Il borgo del Quattrocento che Giacomo ha rimesso al mondo

In Alta Val Seriana, c’è un borgo che risale al Quattrocento e che per decenni è rimasto praticamente disabitato, pietre, tetti in parte crollati, la vegetazione che riprendeva lentamente terreno su quello che un tempo erano stalle e case coloniche. Oggi quello stesso borgo si chiama Contrada Bricconi e non è un museo a cielo aperto né un set fotografico per turisti in cerca di scorci pittoreschie instagrammabili, è un’azienda agricola vera, con vacche, un caseificio, un fienile, e un ristorante che ogni sera serve piatti fatti con quello che viene prodotto a pochi metri di distanza.
Heidegger e la Montagna: il Dislivello Uccide la Bellezza?

Ci risiamo di nuovo, è capitato ancora. Mi sono dimenticato di inserire in un post sui social i dati tecnici del giro e, subito, qualcuno me lo ha fatto notare. Ci sono domande che, personalmente fatico a digerire, per esempio: "quanto dislivello ?", oppure, "quanti chilometri ?", "quante ore ?".
I due uomini che insegnarono all’Occidente ad amare il selvaggio

Nella primavera del 1845 un uomo di ventotto anni lascia la cittadina di Concord, nel Massachusetts, con un’ascia in mano, e si costruisce da solo una capanna sulle rive di un piccolo lago glaciale chiamato Walden. Ci resterà poco più di due anni. Non era un eremita per vocazione religiosa, né un fuggitivo, era, semplicemente, un uomo che voleva verificare di persona, con il corpo prima ancora che con la mente, se fosse davvero necessario tutto quello che la società del suo tempo dava per scontato. Si chiamava Henry David Thoreau. “Andai nei boschi perché desideravo vivere deliberatamente”, scriverà spiegando quella scelta, voleva affrontare solo i fatti essenziali dell’esistenza, per non ritrovarsi, in punto di morte, a scoprire di non aver mai vissuto davvero.
I nuovi montanari

Nel 1985 a Ostana, un borgo a 1.280 metri nella Valle Po, in provincia di Cuneo, erano rimaste cinque persone. Cinque !. Un paese che prima della Seconda guerra mondiale ne contava circa mille si era svuotato quasi del tutto: case in pietra abbandonate, campi non più coltivati, scuole chiuse, la montagna restituita al silenzio. È la storia di decine, forse centinaia di borghi alpini italiani nel secondo dopoguerra: la fuga verso le città, verso la pianura, verso il lavoro in fabbrica, ha lasciato dietro di sé un patrimonio edilizio e umano intero, semplicemente vuoto.
Le streghe che sapevano troppo

Nel 1587, in un borgo di montagna della Liguria, arrivò un funzionario di Genova con l’incarico di scoprire perché il raccolto avesse fallito per il terzo anno di fila. Questo borgo si chiama Triora, arroccato a 800 metri nella Valle Argentina, e il funzionario si chiamava Girolamo Del Pozzo. Non trovò cause naturali, trovò, invece, delle colpevoli: una trentina di donne del paese, esperte di erbe, di rimedi, di parole dette al momento giusto sopra un malato. Le arrestarono, le torturarono, ne fecero morire alcune sotto tortura. Le chiamarono streghe.
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