore all’ora italiana mentre tra fine ottobre e fine marzo +4,45 ore. Perché questa differenza oraria non è precisa come avviene per gli altri paesi? Perché il Nepal si trova a cavallo tra il fuso orario delle +5 e quello delle +6 ore rispetto al meridiano di Greenwich ed estendendosi longitudinalmente è stata scelta una via di mezzo tra i due fusi orari.

CLIMA e QUANDO ANDARE.
Il Nepal ha un clima molto temperato caratterizzato dalla presenza dei monsoni estivi.
Inverno, dicembre-gennaio, presenta un clima prevalentemente sereno e stabile, le nevicate a Kathmandu sono rare ma le temperature al mattino possono essere rigide.
Le temperature minime variano dai -6°C nell’alto Himalaya agli 11°C della Piana del Terai. Le temperature massime, invece, vanno dai 6°C nell’alto Himalaya ai 26°C nel Terai.
Primavera, febbraio-aprile è tra le stagioni turistiche preferite, il clima è più mite e le giornate più lunghe permettono di sfruttare al massimo il viaggio.
Da metà aprile a giugno si ha il periodo pre monsonico con caldo afoso e possibilità di piogge soprattutto nel pomeriggio, le montagne possono essere facilmente coperte da nubi.
Per assurdo è il periodo buono per fare i trekking in altura dove le temperature sono più miti.
In questo periodo le temperature minime nell’alto Himalaya sono poco sopra lo zero, mentre nel Terai e a Pokhara raggiunge i 15°C, con oltre i 30°C di massima.
Estate, caratterizzata dai monsoni, piogge abbondanti, che ridanno vita alla terra arida, facendo germogliare le piantagioni di tè, riso e caffè, colorando il paese di tantissime tonalità di verde e rendendo l’aria più pulita e meno inquinata.
Quando andare in Nepal? Tutto l'anno ! Ogni stagione in Nepal ha il suo fascino. L’inverno e l’autunno sono il periodo migliore per visitare il Terai, per fare trekking e godere delle viste più limpide sulle montagne. La primavera è il periodo più ricco di festività e celebrazioni come la famosissima Fagu Purnima, più conosciuta come la Holi, la festa dei colori, con la quale gli induisti celebrano l’arrivo della primavera. L’estate invece è il periodo di bassa stagione, vi permetterà di vivere il vero Nepal lontano dal turismo di massa. I monsoni sono passeggeri e non sono costanti durante tutta la giornata, in genere si concentrano nelle ore del tardo pomeriggio-sera e non impediscono la buona riuscita del viaggio. Io sono partito il 22 aprile e tornato il primo maggio.

TELEFONI E INTERNET.
Il WiFi in Nepal è ormai presente in tutti gli hotel. Se però vuoi avere la possibilità di navigare e telefonare anche quando sei in giro, ti consigliamo di acquistare una SIM locale, potrai farlo in pochissimi minuti anche in aeroporto, una volta finalizzate le formalità doganali. Sarà necessario fornire una fototessera e il passaporto. Il costo di un SIM in Nepal è davvero irrisorio e potrai scegliere da diversi pacchetti turistici con opzione Giga+telefonate dalla durata variabile a seconda della tua necessità.

CORRENTE ELETTRICA.
A Kathmandu (e un po’ in tutto il Nepal) l’erogazione della corrente elettrica potrebbe essere saltuaria, meglio quindi partire con l’idea che, a tratti, potrebbe mancare. Porta quindi con te power bank da poter utilizzare in caso l’elettricità dovesse mancare.
La corrente è a 220 V e 50 Hz e le prese sono in genere simili a quelle italiane (Tipo C), ma senza foro centrale per la messa a terra. In alcuni casi però potrai trovare anche prese tipo inglese, per questo motivo ti consigliamo di portare con te un adattatore universale da poter utilizzare per ogni evenienza, oltre a prese multiple per caricare contemporaneamente più devices.

BAGAGLIO.
Per un viaggio di questo tipo il miglior bagaglio possibile è uno zaino molto capiente o una valigia mordiba. Sconsiglio quelle rigide. Vedi post sul blog per le linee generali.

VARIE.
Utili: Torcia, meglio quella frontale, con pile di ricambio, salviette umidificate e gel disinfettante (es.amuchina), un rotolo di carta igienica, nastro adesivo, occhiali da sole, crema solare, coltellino multiuso (da mettere nel bagaglio in stiva), set posate per eventuali scatolette, asciugamano leggero in microfibra, sapone, filo e mollette per il bucato, lucchetto per i bagagli.
Importante, se dormite in campi tendati, pure quelli attrezzati, sacco lenzuolo o sacco a pelo.
Vedi post sul blog per le linee generali.

ABBIGLIAMENTO.
Tenuto conto del clima, freddo la mattina e la sera, mentre durante il giorno è possibile restiate in maglietta, è importante vestirsi a strati.
Parte inferiore, pantaloni lunghi interi, meglio divisibili. Calze, meglio tecniche e basse.
Parte superiore maglietta, meglio quelle tecniche, un pile / felpa, un giubbino impermeabile e un piumino in microfibra, (ricordate avrete sempre uno zainetto con voi, in questo caso non dimenticate il coprizaino impermeabile).
Cappellino, K-way, o un poncho antipioggia.
Scarpe comode da ginnastica o da trek, anche se non farete escursioni le strade o i sentieri che portano ai monasteri sono spesso sterrate o veri e propri sentieri di montagna.
Non dimenticate che visiterete monasteri, luoghi sacri, dove è obbligo il massimo rispetto, di conseguenza è indicato un abbigliamento sobrio.

COME PAGARE IN NEPAL. MONETA.

La moneta del Nepal è la rupia nepalese, sono ben accettati anche euro o dollari. Mi raccomando, però, porta con te soltanto banconote in perfetto stato senza scritte o segni di usura.
È possibile cambiare euro in rupie nepalesi in qualsiasi banca o cambiavalute. Come sempre è meglio cambiare in aeroporto soltanto pochi euro, lo stretto necessario per raggiungere la capitale Kathmandu, in quanto il tasso di cambio è più sfavorevole rispetto a quelli che potrai trovare in centro città.
Attenzione ! La rupia nepalese non è convertibile ! evita di cambiare molti euro tutti in una voltaper poi ritrovarti con soldi che non potresti più convertire in euro.

SALUTE E MEDICINALI.
Oltre alla vaccinazione completa contro il Covid-19, non ci sono altri vaccini obbligatori per entrare in Nepal tuttavia, viste le condizioni igieniche e le possibili contaminazioni alimentari, è altamente consigliato avere vaccinazioni contro: Epatite A e Tifo.
Verifica, inoltre, di aver fatto la vaccinazione contro il tetano negli ultimi 10 anni.
Se vuoi, prima della partenza, puoi iniziare ad assumere fermenti lattici, da continuare a prendere durante il viaggio, questo potrebbe aiutarti in caso di problemi intestinali.
Ti suggeriamo comunque di prendere un appuntamento con lo sportello di medicina del viaggio della tua ASL che saprà sicuramente consigliarti se e quali vaccini fare e quali medicine portare con te in viaggio.
Oltre ai medicinali di uso personale, non dimenticate antinfiammatori e antidolorifici, antibiotici ad ampio spettro, gli immancabili antidiarroici con fermenti lattici, antiemetici,
Gomme da masticare per chi soffre il mal d’auto, caramelle per la gola, pastiglie per la tosse, termometro, pomata per contusioni in caso di cadute, repellente per zanzare. Sali minerali, integratori, protezione solare alta, disinfettanti e cerotti. Vedi post sul blog per le linee generali.

MAL DI MONTAGNA.
Questo è un tema che merita una voce a parte per questo ho creato un post sul blog.


SCORTA DI VIVERI DALL'ITALIA.
Avete letto bene, prendete in seria considerazione questa opportunità.
La cucina nepalese ha sapor speziati, (cardamomo, coriandolo ecc.) che possono piacere o no, oppure dopo tre o quattro giorni può stancare.
Per esperienza personale, era meglio portarmi da casa qualche barretta o confezioni di parmigiano monodose, in più. Troverete molti negozi che vendono frutta secca o disidratata molto buona, potete fidarVi. Praticamente mi sono nutrito solo di quello per giorni.

FOTOGRAFIE E VIDEOCAMERA.
Portate il materiale fotografico che riterrete necessario in base alla Vostra necessità e competenza.
Importante. Ricordate di avere il massimo rispetto nel fotografare le persone, soprattutto nei luoghi di preghiera.
Buona educazione è chiedere sempre il permesso.
In alcuni monasteri per fotografare è necessario pagare, chiedono una “donazione”, è capitato che alcuni monaci prima si sono dimostrati molto disponibili ma poi hanno insistito a chiedere una donazione.
Importante. Fotografare aeroporti, luoghi militari (sulla strada si incontrano molte basi militari), militari è sempre, severamente, proibito.



COSA COMPRARE.
Prima regola da non dimenticare. TRATTARE sulla cifra, sempre !


L’artigianato nepalese ha origini antiche e il luogo migliore per acquistarlo è a Bhaktapur, oltre che a Kathmandu.
In particolare nella Piazza Reale di Bhaktapur, uno spazio sacro, anticamente era presente il centro del commercio nepalese e, ancora oggi, gli artigiani sono all’opera per la ricostruzione delle opere distrutte in seguito al terremoto del 2015. Qui si possono trovare intagliatori, scalpellini, vasai, pittori, produttori di carta pesta e pittori. Vi posso assicurare che Vi perderete nel cercare un souvenir unico da riportare a casa.

Partiamo.

Bandierine Tibetane.

Le troverete e le vedrete, ovunque! Ovviamente non possono mancare nella lista. Chiamate lung-ta se orizzontali e darchor verticali, le bandierine hanno un profondo significato spirituale per il popolo nepalese e non, ma non stonano anche in casa. Spesso appese sugli alti picchi della catena montuosa dell’Himalaya, stupa, templi e sentieri, il loro scopo è quello di benedire alcuni luoghi.
Le bandierine sono oggetti sacri e hanno una storia millenaria,affonda le radici nella bon, un’antica religione primordiale del buddismo proveniente dalla regione del Tibet. Nella religione del Bon lo sciamano chiamato Bonpo usava i colori delle bandiere per onorare numerose cerimonie sacre. Questo oggetti non sono presenti in tutte le scuole del buddismo, ma unicamente in questa. Sopra di esse, sono stampate immagini e testi di varie preghiere.

bandiere

 

 Esperienza Personale : Ce ne sono tantissime !. In ogni angolo, ovunque e di ogni misura. Quindi sappiate scegliere cosa volete e cosa cercate. Trattando si possono strappare a buon prezzo.

Cashmere e pashmine.

Tra le cose che conviene comprare in Nepal, tra i vari souvenir dell’artigianato nepalese di altissima qualità in cui vi imbatterete, non può mancare un pregiato articolo in cashmere. Infatti, all’interno della valle di Kathmandu, capitale del Nepal, troverete un rinomato centro per la produzione di tessuti, lavorati a maglie e, soprattutto, per il filato di cashmere. Questo molto utilizzato nella zona, specie per le sue proprietà, viene importato dalla zona interna della Mongolia in bobina per la maggior parte. Infatti, il Nepal è un piccolissimo produttore di questo materiale, e non basterebbe per soddisfare la richiesta.

Pur non producendolo totalmente, qui è la lavorazione del materiale nell’artigianato nepalese a essere riconosciuta tra le più pregiate al mondo. Soprattutto a Kathmandu, per questa ragione, troverete moltissimi negozi specializzati e botteghe dedicate al cashmere, dove potrete acquistare questo pregiato souvenir in Nepal a prezzi davvero speciali, soprattuto per la pashmina. Se desiderate acquistare questo prodotto, tra le cose che conviene comprare in Nepal, non lasciatevi ingannare dai falsi e controllate l’etichette prima dell’acquisto.

pashmine cashmere sciarpe

 

 Esperienza Personale : Non sono un esperto e distinguere le vere pashmine e il vero cashmere è difficile. L'unico trucco che conosco è toccare e sentire la morbidezza.

 

Khukuri.

Che è ? Questo è un perfetto regalo da portare a casa per fare bella figura. Il khukuri è un lungo coltello tradizionale con una lama che può arrivare anche a 40 cm, utilizzato, principalmente come strumento da lavoro e meno come arma bianca.
Parte integrante delle divise dei soldati Gurkha, per questa ragione viene chiamato anche coltello dei Gurka.
La lama è caratterizzata da una forma ricurva ed è particolarmente pesante. Per il popolo nepalese ha un profondo significato culturale, rappresenta il valore, il coraggio dell’esercito nepalese e dei guerrieri gurka stessi.
Il Khukuri è anche un oggetto rituale, impiegato durante varie festività, come i matrimoni, durante la quale viene portato dallo sposo.
Secondo la tradizione, la lama è in acciaio e il manico è in cuoio o legno. Oggeto unico e tipico dell’artigianato nepalese, da riportare a casa per collezionisti o appassionati.

 khukuri coltelli nepalesi

 

Esperienza Personale : Invoglia a comprarlo perchè stai sicuro che nessuno a casa ne possiede uno, o, nessuno si aspetta un regalo del genere. Li guardi, sfoderi il pugnale e poi ti fai la classica domanda...."che me ne faccio ?...finirà da qualche parte e me ne dimentico..., quelli veri si pagano e questo è solo un souvenir...". Alla fine ti rendi conto che trovi solo souvenir è difficile, ma non impossibile, trovare quelli veri ed autentici. Decidete voi ma sappiate cosa state comprando.

 

Thangka.
Se amate l'arte dovete assolutamente acquistarne uno. Il Thangka è un pregiato dipinto collegato all’arte buddista tibetana, sono realizzati sopratutto su cotone, aggiungendo poi seta e inserti preziosi. Le raffigurazioni che possiamo trovare, rappresentano scene sacre del buddismo, divinità o mandala.
Di solito sono arrotolati se non esposti, e privi di cornice, in quanto vengono montati su un supporto in legno, come per i dipinti cinesi. Questo trattamento è indispensabile per permettere la lunga durata di queste opere.
La seta non deve entrare in contatto con l’umidità per mantenere intatta la qualità.
Di solito sono piccoli ma ne potete trovare di vari metri, soprattutto se esposti in templi o monasteri. In passato, i thangka erano uno strumento didattico per spiegare la vita del Buddha, dei lama, delle divinità o il concetto dell’arte dell’Illuminazione.
Un oggetto unico che conviene comprare.

 thangka budda monastero buddista tangboche khumbu himal

 

Esperienza Personale : Troverete molto gallerie d'arte che mostrano bellissimi thangka che però sono cari sappiate scegliere con cura, alcuni sono veramente belli. Alla fine dopo un lungo tira e molla, trattando me ne sono presi ben tre ! Pagandoli.

 

Maschere tradizionali.
Bellissime !
Utilizzate ancora oggi per danze rituali e festività religiose, le maschere sono realizzate in cartapesta, legno o tessuto macerato, alcune possono essere arricchite con altri materiali e vengono indossate soprattutto durante le danze rituali tibetane: il Cham.
In questo antico rituale anche i costumi possiedono un ruolo centrale, come i colori e i movimenti dei monaci. Ballando suoi suoni e la musica vengono raccontati momenti della storia nepalese.

Le maschere, permettono ai danzatori di rappresentare un personaggio, o una divinità, se sono gialle o bianche, spiriti cattivi, se sono nere. Possono rappresentare anche animali. La maschera più diffusa è quella di colui che protegge il Dharma, il Mahakala.
Gli animali più diffusi sono tori, cervi e corvi, che hanno il compito di sconfiggere i demoni. Per quanto riguarda i colori, le maschere nere sono quelle con il significato più potente, in quanto assorbe tutti gli altri colori.

maschere

 

Esperienza Personale : Belle sono belle, ma ingombranti e spesso delicate (per quest'ultimo motivo ho preferito non acquistarle), quelle in legno sono più robuste e più care, veramente belle, questo si può essere un souvenir interessante. Le naschere rappresentano la cultura del paese, lo spirito del popolo.

 

Campane tibetane.
Immancabili.
Antico strumento musicale, risalente al periodo sciamanico pre-buddista del bon po, soprattutto nella zona dell’Himalaya, si diffuse prima in Tibet per poi diffonderse in tutta la zona asiatica.
La medicina naturale ritiene che il suono prodotto dalle campane favorisca il rilassamento e di conseguenza la meditazione.
Utilizzate in origine dai monaci buddisti per meditare, oggi sono diffuse anche tra i terapisti yoga e massaggiatori, in quanto alleviano stress e dolore.

Esempio : Ecco la campana in mano, un piccolo o forte colpetto e si avvicineranno a voi per sentire le vibrazioni, oppure metteranno dell'acqua nella campana e utilizzando il martelletto o batacchio, il piccolo bastone, faranno vibrare l'acqua.

Quindi come non essere fregati ? Difficile. Fatele suonare e sarnno loro, le campane a dirVi qual'è quella giusta. Scegliete in base al suono e alle vibrazioni che percepite, può apparire una risposta facile ma è la realtà. Per aiutarVi leggete qui ...

Come riconoscere le campane tibetane.


campane tibetane

 

Esperienza personale : Non fatevi fregare ! Ce ne sono di tutti i tipi, dimensioni e peso. Probabilmente i migliori venditori Vi mostreranno come scegliere per non essere fregati. Vi porranno la campana sulla testa per ascoltare le vibrazioni oppure vi faranno sedere Vi inviteranno a chiudere gli occhi e poi picchiando la campana si avvicineranno facendo Vi sentire le vibrazioni. Insomma alla fine ci cascano quasi tutti, pure io !, ne ho comprata una di media dimensione. L'acquisto è avvenuto dopo svariati giri e ascolti.

Gioielli nepalesi
Davvero belli e particolari.
Questi oggetti non sono semplici decori ma hanno valenza spirituale e ogni gioello ha un suo significato spirituale un mix perfetto tra induismo e buddismo.

Molti oggetti, spesso, sono fondamentali per le credenze popolari per garantire la protezione dal male e incanalare invece le energie positive. Per questo vedrete donne locali indossare moltissimi gioielli tradizionali, anche sovrapposti, come simbolo non solo di abbondanza, ma sopratutto di protezione dagli spiriti malvagi.
Le realizzazioni sono soprattutto in argento e oro e rappresentano divinità lunari e solari.
Per quanto riguarda i gioielli nuziali un elemento ricorrente è il pavone, come per i gioielli indiani, simboli di buona fortuna e fertilità.

gioielli souvenir artigianali

 

 Esperienza Personale : Quello che ho visto è... molta bigiotteria spesso chiaramente falsa anche agli occhi di un inesperto come il sottoscritto. Ma se cercate, bene!, trovate il posto giusto ma dovete pagare il giusto.

 

Té, oppure The dell'Himalaya.

Considerato il te più salutare al mondo per l’elevata dose di flavonoidi e antiossidanti. Che sia the verdi, nere o oolong, possiede un livello basso di caffeina, rendendolo ideale da bere anche prima di andare a dormire. La sua unicità, è data dal luogo in cui viene coltivato, ad altissima quota sulle pendici della catena montuosa himalayana.
Completamente biologico è venduto sfuso, anche in pratiche confezioni per il viaggio.

te

 

Esperienza Personale : Ne volevo fare una scorta ma alla fine non ne ho comprato nemmeno una bustina. Perchè ? Quello che ho trovato non mi ha soddisfatto per niente, ho trovato solo prodotti di dubbia qualità. Probabilmente bisogna cercare con più calma.

 

Mala Nepalesi o Tibetani.

I Mala tibetani o nepalesi, conosciuti come rosari buddisti, vengono utilizzati per la meditazione. Sono composti da 108 grani di materiali diversi come legno, rudraksha (i più diffusi) e pietre varie.
La mala viene utilizzata recitando un mantra per ogni grano, con la mano destra si fa scorrere la Mala tra l'anulare e il pollice in direzione oraria, e ad ogni grano corrisponde una preghiera.

Non viene utilizzato solo per la meditazione e la preghiera, spesso vengono indossati tutti i giorni come una collana o come un bracciale, come faccio io, ma bisogna ricodarsi che non è un gioiello o un ornamento al nostro stile bisogna ricordarsi che ha un significato particolare.

I Mala hanno una storia antichissima che risale a più di 6000 anni proprio per la loro semplicità di utilizzo nella vita religiosa indipendentemente dal credo.

 

mala

 

Esperienza Personale : Ne ho comprati diversi, scegliete con cura i materiali e il tipo, ricordando che non è un semplice ornamento.

 

 

CIBO. COSA MANGIARE.

Le ricette della tradizione nepalese prendono spunto dai paesi che si trovano vicino, indiana, tibetana e cinese, dalle quali sono arrivate numerose influenze nel corso dei secoli. Pur essendo un piccolo paese si possono trovare molti piatti tipici.

Nonostante sia un piccolo paese in ogni regione si troverà un piatto tipico.
Nel Terai i piatti tipici sono caratterizzati da sottaceti piccanti, mentre nel resto del paese i piatti sono a base di riso. Il piatto nazionale, il dal bhat, è composto da lenticchie e riso, servito spesso con un curry vegetale e sottaceti.
In altitudine è comune trovare ricette con il granturco, verso il Tibet, troveremo l’orzo. Inoltre, considerando la vita del popolo, i piatti devono essere altamente proteici, come il kwati.
Nella valle di Kathmandu si è sviluppata la cucina newari, più ricercata, ricca di spezie e carne di vitello o bufalo.

Gorkkali Lamb

Piatto a base di carne di agnello, un ingrediente molto ricercato, consumato sopratutto durante festività e occasioni speciali. La carne d’agnello cucinata per altre persone è considerata un vero e proprio regalo. Il piatto è preparato in molti modi ma il più popolare è il Gorkhali Lamb Curry.

L’agnello è precedentemente grigliato, poi saltato in padella insieme a una miscela di spezie e peperoncino. Servito con una salsa al curry, riso alla curcuma cotto al vapore e focaccine calde perfette da intingere nella salsa.

piatto tradizionale agnello

 

Aloo tama.

Una zuppa tradizionale vegetariana. I suoi ingredienti sono piselli, patate, bambù fermentato e germogli, tra i quali il germoglio del bambù dal sapore aspro, e patate.

In alcune versioni il bambù è fritto rendendo il piatto ancora più gustoso e aggiungendolo alla fine come guarnizione per mantenere la sua croccantezza.
In alcuni casi sono aggiunti succo di limone, aglio e pomodori, oltre che piselli dall’occhio nero, i bodi, che rendono la ricetta l’aloo tama bodi.
Il bambù è coltivato in Nepal lo ritroverete in molti cibi.

aloo tama

 

Dal Bhaat Tarkari.

Il piatto principe. Il più amato dagli escursionisti. La passione per questo piatto non è dovuta solo al suo alto valore nutrizionale ma, soprattutto, per la semplicità dei suoi ingredienti e della preparazione.
Piatto vegetariano, al suo interno troviamo il bhat (riso), le dal (lenticchie), e le tarkari (verdure).

Per il popolo nepalese è un piatto presente nella dieta quotidiana e, in base alla religione e alla zona, vengono aggiunti carne o pesce.
Insieme ai vari condimenti sono serviti anche sottaceti piccanti, gli achaar, fermentati o freschi. Il piatto fornisce l’energia necessaria per affrontare l’impervie montagne nepalesi.

epali dal bhat

 

Momo.

L'unico piatto della cucin nepalese che conoscevo e avevo già assaggiato in Ladakh. Piatto gustosissimo con influenze provenienti dal vicino Tibet.
Chiamati anche momo-cha, sono ravioli diffusi soprattutto nelle regioni confinati il Tibet e arrivati anche in India in seguito alle numerose migrazioni di tibetani. Si possono trovare anche per strada come street food venduto dagli ambulanti, in questo caso fate molta attenzione !

I momo sono molto popolari soprattutto nella valle di Kathmandu, tra la comunità newar che per prima ha modificato la ricetta, adattandola agli ingredienti locali. Simili ai cinesi dim-sum, sono preparati con ripieni di varie tipologie, poi cotti al vapore, fritti e accompagnati infine da una salsa piccante, con zenzero, peperoncini, aglio e pomodori.

momo tradizionali street food

 

Thukpa.
E' una zuppa di noodle prevalentemente vegetariana, è possibile trovarla con aggiunta di carne. Il nome di questo piatto deriva dalla tipologie di tagliatelle tirate a mano. Il brodo della zuppa è insaporito con ossa di yak, montone o vitello e, spesso, anche dentro la zuppa è possibile trovare delle ossa con midollo !! parte molto prelibata da servire per gli ospiti.
Durante il capodanno tibetano, la notte del Losar, è tipico preparare la thukpa e, durante l’attesa, formare delle palline di impasto. Al loro interno si inserisce un sasso, del cotone o della carta, servendole ai vari commensali insieme alla zuppa e utilizzando le palline come oggetto divinatorio e per scacciare i demoni con il materiale che si trova all’interno.

thukpa zuppa verdure

 

Maas Ko Baara.

Considerato un antipasto o contorno. Preparato con fagioli o lenticchie della tipologia urad macinati, con la quale sono create delle polpette dalla consistenza spugnosa, schiacciate e fritte in padella per creare le tradizionali frittelle. Il woh, simile al baara fritto, è il solo messo in padella con pochissimo olio.

Ottime come spuntino e deliziose servite come contorno di altri piatti.

maas ko bara

 

Sel Roti.

Tipico dolce della cucina nepalese. Piatto tipico tra i più consumati dai nepalesi, lo si trova ovunque.
Il sel roti è un pane fritto e dolce a forma di ciambella, servito soprattutto durante festività religiose e banchetti nuziali.

La base del piatto è una pastella di farina di riso tagliata grossolanamente, unita poi a zucchero, acqua e ghee, il burro chiarificato. Per rendere il piatto più gustoso spesso, al posto dell’acqua, si utilizza il latte.
Di solito l'interno dell'impasto è vuoto ma possono essere aggiunte spezie, come chiodi di garofano e cardamomo. La pastella è colata a mano in una teglia con olio, dandogli la forma a ciambella.

sel roti dolci

 

Chatamari o la pizza Nepalese.

Popolare nella valle di Kathmandu è conosciuta dai viaggiatori/turisti come la pizza nepalese.
Più che una pizza pare una frittata guarnita, l'unica vera similitudine con la nostra pizza è il bordo alto. Come la pizza o la nostra pinsa, partendo da una base di pomodori e cipolle si può aggiungere un pò quello che si vuole, carne di bufalo, pollo o altro.
Come guarnizione è aggiunto formaggio e, spesso, anche un uovo, rendendolo un piatto altamente nutritivo.
RicordateVi che non mancano mai le spezie.

chatamari

 

Gundrook-Dheedo.

Nome un pò difficile da pronunciare per un piatto vegetariano molto nutriente e amato dagli scursionisti vegetariani.
Il Gundrook-Dheedo è una polenta di mais e grano accompagnata da verdure a foglia, stufate e fermentate. Cibo nutriente ed energetico, per questo sarà frequente trovarlo nei campi base e/o nei rifugi di montagna.

In alcuni casi all’interno è possibile trovare anche l’alu tama, cioè patate, curry e bambù, o il pulao, il tipico riso saltato della Nepal cucina. Il piatto è accompagnato con il Chatamari, la gustosa pizza newari!

Gundrook Dheedo

 

Juju Dhau.
I pasti si chiudono sempre con il dolce, quindi ecco il dhau. Uno yogurt preparato all’interno di vasi di terracotta, specialità della comunità newar, nella valle di Kathmandu. Il juju dhau, tradotto letteralmente re dello yogurt, è più denso e ricco, a Bhaktapur nel dolce viene aggiunto frutta.

Le dosi vengono distribuite direttamente servendo lo yogurt dalla pentola nella quale viene preparato e mescolato al baji, il riso sbattuto.

 juju dhau

 

Chow mein.

Sono noodle fritti, originari della cucina cantonese, ma molto diffusi pure in Nepal. Gli altri ingredienti variano, pollo, maiale, manzo o frutti di mare, e per i vegetariani tofu o sole verdure. Spesso molto piccanti.

Ammetto che questo piatto, spesso, mi ha salvato la cena.

 Chow mein

 

Lassi.

Non è un piatto ma una bevanda tipica dell'india ma molto conosciuta anche in Nepal.

Lassi è una popolare bevanda tradizionale dahi a base di yogurt, è una miscela di yogurt, acqua, spezie e qualche volta frutta. Ce ne sono di diversi tipi, Sweet lassi (lassi dolce) aromatizzata con zucchero, acqua di rose e /o limone, fragola e altri succhi di frutta, Saffron lassi (Lassi allo zafferano), Makkhaniya lassi un lassi con pezzi di burro dentro (makkhan è la parola Gujarati, Urdu, Hindi, Sindhi e Punjabi per burro) cremoso come un frappé.

Mango lassi, fatto di yogurt, latte e polpa di mango. Può essere fatto con o senza zucchero.
Bhang lassi con infuso di cannabis che contiene il Bhang, un derivato liquido della cannabis, ha effetti simili alle altre forme di cannabis.

Il Lassi è sempre servito in un bicchiere alto con una cannuccia, spesso guarnito con del pistacchio macinato o nocciole gratinate sopra.

Salt lassi

 

VIAGGIARE IN NEPAL. Cosa c’è da vedere.

Il viaggio è stato breve e concentrato su Kathmandu (o Katmandu), e la sua valle, un piccolo assaggio per chi, come il sottoscritto, è la prima volta che mette piede in questo meraviglioso paese.

Kathmandu è la capitale del Nepal, e punto di partenza di ogni viaggio in Nepal dato che qui si trova uno dei tre aeroporti principali del Paese.
Kathmandu è un mix di templi, siti storici, santuari, ristoranti e strade.

 

Un caos organizzato che disturba ma che affascina, rapisce.
La valle di Kathmandu comprende l’antica Bhagdaon oggi Bhaktapur, con la sua Durbar square, forse il sito più affascinante della valle, racchiuso tra mura che raccontano un mondo antico e fantastico, la cittadella è preclusa al traffico e la si visita solo a piedi. Proseguendo per il tempio a 5 tetti di Nayatapola, importante esempio di architettura newari, ed è il più alto della valle.
Visitare villaggi newari come quelli di Bungamati e Khokana ma soprattutto Patan, (la più antica tra le città reali della valle), ti catapulta fuori dal mondo e serve a immergersi nel quotidiano.
Da Dhulikhel, nei periodi giusti, si può assistere all’alba o al tramonto allo scenario delle vette himalyane con la possibilità di effettuare facili trekking.
Thimi intatto ed incontaminato, Budhanilkanta con la rappresentazione di Vishnu, (terza persona della Trimurti – la Trinità hindu – disteso sull’acqua).
Visita al monastero buddhista di Kopan dove si tengono corsi per stranieri di iniziazione al buddhismo.
Di seguito Bodnath con l’immenso stupa bianco considerata il centro più importante del buddhismo nepalese e Pashupatinath, la Varanasi del Nepal dove si può assistere alla cerimonia della cremazione dei defunti e dello spargimento delle ceneri nelle acque del Bagnati.
Changu Narayan, situato in cima ad una collina, con un tempio dedicato a Vishnu risalente al 4° secolo è uno dei sette siti protetti dall’Unesco nella valle.

 

Rientrare a Kathmandu per scoprire questa città folle ! le sue pagode, le strade affollate di negozietti di ogni genere, con un sottofondo perenne di clacson e caos, il caratteristico quartiere di Thamel, la casa della Kumari (con visita alla dea bambina con relativa benedizione, ovviamente dopo aver lasciato una mancia), l’immancabile Durbar square.
Kirtipur, paese immerso nel "suo" medioevo, in un’atmosfera particolare, il tempio di Bagh Bhairab e l’una Maheshwar a tre tetti.
Ci si dirige a Pharping e a Dakshinkali dove i fedeli alla dea Kali, (la consorte di Shiva), offrono sacrifici animali per placarne la sete di sangue.
Di corsa in periferia per vedere il grande stupa di Swayambhunath dall’alto della collina dove sorge domina Kathmandu con i suoi grandi occhi.
Uno dei più antichi della valle e circondato da shikhara, dorje, ruote di preghiera, piccoli templi, rifugi per pellegrini, gompa per funzioni religiose e scuole di insegnamento kagyupa, statue, piccoli musei e gli immancabili negozietti, ma soprattutto le vere padrone del luogo, le scimmie, da cui il soprannome comune di tempio delle scimmie.
Per chi vuole c'è la possibilità si uno spettacolare volo sulla catena himalyana.

 

 

Conclusioni....

Nel mio piccolo spero di esserVi stato di aiuto, ma prima di lasciarVi ho da dirVi ancora alcuni aspetti da "amico" che un giorno spera di incontrarVi su qualche sentiero del mondo.

"Bisogna creare condizioni tali che gli individui facciano propria l'esperienza del benessere e della gioia, anziché la soddisfazione dell'impulso al massimo di piaceri."
Erich Fromm, Avere o essere?, 1976

Non bisogna lasciare nulla al caso.

... Definitive

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Alla prossima ancora qui, su Bodhirider, per raccontarVi e condividere altre esperienze con nuovi articoli, o su qualche sentiero o in qualche rifugio o bivacco o da qualche parte del mondo per condividere la passione per la montagna e per i viaggi.

A presto!

 

 

 

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